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DISCORSO DI PAOLO VI
IN OCCASIONE DEL SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULLA RISURREZIONE DI GESÙ
Giovedì, 3 aprile 1975
Il presente incontro ci è
motivo di particolare gioia, e sentitamente vi ringraziamo della cortese premura
con cui lo avete sollecitato. Un’udienza, questa, che ce ne rievoca un’altra, di
cui conserviamo viva e grata memoria: avvenuta anch’essa in una settimana di
Pasqua, quella del 1970, in occasione del vostro Simposio Internazionale sulla
Risurrezione di Gesù, del quale ci portate ora i frutti, opportunamente
raccolti, ne pereant, in pregevole volume.
Sono appunto questi studi
sulla Risurrezione di Cristo a costituire la prima ragione della nostra
soddisfazione e del nostro plauso.
Sappiamo che il Simposio di
cinque anni fa è ben riuscito, per il numero e la qualità dei partecipanti, e
per la serietà dei loro lavori; e così ci rallegriamo per la felice ed utile
iniziativa della pubblicazione degli Atti, che certamente rappresenteranno un
contributo solido e benefico all’approfondimento scientifico, alla
contemplazione religiosa, alla assimilazione vitale e trasformante di quel
fondamentale fatto e mistero della fede cristiana che è la Risurrezione di
Nostro Signore. Nel fulgore e nel gaudio pasquale di questi giorni la Chiesa ce
lo ripropone con singolare intensità ed efficacia, e ad esso noi dobbiamo e
diamo la nostra toltale adesione. Giovi a ciò anche questo volume, al quale
auguriamo la diffusione e l’attenzione che merita.
Del presente incontro amiamo
poi rilevare un secondo aspetto. Esso esprime in maniera plastica il rapporto
tra Magistero ecclesiastico e Teologia: sottolinea e conferma, cioè, da un lato
il nostro incoraggiamento - del resto manifestato più volte, in varie
circostanze - per gli studi sacri, e la nostra preoccupazione per la loro
costruttiva coerenza con la dottrina della fede; e da parte vostra e degli
studiosi l’impegno alla docilità e alla fedeltà, le quali, lungi dal
pregiudicare la libertà della legittima ricerca, danno ad essa positiva garanzia
di autentica edificazione del Corpo di Cristo che è la Chiesa.
E concludiamo questa udienza,
tanto significativa pur nella sua semplicità, invocando sopra di voi e sul
vostro lavoro la luce del Divino Risorto. Con la nostra Benedizione Apostolica.
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