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DISCORSO DI PAOLO VI IN OCCASIONE
DEL CORSO DELL’I.R.I. PER I PAESI IN VIA DI SVILUPPO

Sabato, 18 giugno 1966

 

Salutiamo il dottor Giuseppe Petrilli, presidente dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale! E salutiamo voi, illustri Signori e diletti figli, che avete proficuamente concluso il Corso di perfezionamento, indetto dall’IRI, e vi accingete ora, forti dell’esperienza acquisita, a ritornare in Patria, per portarvi il contributo della vostra giovanile energia, delle vostre doti di volontà e di impegno, delle nozioni tecniche più moderne, necessarie allo sviluppo economico dei vostri Paesi!

Sappiamo che, per lunghi mesi, avete atteso a un serio programma di applicazioni e di studi, affratellati da un unico desiderio, di qualificarvi e perfezionarvi, per rendervi sempre più utili alle vostre rispettive nazioni. Sappiamo che provenite da diversi paesi, africani e asiatici, latino-americani ed europei: e lo spettacolo di una eletta équipe sopra-nazionale, riunita da un provvido disegno di collaborazione internazionale, che voi oggi offrite con la vostra presenza, procura al Nostro cuore una consolazione sincera, e vi alimenta una grande speranza.

Un esperimento come codesto, sostenuto con encomiabile sforzo dall’Istituto italiano per la Ricostruzione Industriale, e la simultanea presenza di tanti giovani volonterosi e provati, Ci danno anzitutto, dicevamo, consolazione, grandissima consolazione: vi vediamo portata a compimento e tradotta in realtà una delle aspirazioni e sollecitudini più alte della Chiesa del tempo nostro, che non cessa di auspicare e incoraggiare con tutti i mezzi a sua disposizione una fraterna collaborazione fra i Paesi del mondo, a beneficio specialmente di quelli che sono incamminati con tanta buona volontà sulla via dell’ordinato sviluppo tecnico ed economico. Le grandi Encicliche sociali del Nostro Predecessore Giovanni XXIII, la Mater et Magistra e la Pacem in terris, hanno proposto in termini inequivocabili questa urgente necessità, presentandola come condizione indispensabile per la collaborazione internazionale e l’assicurazione della pace nel mondo.

Dal canto suo, il Concilio Ecumenico, con la mirabile Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, ha anch’esso posto risolutamente l’accento su questo dovere, con parole che devono essere meditate dai responsabili: «Le istituzioni internazionali - hanno ammonito i Padri Conciliari, e Noi con essi - devono, ciascuna per la loro parte, provvedere ai diversi bisogni degli uomini, tanto nel campo della vita sociale, a cui appartengono l’alimentazione, la salute, l’educazione, il lavoro, quanto in alcune circostanze particolari che sorgono qua e là, come possono essere le odierne esigenze dello sviluppo per i paesi che si stanno evolvendo . . . Le istituzioni internazionali e regionali già esistenti hanno certo ben meritato del genere umano. Esse rappresentano i primi sforzi di gettare le fondamenta internazionali di tutta la comunità umana, al fine di risolvere le più gravi questioni del nostro tempo, per promuovere dappertutto il progresso, e per prevenire la guerra sotto qualsiasi forma» (Cost. Gaudium et spes, n. 84).

Queste parole diventano ogni giorno di più una realtà, che consola; e il vostro gruppo, venuto a portarci il suo graditissimo saluto prima della partenza per i rispettivi Paesi, Ce ne dà un quadro vivo, eloquente, autorevole. Ci dice che la parola della Chiesa corrisponde ai migliori programmi del progresso civile ed è già in parte, come da voi, messa in pratica; Ci dice che veramente esistono nel mondo uomini, gruppi, istituzioni di buona volontà, disposti anche a sacrifici per procurare il gran bene della collaborazione per il progresso internazionale. Siate ringraziati, diletti Figli, siate benedetti.

Di qui scaturisce poi la fermissima speranza, a cui abbiamo accennato: non possiamo non pensare che ciascuno di voi, ritornato in Patria, sarà un fermento di nuove iniziative, un centro animatore per più arditi esperimenti, un benemerito dello sviluppo tecnico, industriale, sociale, e, in definitiva, un costruttore della pace. Se si moltiplicano ogni anno uomini come voi, disposti a darsi per il bene dei propri concittadini, diminuiranno i motivi di preoccupazione, aumenteranno invece le occasioni del bene, del retto progresso, della pace nell’ordine e nel rispetto reciproco.

Seguendovi pertanto con paterno affetto, nella via che per ciascuno di voi si apre piena di promesse rileviamo una nuova ragione di quella speranza, che, nonostante tutto, Ci ha sostenuto fin qui e tuttora Ci sostiene nel Nostro pastorale ministero, e Ci fa confidare ardentemente in giorni migliori per l’umanità: in nomine Domini, con l’aiuto di Dio, secondo il programma che abbiamo abbracciato, ormai sono tre anni, da quando il Signore ha voluto affidarci l’arcana responsabilità del Pontificato.

Ne ringraziamo tanto il Signore. E a voi diciamo: non lasciatevi intimorire dalle difficoltà, trattenere dalle remore di paventate riforme, scoraggiare dalla immanità dei compiti, che talora sembreranno più grandi delle vostre stesse possibilità: vi guidi la luce delle vostre provate cognizioni professionali, e la coscienza della vostra specifica preparazione; ma soprattutto vi stimoli l’amore disinteressato dei vostri connazionali, il desiderio di giovare alla loro vita familiare e sociale, il proposito, quotidianamente rinnovato, di servire e di rendervi utili.

La grazia benedicente del Signore non mancherà di sorreggervi e incoraggiarvi; la invochiamo copiosa su ciascuno di voi, sui vostri familiari, - di cui vediamo qui rappresentato un cospicuo numero -, come sui lavori che intraprenderete, e sulle dilette Nazioni, che attendono la vostra collaborazione. Conferma i Nostri voti l’Apostolica Benedizione, che di cuore estendiamo all’Istituto per la Ricostruzione Industriale e a quanti vi prestano la loro opera.

Un mot maintenant pour ceux d’entre vous à qui la langue française est plus familière. Un mot pour vous dire, chers Fils, combien l’Eglise s’intéresse à vos Pays, combien elle se réjouit de penser que vous allez être en mesure de mieux les servir, grâce au Cours de Perfectionnement que vous venez de suivre.

Contribuer, aujourd’hui, au développement économique et social, c’est une tâche bénie de Dieu et des hommes. Donnez-vous-y de tout votre cour. Vous assurerez ainsi le bien de vos Patries, et en même temps vous travaillerez très utilement à consolider les bases d’une paix juste et durable entre les hommes et entre les peuples. C’est le souhait que Nous formons pour vous, chers Fils, en invoquant sur vos activités futures, sur vos personnes, vos familles et vos patries, les plus abondantes bénédictions divines.

We are happy to greet you here today, beloved sons, you who have so profitably finished the course of studies under the auspices of the Istituto per la Ricostruzione Industriale. You are ready now to return to your respective countries to bring with you the fruit of your experience in order to apply your youthful energy, your Will-power and your spirit of dedication for the betterment of your countries and your fellow citizens.

You Will bring with you the knowledge of the latest technical advances so necessary for the economic development of your countries. You have worked hard during your course and We ask Almighty God to bestow upon you hand the efforts that you will make in the future, an abundance of heavenly blessings.

                                                                       

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