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CHIUSURA DEL CONCILIO VATICANO II
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PAOLO VI AI GOVERNANTI
1. In questo momento solenne, Noi, i Padri del XXI Concilio
ecumenico della Chiesa Cattolica, sul punto di dividerci dopo quattro anni di
preghiere e di lavori, nella piena coscienza della nostra missione verso
l’umanità ci rivolgiamo con deferenza e con fiducia a coloro che tengono nelle
loro mani il destino degli uomini su questa terra, a tutti i depositari del
potere temporale.
2. Lo proclamiamo altamente: noi rendiamo onore alla vostra
autorità e alla vostra sovranità; noi rispettiamo la vostra funzione; noi
riconosciamo le vostre giuste leggi; noi stimiamo quelli che le fanno e quelli
che le applicano. Abbiamo però una parola sacrosanta da dirvi, ed eccola: Dio
solo è grande. Dio solo è il principio e la fine. Dio solo è la sorgente della
vostra autorità e il fondamento delle vostre leggi.
3. Tocca a voi essere sulla terra i promotori dell’ordine e della
pace tra gli uomini. Ma non lo dimenticate: è Dio, il Dio vivo e vero, che è il
Padre degli uomini. Ed è il Cristo, suo Figlio eterno, che è venuto a dircelo e
ad insegnarci che noi siamo tutti fratelli. È lui il grande artefice dell’ordine
e della pace sulla terra, perché è lui che guida la storia umana e che solo può
indurre i cuori a rinunciare alle passioni perverse che generano la guerra e il
dolore. È lui che benedice il pane dell’umanità, che santifica il suo lavoro e
la sua sofferenza, che le dona gioie che voi non potete darle, e la conforta nei
dolori che voi non potete consolare.
4. Nella vostra città terrestre e temporale egli costruisce
misteriosamente la sua città spirituale ed eterna, la sua Chiesa. E che cosa
chiede a voi questa Chiesa, dopo quasi duemila anni di vicissitudini di ogni
genere nelle sue relazioni con voi, Potenze della terra; che cosa chiede oggi?
Ve l’ha detto in uno dei suoi testi principali di questo Concilio: non vi chiede
altro che la libertà. La libertà di credere e di predicare la sua fede, la
libertà di amare il suo Dio e di servirlo, la libertà di vivere e di portare
agli uomini il suo messaggio di vita. Non temetela: essa è ad immagine del suo
Maestro, la cui azione misteriosa non intacca le vostre prerogative, ma guarisce
tutto l’umano dalla sua fatale caducità, lo trasfigura, lo riempie di speranza,
di verità e di bellezza.
5. Lasciate esercitare al Cristo quest’azione purificatrice sulla
società! Non crocifiggetelo di nuovo: sarebbe sacrilegio, perché è Figlio di
Dio; sarebbe suicidio, perché è Figlio dell’Uomo. Ed a noi, suoi umili ministri,
lasciate diffondere dovunque senza ostacoli la “buona novella” del Vangelo della
pace, che abbiamo meditato durante questo Concilio. I vostri popoli ne saranno i
primi beneficiari, perché la Chiesa forma per voi dei cittadini leali, amici
della pace sociale e del progresso.
6. In questo giorno solenne in cui chiude le assise del suo XXI
Concilio ecumenico, la Chiesa vi offre con la nostra voce la sua amicizia, i
suoi servizi, le sue energie spirituali e morali. Essa rivolge a voi tutti il
suo messaggio di saluto e di benedizione. Accoglietelo, come essa ve l’offre,
con cuore lieto e sincero, e portatelo a tutti i vostri popoli!
8 dicembre 1965
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