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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AI PARTECIPANTI ALLA XXIV ASSEMBLEA DEGLI INSEGNANTI
DELLA FEDERAZIONE ITALIANA DIPENDENTI
DALL’AUTORITÀ ECCLESIASTICA
Mercoledì, 30 dicembre 1970
Accogliamo oggi con vivo piacere il folto gruppo dei Dirigenti della
Federazione degli Istituti dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica, che in questi
giorni partecipano alla loro XXIV Assemblea generale. Ciò che voi
rappresentate, figli carissimi, ciò che forma l’oggetto delle vostre riunioni,
già basterebbe a farci ‘un dovere di rivolgere a voi la parola di esortazione e
di incoraggiamento che siete venuti a domandarci. Prima di tutto amiamo
esprimervi il Nostro grato compiacimento per aver voluto suggellare con questo
incontro non solo la vostra annuale Assemblea, ma altresì la celebrazione del
XXV di fondazione della vostra Associazione. Voi siete i portatori dei desideri,
delle aspirazioni e delle sollecitudini di un settore importantissimo e
delicatissimo della vita cattolica italiana. Con impareggiabile dedizione, con
fedeltà e spirito di sacrificio, con fatica silenziosa e spesso oscura, voi
perseguite un’opera tanto preziosa e insostituibile, quale è quella della
educazione - completa sotto l’aspetto intellettuale e morale e religioso - della
gioventù. Forte dei suoi 25 anni di esperienza, la vostra Federazione affronta i
problemi che travagliano oggi la gioventù studentesca, affinché la Scuola
cattolica italiana mantenga alto il suo prestigio e sappia rispondere con
efficacia alle molteplici e complesse esigenze della società attuale.
E tutto
ciò, nonostante le reali e a noi ben note difficoltà che al presente la Scuola
cattolica italiana deve superare, priva come è da parte della comunità nazionale
di ogni contributo, e obbligata all’osservanza delle leggi comuni e allo
sviluppo delle sue strutture e dei suoi metodi, ridotta ormai nella sua
efficienza numerica in proporzione ai bisogni pubblici. Onore a voi,
pertanto, figli carissimi, che a questa nobilissima causa consacrate la vostra
vita e i vostri talenti! Causa, di cui Noi in questo momento abbiamo il piacere
di riaffermare l’attualità e la funzione permanente.
Dai lavori delle vostre riunioni, non ci è sfuggita l’ansia di rinnovamento che
ispira la vostra azione per andare incontro alle istanze del tempo in cui
viviamo. A questo riguardo avremmo qualche riflessione da fare circa
l’accoglimento di alcuni indirizzi che intendono ispirarsi a forme e tecniche
educative più aperte e più aggiornate. Non tutto infatti può essere accolto
senza riserve. Ci riferiamo in primo luogo al problema che riguarda il passaggio
dall’istruzione all’apprendimento. In ciò, come non rilevare i pericoli che
potrebbero derivare da una svalutazione dell’insegnamento istituzionale, come
pure da una soverchia fiducia nell’«intelligenza creativa», che, se non
applicata con cure appropriate, potrebbe rivelarsi superficiale, presuntuosa e
prematura?
Né meno delicato si presenta il problema della coeducazione. Noi
comprendiamo il vostro nobilissimo desiderio di adeguare la vostra azione
educativa al contesto sociale in cui si trova a vivere la gioventù di oggi.
Bisognerà tuttavia ricordare che vi sono in proposito norme morali
irrinunciabili, e vi è pure una tradizione educativa della Chiesa, da cui non
potranno prescindere i nuovi orientamenti della Scuola e le nuove esperienze
pedagogiche. Per questo motivo poi vi raccomandiamo somma prudenza nel valutare
i vari aspetti del problema della coeducazione, la quale in ogni caso richiederà
sempre nell’applicazione dei suoi lati positivi una certa gradualità.
