 |
PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO
DI SUA SANTITÀ PAOLO VI
IN ASIA ORIENTALE, OCEANIA E AUSTRALIA
DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AI MEMBRI DEL CLERO
Sydney, Australia
Martedì, 1° dicembre 1970
Tra le soddisfazioni che ci è dato provare nel corso dei
Nostri viaggi, una delle più grandi è quella di poter salutare i membri del
Clero, i Nostri confratelli nel sacerdozio. Non vogliamo farvi un discorso, ma
semplicemente rivolgervi una parola che scaturisce dal Nostro cuore. I
sacerdoti, dichiara il Concilio, hanno
«nel rinnovamento della
Chiesa del Cristo, un compito essenziale, ma anche sempre più difficile»
(Presbyterorum
ordinis, 1).
Questa missione particolare di servizio consacrato del Vangelo, del suo annuncio
a tutte le nazioni (Cfr. Matth. 28, 19), della santificazione del Popolo
di Dio, non l’avete voi ricevuta in complartecipazione alla funzione stessa
degli Apostoli, in subordinazione all’ordine episcopale? ()lo Conosciamo lo zelo
del clero Australiano, apprezziamo la cristianità che oggi ci accoglie e che voi
avete saputo rendere partecipe della vostra fede. Ci auguriamo che, nonostante
gli interrogativi oggi diffusi circa la persona e lo stato del sacerdote, voi
restiate saldi nella gioia della vostra vocazione. Questa gioia non trova la sua
sorgente in una situazione materiale confortevole e neppure in un prestigio
umano - se pure esiste ancora; essa deriva dall’avere ricevuto in eredità
l’amicizia speciale di Gesù Cristo (Cfr. Presbyterorum ordinis, 2).
Siate, cari confratelli, uomini di Dio, affermando in tutta la vostra condotta
il primato dello spirituale, la rettitudine della vostra fede, la totalità della
vostra donazione al Signore.
Voi liberamente avete offerto tutti voi stessi
al Cristo per portare al Mondo il Messaggio di salvezza, e sapete bene che
questo servizio del Vangelo non può, essere compreso e vissuto se non nella
fede, nella preghiera, nella penitenza, nella carità e non senza lotta,
mortificazione e talora incomprensione. Noi vi esortiamo a mantenere fedelmente
e generosamente tutti questi impegni, che vi rendono simili a Cristo-Sacerdote
(Cfr. Io. 15, 16. I2 Cfr. Lettera al Cardinale Segretario di Stato,
2 febbraio 1970, in A.A.S. 1970, 2, 29 febbraio 1970). Siate anche i
servi dei vostri fratelli uomini, di tutti, senza distinzione di grado né di
origine, di coloro che sono vicini come di coloro che sono lontani, di quelli
che cercano e di quelli che soffrono, rendendovi accoglienti verso le loro
aspirazioni, testimoni luminosi della liberazione portata dal Cristo. Siate
anche gli uomini della Chiesa. Non si divide la Chiesa di Gesù Cristo: essa è il
corpo di Cristo. E nella Chiesa, con la Chiesa, e per la Chiesa che fiorirà la
vostra vita spirituale, il vostro ministero troverà la sua fecondità, perché è
per mezzo di essa che la vita del Cristo si diffonde in mezzo ai credenti (Cfr.
Lumen gentium, 7). Siate dunque uniti ai vostri Vescovi non
solamente con l’osservanza di un vincolo gerarchico, ma con una vera unione di
spirito e di cuore, come ai rappresentanti del Cristo, Supremo Pastore (Presbyterorum
ordinis, 7). Noi preghiamo Dio che voglia concedere all’Australia dei
sacerdoti santi, che chiami molti giovani ad aggiungersi a loro, e doni loro una
carità commisurata alle necessità della Chiesa intera. Noi vi accordiamo,
con affetto tutto particolare, la Nostra Benedizione Apostolica.
|