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PELLEGRINAGGIO IN UGANDA

DISCORSO DI PAOLO VI
AD UN CENTRO DI INSERIMENTO SOCIALE

Venerdì, 1° agosto 1969

 

Siamo lieti, cari amici, di fermarci un poco con voi per recarvi le Nostre felicitazioni e il Nostro incoraggiamento.

Il vostro Centro lavora principalmente per la promozione dell’uomo in una società meglio organizzata; voi vi preparate qui a collaborare, ciascuno secondo i propri mezzi, alla grande opera dello sviluppo. Al primo piano delle vostre preoccupazioni è la persona umana, con la sua aspirazione ad essere riconosciuta come un essere libero, responsabile, pronto a occupare il suo pieno e giusto posto nella società. Posto che esige una vita familiare sana e decorosa, soddisfacenti condizioni di lavoro e un giusto e adeguato compenso, partecipazione alla vita civica e alle legittime attività ricreative - in una parola, il complete e armonioso sviluppo dell’uomo.

Come Nostro Signore ci ha ricordato nella parabola dei talenti, ogni uomo o donna, qualunque sia la sua condizione, deve compiere ogni sforzo per giungere al massimo delle sue possibilità. Nel nostro mondo moderno, così incantato dalle meravigliose conquiste della scienza, è necessario un immenso sforzo per dare la giusta importanza al cuore dell’uomo, per sviluppare la sua capacità di amare, di partecipare, di donare, di ricevere, giacché, se esso manca, lo sviluppo materiale potrà portare a una società pericolosamente sottosviluppata nella vita dello spirito.

A tal riguardo, non possiamo non accentuare l’assoluta importanza degli sforzi che si vanno compiendo in Africa per permettere alle donne di recare un sempre maggior contributo alla nuova civiltà che si va qui costruendo. Come abbiamo scritto nel Nostro «Messaggio all’Africa»: «Oggi, la donna africana è chiamata a prender sempre più coscienza della sua personale dignità, del suo ruolo di madre, e del suo diritto a partecipare alla vita sociale e al progresso dell’Africa moderna» (Africae terrarum, n. 36). Siate sicuri, cari amici, che tutto ciò, che voi farete per aiutare le donne del vostro paese ad assumere la loro responsabilità di educatrici nella famiglia, nel villaggio e nella comunità, gioverà a garantire la sanità fisica, morale e spirituale della vostra società.

La vostra solidale azione è diretta a conseguire il rispetto della persona umana e del suo diritto alla vita, alla salute, al lavoro, alla liberta e alla religione. La vostra collaborazione si allarga a tutte le persone, senza distinzione di classe, di razza o di religione; e questo, nell’ideale cristiano, è amore per tutti gli uomini, quella carità insegnata da Gesù: «Da ciò tutti gli uomini conosceranno che siete miei discepoli, se vi amate l’un l’altro» (Gv. 13, 35).

Queste parole di Nostro Signore vi ispirino a perseverare nel vostro lavoro, anche quando esso è duro, e vi incoraggino nei vostri alti ideali; e l’abbondanza delle sue benedizioni discenda su ciascuno di voi e sulle vostre famiglie.

                                                                           

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