Carissimi figli e figlie, tutto questo vi dica quanto stia a cuore a Noi la
vostra lodevolissima azione per il rinnovamento e l’avvaloramento della Scuola
cattolica; e vi dica altresì quanto vi siamo vicini con l’appoggio della Nostra
preghiera che eleviamo per voi, invocando sulla vostra Opera e sui vostri sforzi
l’illuminazione del Divino Maestro; ne1 suo nome vi esortiamo, come ne1 suo nome
vi benediciamo, affinché conceda a voi, ai vostri alunni e colleghi «secondo le
ricchezze della sua gloria, di essere potentemente corroborati dallo Spirito per
Io sviluppo dell’uomo interiore . . . in modo che siate ripieni della pienezza
stessa di Dio» (Eph. 3, 16, 19).
Saluti a gruppi di tre continenti
Sehr geehrter Herr Staatssekretär!
Sehr geehrte Damen und Herren!
Im Rahmen Ihres politischen Informationsbesuches in Rom war es Ihnen ein
besonderes Anliegen, Uns zu besuchen. Wir entbieten Ihnen in diesen festlichen
Weihnachtstagen herzlichen Willkommgruss und danken Ihnen für Ihr Kommen. Sie sind junge Menschen, die im öffentlichen Leben ihres Volkes Verantwortung
tragen. Als gläubige Christen mögen Sie sich darum verpflichtet wissen, aus
Liebe zu Ihrer Nation das wahre Gemeinwohl auf der Grundlage der christlichen
Gesellschaftslehre zu fördern (Cfr. Apostolicam actuositatem, 13). Es sei
Ihr Bestreben, in Wahrnehmung des öffentlichen Wohles mit den Menschen guten
Willens zusammenzuarbeiten zur Verwirklichung alles dessen, was wahr, gerecht,
heilig und liebenswert ist (Cfr. Phil 4 , 8). Dann arbeiten Sie fruchtbar
für die Solidarität aller Völker und sind Wegbereiter eines wahren und
dauerhaften Friedens, wie ihn das christliche Weihnachtsfest jedes Jahr aufs
neue den Menschen kündet. Die Kirche ihrerseits aber zollt dieser Ihrer
verantwortungsbewussten Arbeit, die Sie im Geist des Evangeliums zum Dienst an
den Menschen für das Wohl des Staates leisten und die Lasten Ihres Amtes tragen,
Anerkennung und Achtung (Cfr. Gaudium et spes, 75). Möge Ihnen allen in Ihrer bedeutsamen öffentlichen Tätigkeit in diesem Sinn
reicher Erfolg beschieden sein! Mit diesem aufrichtigen Wunsch erflehen Wir Ihnen auch für das Neue Jahr Gottes
bleibenden Schutz und Segen.
Nous saluons de toute cœur les Officiers, Elèves-Officiers, Sous- Officiers,
Elèves-Sous-Officiers de la République démocratique du Congo et de la République
de la Zambie, Venus en Italie, sous l’égide de l’O.N.U., pour une formation
spécialisée dans le cadre de l’Aéronautique militaire. Nous souhaitons, chers
amis, que vous trouviez ici, en même temps qu’une expérience technique pour le
Service de vos pays, l’accueil et la Sympathie que vous-mêmes savez manifester à
vos hôtes. A vous, a tous ceux qui vous sont chers, Nous offrons Nos meilleurs vœux et vous
donnons Notre paternelle Bénédiction Apostolique.
Un saludo especial de bienvenida para vosotros, dirigentes, artistas y obreros
del «Circa National de México». Amadísimos hijos: Vuestra visita Nos es hoy particularmente grata. Vuestra
profesión os exige el hábito de la disciplina, control de la persona, espíritu
de colaboración. El aplauso del público no sólo es un reconocimiento a la
perfeccion de vuestra arte, sino también una manifestación sincera de la
símpatia humana y del sano optimismo que, con vuestras variadas actuaciones,
vais infundiendo en el ánimo de todos. Que vuestro ejemplo contribuya al aliento
moral de los hombres. Os otorgamos de todo corazón la Bendición Apostólica, a
vosotros, a vuestras familias y a todo Méico.
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