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VISITA DEL SOMMO PONTEFICE PAOLO VI
ALL'ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE

PAROLE DI PAOLO VI
AL SUO RITORNO A ROMA

Martedì, 5 ottobre 1965

          

Nel rimettere piede sul suolo della diletta Roma, dopo la visita compiuta alla sede delle Nazioni Unite, a Nuova York, un sentimento di gratitudine sale dal Nostro cuore al Signore, per la buona ispirazione, ch’Egli Ci ha dato, a intraprendere questo viaggio e per la riuscita, con cui lo ha coronato.

Vogliamo poi dire il Nostro grazie a voi, illustri personalità dello Stato e del Governo Italiano, in modo speciale al Presidente del Consiglio dei Ministri e alle altre personalità della Curia Romana, della diocesi di Roma, agli Eminentissimi Cardina!i, al Signor Sindaco, a voi, illustri membri del Corpo Diplomatico, qui rappresentati dall’Ambasciatore d’Italia, e dal vostro degno Decano; a voi, Autorità politiche e militari, e a voi tutti ancora, diletti figli, che avete seguito con la vostra partecipazione di affetto e di augurio il Nostro inconsueto pellegrinaggio, e rendete ora più gradita quest’ora del ritorno, con la vostra cara presenza.

La Nostra è stata una Missione di Pace. Non altra è stata la intenzione, non altro il motivo di questo Nostro viaggio. Siamo stati pellegrini di pace. Abbiamo voluto portare al mondo, rappresentato e idealmente riunito in quella solenne assemblea, l’invito a quella Pace, annunziata dagli Angeli sulla povera culla del Verbo Incarnato; abbiamo voluto dare il Nostro incoraggiamento a opere e a trattative di pace; e l’assicurazione che la Chiesa, oggi come sempre, è accanto agli artefici di pace, confortandone gli sforzi con la sua autorità, col suo appoggio, con la sua benedizione.

Al termine di questa Missione, Ci è caro dire che siamo commossi per l’attenzione rivolta alle Nostre umili parole.

Il Nostro ricordo va pertanto grato e riconoscente al Segretario delle Nazioni Unite, e ai singoli rappresentanti della benemerita Organizzazione, per le toccanti attenzioni che hanno avuto verso la Nostra persona. Né possiamo dimenticare l’accoglienza esultante e pia dei cattolici americani, il cui operoso fervore di bene tanto Ci è noto nella sua generosità e nella sua efficacia; vada ancora ad essi e ai loro zelantissimi Pastori il Nostro saluto affettuoso, che vuole altresì abbracciare in un solo palpito l’intero popolo degli. Stati Uniti d’America. Il loro entusiasmo, che ha fatto corona al Nostro brevissimo soggiorno nella loro terra ospitale, Ci ha detto chiaramente, quasi a nome di tutti i diletti popoli della terra, quale sia la volontà e il desiderio di pace, che è nel cuore di tutti gli uomini.

Per questo voto universale di pace, Noi continueremo, come a Noi è possibile, a lavorare. È questo un punto fondamentale del Nostro programma; cioè del Nostro Ministero. Così lo renda valido l’aiuto di Dio; mentre Noi benediciamo quanti incontriamo su questo faticoso, ma luminoso cammino.

       

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