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DISCORSO DEL SANTO PADRE
AI DIRIGENTI DELLO SCOUTISMO CATTOLICO
Lunedì, 18 maggio 1970
In questa intensa mattinata ci è gradito soffermarci con voi, distinti
componenti del Consiglio della Conferenza Internazionale dello Scoutismo
Cattolico. Salutiamo con gioia e con deferenza i membri dei vari Paesi, con i
due rappresentanti della «Duty to God Conference»: e se la particolare
circostanza odierna non ci permette, come pure sarebbe Nostro desiderio,
intrattenerci più a lungo in mezzo a voi, vogliamo congratularci con voi per la
sollecitudine che nutrite verso i problemi della gioventù: sia, in generale, per
l’attività che vi qualifica nell’ambito mondiale delle associazioni scoutistiche
cattoliche, sia, particolarmente, per l’intento che vi ha riuniti in questi
giorni.
Sappiamo infatti che, oltre all’andamento e ai programmi della Conferenza,
avete esaminato il tema assai interessante della partecipazione dei giovani,
alle responsabilità della loro vita di scouts e di cittadini. È vostro preciso
dovere di farlo: il giovane non dev’essere, tanto più oggi, lasciato ai margini,
sia pure se organizzato in forme tanto attive e belle e positive come quella
dello scoutismo, ma deve essere reso sempre più cosciente dell’apporto che deve
dare alla famiglia, alla società, alla vita politica e internazionale; egli deve
trovare chi lo aiuti a prepararsi e a formarsi a questi gravi compiti. Lo ha
chiesto il Concilio Vaticano II a più riprese, e con parole molto chiare, che
devono far pensare seriamente gli adulti sulle loro responsabilità in questo
campo.
Grazie a voi, che ci pensate, Vi conforti nel vostro intento la grazia del
Signore, di cui vuole essere auspicio la Nostra Apostolica Benedizione.
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