 |
PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO MARIANO DI
NOSTRA SIGNORA DI BONARIA
DISCORSO DEL SANTO PADRE
PAOLO VI AL CLERO E AI FUTURI SACERDOTI
Cagliari, 24 aprile 1970
Diletti Figli,
Siamo lieti di dedicare anche a voi un affettuoso saluto in questa memorabile
giornata. Ve lo dedichiamo di gran cuore, perché vi è dovuto per un titolo tutto
particolare: siete i rappresentanti del clero e delle varie famiglie religiose,
e perciò voi costituite la porzione eletta della Chiesa di Sardegna, il motivo
delle sue migliori speranze. Nel vedervi qui davanti a Noi, così pieni di
santo fervore ci pare di leggere nei vostri cuori un desiderio acceso in questi
giorni dalla Vergine Santissima, il desiderio di sapere che cosa la Chiesa oggi
attenda soprattutto da voi, affinché possiate diventare davvero strumenti
efficaci, genuini, autentici del Vangelo del Signore. Crediamo di dovervi
rispondere con una frase biblica, che riassume tutto un programma di vita:
Sancti estote (Lev. 11, 44). Ecco la consegna che vi affidiamo. La
Chiesa oggi ha bisogno soprattutto di santi. Purtroppo in questo tempo ci
sono molte voci nella Chiesa che fanno dimenticare questo fondamentale dovere di
ogni cristiano; e ciò in nome di un adeguamento ai tempi che è invece conformità
allo spirito del mondo e alle sue mode, che tutto mette in discussione, che si
esprime in critiche dure nei riguardi della Chiesa e per tutto ciò che essa
attraverso i suoi organi ufficiali dice o prescrive, fa o si propone di fare.
Sono voci suadenti che cercano di scuotere l’animo specialmente della gioventù.
Diletti figli, sappiate distinguere tra il rumore di queste voci ingannevoli, la
Voce per eccellenza, l’unica vera Voce che può rispondere alle vostre sante
aspirazioni; sappiate tenere l’orecchio sempre attento a Colui che un giorno, in
modo misterioso ma inconfondibile, vi fece sentire l’invito: Veni, sequere me.
Certo, tutti i cristiani devono lavorare per il rinnovamento della Chiesa:
essa ha bisogno di rinnovarsi e purificarsi continuamente - come afferma la
Costituzione
Lumen gentium, n. 8 - ed ognuno ha il dovere di portare il suo
contributo, secondo i propri carismi. Ma il suo sarà un contributo valido a due
condizioni: che lo faccia con spirito evangelico e che cominci l’opera di
riforma e di purificazione della Chiesa da se stesso, sforzandosi di conformarsi
al Vangelo prima di esigere che lo facciano altri: contestando se stesso prima
di contestare gli altri. Così hanno fatto i veri riformatori della Chiesa: i
Santi. Non è a dire che questi uomini non sentissero i mali della Chiesa del
loro tempo, anzi protestarono contro di essi, ma alla maniera del Vangelo: non
con critiche amare contro i fratelli, non con la ribellione alla gerarchia, non
accusando la Chiesa e i cristiani per la loro lentezza a porsi sulla linea del
Vangelo, ma mettendosi essi stessi per primi sulla via della santità. Santità
che è fondamentalmente una sola, quella di Cristo, e che oggi, come ieri, è
fatta di amore di Dio, di preghiera, di dono di sé al servizio del prossimo, di
lotta contro le passioni, di ubbidienza, di amore alla croce di Cristo. Ecco
il vero rinnovamento di cui la Chiesa oggi ha urgente bisogno, e se c’è questo,
tutte le altre riforme verranno e saranno veramente utili per il regno di Dio.
Noi siamo certi, diletti figli, che voi sarete fedeli a questa consegna, e che
unitamente ai vostri confratelli, che pur lontani sono qui presenti
spiritualmente, riprenderete con rinnovato vigore il vostro posto di lavoro,
facendo sempre onore a Cristo e alla Chiesa, e collaborando strettamente con i
vostri Pastori per il bene spirituale della vostra Sardegna. A tanto vi
conforti la Nostra Apostolica Benedizione che a tutti voi impartiamo in auspicio
delle più elette grazie del Signore.
|