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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO
DI SUA SANTITÀ PAOLO VI
IN ASIA ORIENTALE, OCEANIA E AUSTRALIA

PARTENZA DA ROMA

DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI

Aeroporto «Leonardo Da Vinci», Fiumicino
Giovedì, 26 novembre 1970

 

Al momento di partire per questo lungo viaggio attraverso l’Asia e l’Oceania, il vostro pensiero si aggrava, forse, di interrogativi. La Nostra partenza non ha nulla a che vedere né col turismo, né col desiderio di scoprire nuove terre: il Nostro allontanamento non diminuisce affatto il posto che occupano nel Nostro cuore tutti i cari abitanti della città e della diocesi di Roma, la cui assiduità nell’accogliere la Nostra parola e la fedeltà nel venirci a salutare, in ogni Nostro spostamento, ci commuove. Noi speriamo che il loro pensiero, seguendoci nel corso di questo lungo viaggio, sarà accompagnato dalla preghiera per la riuscita del Nostro programma.
Andiamo lontano! È un ordine del Signore: «Andate, insegnate a tutte le genti». È la missione stessa di Gesù che continua. Pietro e Paolo, con i loro compagni, hanno lasciato la Palestina per andare ai confini del mondo allora conosciuto.
È in nome dello stesso mandato storico, che Noi andiamo, come già negli altri pellegrinaggi apostolici, verso il mondo, e, oggi, verso l’Estremo Oriente, l’Australia e l’Oceania: per essere i messaggeri di Cristo presso popoli e nazioni di varia e antica origine storica, di insigni tradizioni etniche e culturali, di diversità di costumi e di religione.
Ma il Nostro viaggio ha anche una finalità che, sia pure presente nei precedenti, ha questa volta una più marcata evidenza: sarà l’incontro con i Nostri Fratelli nell’Episcopato, anch’essi portatori, in quelle lontane regioni, del mandato e del messaggio di Cristo.

La Nostra missione si svolgerà nello spirito della comunione e della collegialità con i Vescovi di quelle regioni immense per superficie e per popolazione. Noi confidiamo che l’unità della Chiesa cattolica ne risulterà rafforzata, ancor più stretto sarà il vincolo della collegialità, ne sarà stimolata l’attività missionaria ed allargata l’intesa con le altre religioni, a servizio del progresso e della pace.
In questo contesto Roma ha una responsabilità particolare. Cuore della Chiesa Cattolica, essa non intende imporre l’uniformità, ma essere il punto di convergenza di molteplici espressioni d’una unica fede, come il punto di partenza di principi che assicurano la dimensione cattolica di ciascun credente.
Ci affidiamo alla protezione della Vergine Maria, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, di San Francesco Saverio, Apostolo dell’Asia, ai tanti Santi e Beati che hanno dato la loro vita per Cristo in quella vasta regione del globo. Una parola di particolare ringraziamento dobbiamo a Lei, Signor Presidente, per la sua presenza e per i suoi voti, i quali Noi ricambiamo per Lei e per i Membri del Governo e per tutto il Popolo Italiano, con viva partecipazione alle speranze per la felice soluzione delle gravi questioni del momento. Ringraziamo le autorità civili e militari, il personale dell’Aeroporto e voi tutti che, con la vostra abituale cortesia, avete voluto salutarci alla Nostra partenza e agevolarci questo viaggio.
Che Dio benedica le vostre persone e le vostre famiglie e voglia favorire i vostri desideri!

                                   

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