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DISCORSO DI PAOLO VI AI SACERDOTI DELLA DIOCESI DI BRESCIA
Mercoledì, 22 settembre 1971
Il Santo Padre rivolge ai sacerdoti affettuose parole ringraziandoli della
iniziativa di ricordare il loro giubileo sacerdotale con un pellegrinaggio a
Roma. Li ringrazia di averlo fatto partecipe della comune letizia per la
commemorazione giubilare di una data che obbliga a ricordare e a confermare la
riconoscenza al Signore per il dono della vocazione. Il Papa soggiunge che essi
vengono da lui - loro concittadino - in un buon momento: alla vigilia, cioè, del
Sinodo dei Vescovi che sarà articolato sulla riflessione del Sacerdozio,
considerato, alla importante assemblea episcopale, nella sua essenza e nella sua
missione. Sua Santità, perciò, invita i presenti a pregare, affinché nel Sinodo
si affermino le idee sul sacerdozio nella loro giusta direzione e nell’autentico
pensiero di Cristo e della Chiesa. Quindi il Papa si sofferma sulla Grazia
particolare della quale il sacerdote è investito in effusione di amore per Dio e
per i fratelli, nella pienezza del mistero sacramentale; e si augura che il
Sinodo fughi le idee strane e aberranti che purtroppo attualmente circolano sul
sacerdozio e che cercano di metterne in discussione la stessa natura.
Sua Santità esorta i presenti a essere lieti e fieri della loro vocazione
sacerdotale, della loro scelta al centro della quale è il testamento di bontà e
di amore che intercorre tra Cristo e il suo Ministro e li esorta ad attingere
nell’esercizio delle loro attività ministeriali al filo conduttore di tanti
sacerdoti santi e zelanti che hanno creato una splendente tradizione onorando,
con la loro esemplarità, il clero bresciano. Infine, il Papa invita i
sacerdoti a ridire a tutti la letizia della loro condizione di veri «preti della
Chiesa di Dio» e di svolgere, in questo senso, particolare opera di formazione
spirituale verso i giovani.
Il Santo Padre imparte infine la Benedizione Apostolica insieme con il Vescovo
Monsignor Morstabilini. Si sofferma, poi, affettuosamente con Padre Caresana e
con tutti gli altri sacerdoti ai quali dona un ricordo della gradita visita.
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