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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
IN OCCASIONE DELLA MOSTRA DI PREZIOSI CIMELI
DEI SANTI DOTTORI TOMMASO E BONAVENTURA
Martedì, 9 luglio 1974
Attraverso il vestibolo, il Papa entra nel salone ricevuto dai superiori
generali degli ordini Domenicano e Francescano, dai preposti alla Biblioteca e
all’Archivio Segreto, dagli scrittori della Biblioteca e dai curatori della
Mostra.
Il salone Sistino, il più vasto e nobile della Biblioteca Vaticana, prende
nome da Sisto V, che lo edificò ed ornò nell’ultimo quarto del secolo XVI,
cent’anni dopo la fondazione della Biblioteca ad opera di Sisto IV. Le
pitture di scuola tardo cinquecentesca sono un documento prezioso per la cronaca
del pontificato di Sisto V. Nella sua incoronazione (1585) si vede la piazza
senza obelisco; in un’altra scena poco discosta, la piazza appare già con
l’obelisco (1587). Anche il vestibolo, curato come il salone da Sisto V
nell’architettura, pittura e arredamento, rappresenta una testimonianza
dell’epoca, arricchita dalla presenza di due lapidi con solenni epigrafi latine,
una storica e una comminatoria, contro gli eventuali abusi commessi ai danni dei
preziosi libri raccolti nella Biblioteca.
Sempre nel vestibolo pendono alle pareti i ritratti ad olio dei primi undici
Cardinali Prefetti, succeduti ai prefetti non cardinali, primo dei quali fu il
Platina, nominato al suo ufficio da Sisto IV nel 1475.
La Biblioteca Apostolica Vaticana si accinge ad allestire per il prossimo
anno cinque volte centenario della sua fondazione una mostra storica di grande
importanza. Intanto, nel vestibolo rimangono esposti i lavori della Mostra
Biblica di disegni di fanciulli svoltasi lo scorso anno in occasione dell’Anno
Internazionale del Libro.
All’interno del salone, opportunamente ordinata nelle bacheche, è invece
aperta fino alla fine di quest’anno la mostra oggi visitata dal Papa.
I cimeli presentati sono preziosissimi e rari. Vi si trova il Codice
autografo del Commento di San Tommaso al 3° libro delle Sentenze (circa 1254 -
Vat. lat. 9851); la Pergamena con il Parere dei Vescovi italiani sul decreto «Ubi
periculum» del Concilio di Lione, datata 14 luglio 1274, vigilia della morte di
San Bonaventura (Arch. Segr. Vat.); incunaboli delle opere di entrambi i
Dottori, datati 1470, 1491, 1498, 1499, 1500; edizioni delle opere
complete di varie epoche; manoscritti copiati e miniati di varie epoche;
traduzioni antiche (armena, greca, tedesca, italiana) e moderne; quattro
preziosi codici tomistici di proprietà della Civica Biblioteca Queriniana di
Brescia, ecc.
Il Santo Padre percorre lentamente il « Salone » osservando le singole opere
esposte e conversando con gli esperti che ne illustrano le caratteristiche. Al
termine della attenta visita, Paolo VI esprime ai presenti il suo compiacimento
e fa omaggio alla Biblioteca Apostolica dei primi cinque volumi dell’Index
Thomisticus curato dal P. Busa, S.I., dell’«Aloysianum» di Gallarate e di una
serie di frammenti manoscritti inediti del v e VI secolo, tra i quali un
frammento di San Matteo del v secolo.
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