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DISCORSO DI PAOLO VI
ALLA «CONFEDERAZIONE COOPERATIVE ITALIANE» E
ALLA «FEDERAZIONE ITALIANA CASSE RURALI E ARTIGIANE»

Lunedì, 10 novembre 1975 

 

Abbiamo voluto riservarvi, Signor Presidente e cari Dirigenti della «Confederazione Cooperative Italiane» e della «Federazione Italiana delle Casse Rurali e Artigiane», un saluto speciale non soltanto per manifestare il nostro compiacimento di fronte al grande pellegrinaggio giubilare, da voi organizzato, ma per attestare, altresì, la stima e la fiducia con cui seguiamo la vostra opera e lo stesso Convegno, celebrato in questi giorni.

Come voi ben sapete, i nomi stessi di cooperazione, di unione e di federazione, hanno un preciso significato nel vocabolario cristiano, ma son soprattutto le realtà che essi esprimono ad interessare da vicino la santa Chiesa, la quale è per definizione la comunità vivente dei credenti, cioè un corpo organico le cui membra reciprocamente si connettono e si muovono ed agiscono per l’impulso unitario, che vien loro trasmesso da Cristo-Capo (Cfr. Rom. 12, 4-5; 1 Cor. 12, 12-27; Eph. 4, 15-16). Riguardando le cose da sì elevata prospettiva, ci sentiamo quasi naturalmente portati a seguire il movimento cooperativo e mutualistico che, anche se su un piano diverso e «terreno», persegue pur sempre nobili finalità di promozione economica, professionale e umana.

Elogeremo, perciò, lo spirito associativo come l’elemento essenziale che spinge a congiungere gli sforzi e a sommare le energie di tutti i componenti degli Organismi, che voi qui rappresentate. Diremo di più: la collaborazione, che questi enti assicurano in seno alle diverse categorie del mondo della produzione, del consumo e del credito, è uno stimolo sempre fecondo e positivo; essa è un segno ed insieme un invito a perfezionare quel vincolo di fraternità universale che esiste, per  volontà di Dio creatore, tra gli uomini; essa è, ancora, la ragione profonda per cui sorgono e si moltiplicano, in tanta varietà di forme e di modi, i cosiddetti «corpi intermedi» tra le persone singole e la più vasta comunità nazionale ed internazionale. Anche il movimento cooperativo serve a gettare un ponte tra questi due termini, articolando così e rendendo più vivace e più ricco il panorama della vita associata.

Ma dobbiamo elogiare ancor più lo spirito cristiano, da cui sono animate le vostre Federazioni, perché non ignoriamo che la loro presenza e la loro funzione nella società italiana sono scaturite, molti anni or sono, da una scelta intenzionale ed esplicita: la fedeltà ai principii della scuola sociale cattolica. Ciò vuoi dire che lo spirito associativo si è come impregnato di un senso religioso e si è integrato, fin dal principio, nella visione cristiana della società. Sarebbe troppo lungo voler qui ricordare quanto sia oggi, ben più che in passato, accresciuto ed arricchito un tale patrimonio di dottrina, sia per i contributi apportati dalle ricerche assidue degli studiosi e dei sociologi, sia per le indicazioni date dal Magistero dei Sacri Pastori. Ricorderemo solo che dall’Enciclica Rerum Novarum di Leone XIII fino alla Costituzione conciliare Gaudium et Spes ed alla nostra Epistola Apostolica Octogesima Adveniens corre un filo coerente di insegnamenti e di suggerimenti, i quali, se offrono un quadro via via più aggiornato delle questioni sociali, non trascurano, però, di dare il dovuto rilievo ai «corpi intermedi», ossia agli enti ed associazioni professionali, quali son quelle cui voi stessi appartenete; associazioni che rendono operante la moderna esigenza di partecipazione diretta dei cittadini allo sviluppo delle attività economiche, non con fini di profitto, ma con scopi propriamente sociali.

Avete, dunque, a vostra disposizione un patrimonio prezioso che può, a!l’occorrenza, servire per lo studio e la risoluzione dei problemi particolari, e che potrà, in ogni caso, ispirare e confortare le iniziative o le decisioni, che le concrete circostanze rendano necessarie. Abbiate sempre riguardo ad esso, cercate di approfondirlo, e sappiate, soprattutto, utilizzarlo per il bene di ciascuno dei lavoratori e cooperatori, come per il bene dell’intera società, ricordando sempre che un movimento associativo che voglia avere e conservare effettivamente l’originaria ispirazione cristiana deve saper dare, in ogni momento, testimonianza di questa ispirazione attraverso le proprie iniziative ed i propri atteggiamenti, in piena fedeltà al Vangelo ed agli insegnamenti della Chiesa.

A voi Dirigenti, ai Soci delle singole Federazioni ed alle rispettive Famiglie impartiamo di cuore, in segno di incoraggiamento e di augurio, la nostra Apostolica Benedizione.

                                            

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