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DISCORSO DI PAOLO VI
AI DIRIGENTI DELL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA

Sabato, 26 aprile 1975

 

E’ per noi motivo di grande, sincera consolazione ricevere questa mattina il magnifico gruppo dei rappresentanti delle Presidenze diocesane dell’Azione Cattolica Italiana. Vi salutiamo tutti affettuosamente, con un duplice motivo alla nostra soddisfazione: anzitutto perché vediamo in voi i responsabili diretti, a livello diocesano, della vita e delle opere della sempre diletta Azione Cattolica Italiana; e non abbiamo certo bisogno di ripetervi quali sentimenti susciti in noi codesta vostra presenza di figli fedeli e intelligenti della Chiesa, che stanno come sugli avamposti impegnandosi direttamente e generosamente, nella leale collaborazione con la sacra Gerarchia, nella diffusione del Regno di Cristo. In secondo luogo ci fa piacere la vostra venuta, perché sappiamo che avete appena celebrato il Giubileo nella Basilica Vaticana: il Giubileo della speranza, del perdono, della riconciliazione e della vita nuova.

Carissimi figli! Vorremmo avere maggior tempo a disposizione per poterci intrattenere di più con voi: avremmo tante cose da dirvi, ma amiamo rinviarvi, quasi a continuazione ideale di due recenti incontri che consideriamo tuttora fondamentali, a quanto vi dicemmo sia il 22 settembre 1973 (Cfr. AAS 65, 1973, 535-543), sia l’11 gennaio di quest’anno (Cfr. Ibid. 67, 1975, 103-108), quando vi abbiamo esposto a lungo il nostro pensiero sui punti che riteniamo centrali per la vostra attività e funzione in seno alla comunità ecclesiale.

Vogliamo tuttavia sottolineare con viva soddisfazione, per trarne auspicio di sempre più coerente cammino e incoraggiamento a sempre più fattivo proposito, il tema assai indovinato che avete meditato insieme, nelle sue varie implicazioni, durante i giorni del vostro Convegno dell’Anno Santo: e cioè l’impegno «per una testimonianza evangelica nel mondo contemporaneo». Tali parole sintetizzano bene, ci pare, l’essenza, le finalità, la ragion d’essere del- l’Azione Cattolica: infatti, se è dovere di ogni cristiano essere testimone di Cristo, essere «il lievito nella pasta» che con la sua presenza di parola, di pensiero, di azione fa fermentare le latenti capacità e potenzialità di bene che sono nel mondo circostante, tanto più questo è dovere dell’Azione Cattolica, nella vasta gamma di ogni età e preparazione che trova espressione nelle varie forme associative che ad essa fanno capo; dovere tanto più serio, in quanto è espressamente previsto e, diremmo, istituzionalizzato nello Statuto, che chiama appunto gli iscritti a «testimoniare nella loro vita l’unione con Cristo e ad informare allo spirito cristiano le scelte da loro compiute» (N. 3).

In non poche circostanze, in cui certa mentalità permissiva della società odierna pone il credente, questa testimonianza può anche riacquistare tutto il suo significato etimologico di «martirio»: perché oggi è talora necessario prendere posizioni tali da richiedere eroismo vero e proprio, conseguente alla piena e totale accettazione della Parola di Dio, che «è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore» (Hebr. 4, 12). Noi vi esortiamo a tale eroismo!

Vi dicemmo, nel settembre 1973, che «la Chiesa stessa vi dà fiducia; la Chiesa vi chiama. Non è poco ciò ch’ella attende da voi! Non vi richiede solo una vaga presenza, una testimonianza nebulosa, o un impegno a parole: ella vi affida se stessa e il suo avvenire!» (Cfr. AAS 65, 1973, 541).

Ecco la testimonianza evangelica che la Chiesa oggi si aspetta da voi, e della quale vorrete farvi eco nelle singole vostre diocesi, al vostro ritorno da Roma. A tanto vi chiama appunto l’Anno Santo, che è un ritornare alle fonti della grazia, un rientrare in se stessi per incontrarsi con Dio che si offre a noi in Cristo, per poi espandersi verso gli altri, nella grande corrente dell’amore, il nuovo comandamento datoci da Gesù.

È Cristo che vi chiama a dare questa testimonianza per Lui: non siate timorosi, non siate critici, non siate indecisi. L’ora presente richiede una vera conversione profonda, per scoprire sempre meglio il Cristo e, da Lui, attingere la forza per essere il sale della terra e la luce del mondo (Cfr. Matth. 5, 13-14). L’insegnamento della Chiesa e del Concilio ve ne dà continuamente il programma e la luce magnifica; il Giubileo ve ne infonde il coraggio, la forza, l’ottimismo. Noi siamo con voi. Ditelo ai carissimi associati di tutta l’Azione Cattolica Italiana: noi siamo con voi. Con i ragazzi, perché compiano la scelta gioiosa di Cristo; con la gioventù, perché viva coerentemente questa scelta e ne faccia l’ispirazione alla sua azione generosa; con gli intellettuali, chiamati a dare testimonianza nel mondo della cultura; con i lavoratori, perché portino la presenza di Cristo nel posto faticoso del lavoro; con gli uomini e le donne di Azione Cattolica, forza compatta che dà il meglio di sé soprattutto nella testimonianza della vita domestica. E gli Assistenti? Dio vi benedica, sacerdoti carissimi, per il bene che fate, e vi sostenga sempre nella vostra vocazione di apostoli, al vostro difficile ma tanto esaltante servizio. A tutti, sì: noi siamo con voi! Con l’affetto, con la preghiera, col ricordo, con la nostra Benedizione.

                                           

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