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DISCORSO DI PAOLO VI A
TUTTI I PELLEGRINI DELL’ANNO SANTO
Venerdì, 25 aprile 1975
Noi siamo ignari della
memoria storica che assorbe ed esalta oggi la Nazione Italiana; l’avremo
presente nella nostra preghiera, invocando pace, giustizia, perdono,
rinnovamento per tutti. Ma qui, in questa sede ed in questo religioso
raccoglimento giubilare, ci concentriamo sui temi dell’Anno Santo.
E brevemente.
Una parola sola, Fratelli; ed
anche questa in forma di domanda:perché siete venuti?
Per un’escursione? Un viaggio
turistico? Una gita di devozione?
O semplicemente: per aderire
all’Anno Santo, al Giubileo, con gli altri, come gli altri, senza tentare di
penetrare il significato autentico e profondo di questo momento tanto singolare,
che muove le folle, che scuote la Chiesa, e che vorrebbe coinvolgere tutta
l’umanità? siete venuti per un’adesione passiva? così, per far numero? per
arrendervi ad un’esperienza religiosa originale? Voi, giovani, che cosa ne
pensate? Voi, fedeli? Voi, Sacerdoti e Religiosi, come definireste il giubileo
dell’Anno Santo?
Tutti: accorgiamoci che a
questa domanda, quasi aggressiva, non una, ma molte risposte si possono dare. E
questa è una prima scoperta: l’Anno Santo è un fatto grande e complesso. Può
segnare nella storia spirituale di ciascuno di noi un momento speciale, un
momento forse importante, forse decisivo. Sotto diversi aspetti.
Qui, in questa sacra
occasione, noi ci limitiamo ad una prima risposta, ad una prima affermazione.
Vogliate ricordarla, e subito fatene l’esperienza personale, e anche collettiva,
se vi riesce.
Attenzione. Noi cominciamo col
dire: il Giubileo dell’Anno Santo vuol essere anzitutto un risveglio. Un
risveglio interiore. Una ricerca di se stesso, sotto il faro di questa luce
romana.
Noi siamo, una volta di più,
sotto l’incalzante, antica questione: conosci te stesso. L’Anno Santo pone la
questione in forma di domanda e in modo interiore: Tu, conosci Te stesso? Che
cosa sai tu di Te stesso? Chi sei? Sei cristiano? E che cosa significa essere
cristiano? Te ne rendi conto?
Cioè: questo pellegrinaggio è
come la salita d’una scala; d’una scala santa. Al primo gradino è scritto:
prendi coscienza di Te stesso, del tuo essere, del tuo vivere. Perché vivi? Qual
è il fine vero, essenziale della vita? Ripiegati sulla tua coscienza.
Risvegliati! Non ti accorgi che tu vivi, forse abitualmente, fuori di te
stesso?Che il mondo esteriore ti assorbe, ti distrae, ti domina? Possiedi tu una
cella interiore, nella quale tu stai solo con te stesso, e ti rendi conto di ciò
ch’è più intelligente e più importante: definire bene la tua identità? (Cfr. S.
AUGUSTINI Ep., III; PL 2, 64) Chi sei? un uomo senza la
consapevolezza del proprio essere? Ti ricordi della definizione biblica
dell’uomo: «Iddio creò l’uomo ad immagine sua»? (Gen. 1, 27) Prova a
riflettervi: scoprirai la religione impressa nel tuo essere.
Perché il giubileo a questa
essenziale realtà ci richiama: noi portiamo impressa in noi stessi una
somiglianza, una parentela, una dignità, una bellezza divina. Non è questo il
momento, l’occasione di prenderne coscienza?
Questo è il primo risveglio
dell’Anno Santo: il risveglio religioso, interiore, nostro!
* * *
Chers pèlerins
de langue française qui participez à tette Audience, Nous vous souhaitons la
bienvenue. Soyez toujours les témoins du Christ et de son Evangile d’Amour! Nous
comptons sur le courage et la fidélité de chacun de vous, et Nous vous
bénissons.
* * *
On the
occasion of this audience this morning we are happy to extend greetings
to everyone. With Saint Peter we say: “Peace to all of you who are in Christ” (1
Petr. 5, 14). We pray that here at the tomb of the Apostle your faith
will be strengthened and your charity increased. As a sign of our paternal
affection in the Lord we impart our Apostolic Blessing.
* * *
Saludamos
también con afecto paterno a todos vosotros, los peregrinos de lengua
española que participais en esta Audiencia.
Vivid siempre
el espíritu de alegría y esperanza de la Pascua, traduciéndolo en una conducta
auténticamente cristiana. Con nuestra Bendición
Apostólica.
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Herzlich
begrüßen wir auch alle Pilger aus den Ländern deutscher Sprache,
insbesondere die Teilnehmer des großen Pilgerzuges aus der Erzdiözese Bamberg.
Liebe Söhne und Töchter!
Zeugnis
ablegen für Christus und seine heilige Kirche durch ein vorbildliches
christliches Leben: das ist das Gebot der Stunde, hier liegt eure katholische
Aufgabe! Dazu erteilen wir euch allen von Herzen unseren Apostolischen Segen.
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