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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AI PARROCI DELL’ORDINE DOMENICANO IN ITALIA

Sabato, 5 gennaio 1974

 

Dobbiamo a un’opportuna iniziativa del vostro Procuratore Generale il conforto e la gioia di salutare voi questa mattina, carissimi Superiori e Parroci Domenicani. Vi siete riuniti, nei giorni scorsi, nel vostro 2° Convegno nazionale a Madonna dell’Arco presso Napoli, per approfondire il tema sempre attuale della Parrocchia nello spirito degli insegnamenti della Chiesa e per rispondere alle più urgenti attese del Popolo cristiano.

Ci piace sottolineare, carissimi figli, il particolare motivo che avete voluto attribuire alla vostra Assemblea: e cioè la connessione dell’argomento trattato con gli scopi caratteristici della vostra grande Famiglia religiosa, sorta appunto circa sette secoli e mezzo fa, per la propagazione e la difesa delle verità della fede mediante la predicazione della Parola di Dio e l’insegnamento.

Avete cioè voluto dimostrare quanto volentieri abbiate accolto l’invito della Chiesa ad agire in profondità in questa direzione con gli efficaci strumenti di cui disponete, per il bene della Chiesa universale di cui la Parrocchia è vitale germinazione, per il tramite della Diocesi, che è la sua naturale matrice.

Tale obiettivo ha guidato la vostra riflessione sulle strutture, su cui deve fondarsi ogni Comunità parrocchiale per adempiere la sua missione di salvezza.

Noi vogliamo incoraggiarvi nei vostri propositi, scaturiti dal vostro studio, sulla necessità di un’intelligente e metodica catechesi dei fedeli a voi affidati, stimolatrice, a sua volta, di coerente pratica della vita cristiana.

Siete certamente convinti che l’autentico rinnovamento nella convivenza parrocchiale non può verificarsi se non per mezzo di una profonda pietà eucaristica e di una sincera carità. È in questo preciso collegamento, e nell’impegno di servizi ai fratelli, veduti e sentiti nell’amore di Dio, la pietra fondamentale della comunità parrocchiale.

E nella carità l’ardore missionario. Più volte, carissimi figli, abbiamo avuto l’occasione di ribadire il principio che la Chiesa è di natura sua missionaria, avendole lo stesso suo Fondatore affidato il mandato di «predicare il vangelo a ogni creatura». Come la Chiesa universale, così la Diocesi, così la Parrocchia sono per loro natura centri di evangelizzazione. L’impulso missionario che deriva essenzialmente dalla Chiesa universale si comunica alla Diocesi e da questa si riversa nella Parrocchia.

La pastorale parrocchiale, sotto questo aspetto, dovrà dirigersi non soltanto ai fedeli praticanti, ma si volgerà, santamente industriosa, a tutti gli abitanti del territorio nelle loro reali situazioni: ambientale, culturale, sociale, politica, ideologica e dovrà essere caratterizzata da un indirizzo universalistico.

Non vi manca l’esperienza. Il vostro Ordine si è reso nei secoli, e lo è tuttora, benemerito oltre che per l’azione evangelizzatrice diretta ai lontani, anche per l’attività missionaria.

Avete nell’esempio del vostro Santo Fondatore e in quello dei vostri santi - maestri del pensiero e dell’azione, pionieri di civiltà, zelanti pastori e Direttori di spirito - tutta una vastissima gamma di iniziative, di interventi, di orientamenti, su cui modellare il vostro ministero sacerdotale per far lievitare la massa dei fedeli affidati alle vostre cure in sintonia con l’azione di rinnovamento e di riconciliazione indicata dall’Anno Santo, recentemente inaugurato nelle comunità diocesane.

Auspicio di divina assistenza sia per tutti voi e per i vostri Confratelli la nostra propiziatrice Benedizione.

                      

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