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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO
DI SUA SANTITÀ PAOLO VI
IN ASIA ORIENTALE, OCEANIA E AUSTRALIA

DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AI RESPONSABILI DELLE
ORGANIZZAZIONI CATTOLICHE NAZIONALI

Sydney, Australia
Martedì, 1° dicembre 1970

 

Cari Figli e Figlie,

In maniera e nuova e con solennità, i laici hanno visto il loro posto riconosciuto nella Chiesa dall’assemblea del Concilio Vaticano II; se alcuni, in seguito alla chiamata di Cristo, occupano nella Chiesa delle funzioni speciali di ministero, di insegnamento e di governo, i cristiani sono definiti come tutti uguali «quanto alla dignità ed all’attività comune nell’edificazione del corpo di Cristo», tutti partecipando alla responsabilità del progresso del Regno di Dio (Lumen gentium, 32-33). È quindi un errore dissociare da una parte una categoria attiva, che sarebbe l’autorità ecclesiastica, e dall’altra una categoria passiva, che sarebbe il laicato. Voi l’avete compreso, voi, i responsabili delle Organizzazioni cattoliche nazionali, e Noi ce ne congratuliamo con voi.
Le vostre opere sono molteplici e diverse, e ciò ben riflette la ricchezza dei doni dello Spirito Santo, che distribuisce a ciascuno come egli vuole (Cfr. 1 Cor. 12, 11). A tutte le vostre organizzazioni, auguriamo prosperità e fecondità apostolica, sia a quelle miranti alla santificazione personale o all’evangelizzazione, sia a quelle che si applicano all’attività caritativa o lavorano al rinnovamento dell’ordine temporale. I campi sono vasti, e vi è posto per una risposta generosa di chiunque voglia vivere pienamente le promesse fatte nel Battesimo e le grazie proprie del suo stato.

Non ci è possibile dirvi qui ciò che portiamo nel Nostro cuore. Permetteteci semplicemente di sottolineare due questioni.
Noi desideriamo vivamente che le vostre organizzazioni - almeno quelle i cui scopi ed il reclutamento lo permettono - si aprano alla gioventù. È questa l’età del dinamismo; essa è sensibile ai valori del servizio per gli altri; è istintivamente favorevole all’azione coordinata, a coadizione che si senta, non utilizzata, ma veramente parte responsabile nell’opera alla quale è invitata a collaborare.
È vero che la Chiesa persegue obiettivi spirituali; essa però ha una responsabilità morale reale nelle questioni profane. Ad essa spetta in modo speciale di operare per la formazione delle coscienze, in vista di uno sviluppo integrale, anche nell’ordine temporale, di ogni uomo e di tutto l’uomo (Cfr. Populorum progressio, 42). L’apostolato familiare, l’azione sociale, l’impegno cristiano nella vita civile e politica, l’aiuto così urgente al Terzo Mondo, sono questi i campi di azione del laicato: la vostra specifica vocazione non è forse quella di cercare il Regno di Dio precisamente attraverso la cura delle cose temporali, che voi ordinate secondo Dio? Noi auspichiamo che le vocazioni all’apostolato, animate dallo spirito evangelico, germoglino per essere questo fermento per la santificazione del mondo (Cfr. Lumen gentium, 31).
Con questi auguri, siamo lieti di implorare sulle vostre persone, sui membri delle vostre organizzazioni la Benedizione divina.

                                        

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