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DISCORSO DI PAOLO VI
NELL'INAUGURAZIONE DEL NUOVO COLLEGIO
FILOSOFICO DI «PROPAGANDA FIDE»

Venerdì, 3 dicembre 1965

          

Salutiamo il Signor Cardinale Gregorio Pietro Agagianian, Prefetto della Sacra Congregazione «de Propaganda Fide», ed i suoi valenti Collaboratori.

Salutiamo i Nostri venerabili Fratelli nell’Episcopato, presenti a questo significativo incontro.

E salutiamo voi, diletti Superiori ed Alunni del Pontificio Collegio Urbano «de Propaganda Fide», che, ancora una volta, siete i protagonisti dell’odierna festa di cuori.

L’inaugurazione del Collegio Filosofico Urbano, in questo giorno dedicato alla memoria liturgica di San Francesco Saverio, si fa infatti per voi: o meglio, per quanti di voi hanno iniziato o continuano gli studi filosofici, ai quali d’ora in avanti attenderanno in questa sezione distinta del vetusto e benemerito Collegio Urbano «de Propaganda Fide», in questo edificio moderno, ben strutturato e disposto, e fornito di una completa attrezzatura, rispondente alla sua alta destinazione.

Vorremmo dirvi tutta la Nostra gioia di ritrovarci con voi, col prolungare la Nostra sosta in questo giardino di anime giovanili, consacrate al Signore, e pronte per amor suo a ritornare fra i loro popoli, dopo gli anni di intensa preparazione romana, per esservi ministri di Cristo, araldi del Vangelo, messaggeri di verità e di amore fraterno nella visione universalistica del Cattolicesimo. Non possiamo purtroppo assecondare quanto vorremmo il pur vivo desiderio del cuore, poiché ben troppo del Nostro tempo reclamano per sé gli urgenti impegni di questo particolarissimo periodo. Ma voi già sapete: il Papa vi ama, vi predilige. Vi è vicino col pensiero e con la preghiera. Incoraggia tutte le iniziative, che per vostra maggiore utilità si dimostrino necessarie e opportune. E la presente iniziativa - la Sezione filosofica del Collegio Urbano «de Propaganda Fide» - ha trovato in Noi il pieno appoggio, il più lieto incoraggiamento. La Nostra presenza qui fra voi, in questa suggestiva cerimonia della inaugurazione, ve lo attesta apertamente.

Il fatto che si inauguri questo Collegio dice tante cose a chi segua con occhio penoso la vicenda più che tricentenaria del Collegio Urbano «de Propaganda Fide», fondato dal Nostro Predecessore Urbano VIII di v. m. Dice anzitutto che siete cresciuti di numero, e che le pur ampie capacità dello storico e sempre ampliato Collegio più non bastavano a contenere la spinta vigorosa delle vostre giovani vite. Dice perciò che le grandi e meritorie fatiche dei missionari di tutto il mondo, del clero autoctono delle varie regioni, di innumerevoli Famiglie Religiose dedicate ai campi di missione hanno dato, e stanno dando, il frutto più bello: quello delle vocazioni missionarie, crescenti di numero, anche se non ancora nella misura richiesta per le gravissime necessità dell’apostolato. Dice anche che le vostre comunità cristiane hanno in sé la prova più evidente della genuinità della loro fede, e dell’efficacia del loro amore, col far maturare nel proprio grembo coloro che un giorno, rivestiti del carattere sacerdotale, continueranno in mezzo a loro l’opera di Cristo Sacerdote, Maestro e Pastore. Dice che le vostre dilette famiglie sono talmente ricche di virtù e di sacrificio, da aver meritato la grazia incomparabile di donare i propri figli alla Chiesa. Dice che l’avvenire del mondo, nonostante le ombre che ogni tanto vi si addensano oscure, è pieno di speranze e di certezze, fin che giovani coraggiosi e generosi son disposti a dedicare la loro vita per la salvezza del mondo. Dice che l’epoca post-conciliare, che si apre piena di attesa per il rinnovamento della vita e del costume cristiano, non sarà priva dei suoi valorosi artefici, degli uomini di Dio, che lavoreranno e soffriranno per tradurre in pratica, e per seguire gli orientamenti e le leggi del Concilio.

Diletti figli. Nel confidarvi i Nostri sentimenti, vi esortiamo a spendere bene questi anni di formazione sacerdotale, per corrispondere pienamente a quanto da voi la Chiesa si attende. Noi ne siamo certi., E vi invochiamo la pienezza dei doni della Celeste Sapienza, per l’intercessione di San Paolo, cui è dedicata questa Cappella, e di San Francesco Saverio, sul cui esempio - oggi nel campo degli studi e della disciplina, domani nell’attività che vi sarà riservata - dovete modellarvi con intransigente fedeltà di impegno.

Nel riguardare poi a questo magnifico complesso, amiamo esprimere un vivo plauso a quanti hanno concorso a realizzarlo: a Lei, anzitutto, Signor Cardinale, sempre vigile e sollecito nell’individuare e nel portare a compimento quanto venga richiesto dalle circostanze per la sempre maggiore efficacia delle Opere missionarie; a quanti l’hanno coadiuvata, Prelati e Officiali del Suo provvido Dicastero; ai solerti Superiori del Collegio Urbano; agli ingegneri, ai tecnici, agli operai, i quali han saputo dare il meglio di sé per la progettazione e l’esecuzione del nuovo Collegio Filosofico.

A tutti vada il Nostro ringraziamento e la Nostra Apostolica. Benedizione. «Gratia Domini nostri Iesu Christi vobiscum. Caritas mea cum omnibus vobis in Christo Iesu» (1 Cor. 16, 23-24).

   

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