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DISCORSO DI PAOLO VI
AL PELLEGRINAGGIO MILITARE INTERNAZIONALE

Domenica, 23 novembre 1975

 

Singolare davvero e significativa nel contesto dell’Anno Santo è la vostra presenza! Vediamo in voi la folta rappresentanza di Militari delle differenti Armi o specialità e di diversi e lontani Paesi, e consideriamo assai pertinente al nostro ufficio apostolico rivolgervi una meditata ed affettuosa parola: per esortarvi a far propri, al pari degli altri fedeli, gli ideali del rinnovamento spirituale e della riconciliazione; per stimolarvi al coraggio della testimonianza cristiana; per ricordare, altresì, come la vostra vita «sotto le armi», nell’adempimento delle specifiche funzioni, non sia né debba mai esser disgiunta da una coerente e virile e ben salda visione religiosa e morale.

Salutiamo anzitutto le persone: Ufficiali e Sottufficiali di ogni grado, Soldati, Marinai, Avieri e quanti, nella complessità articolata che il servizio militare ha assunto nel mondo moderno, siete inquadrati nei ruoli delle forze armate. E poi il saluto va alle vostre gloriose bandiere, simbolo vivo della patria ed insieme richiamo costante alla fedeltà, al dovere, all’onore.

1. Ma perché siete venuti qua a Roma? Perché siete stati invitati? Vi è in voi, davvero, un’apparente situazione paradossale.

a) Voi siete soldati; ed indubbiamente l’immagine che come tali vi ritrae si profila in termini di fortezza, di fatica, di disciplina, di prestanza, di baldanza e di valore. Ma il soldato non è per questo «autosufficiente», cioè bastante a se stesso nella sua baldanza giovanile; può egli pregare? chiedere il perdono di Dio?

b) Voi siete uomini d’armi; siete addetti e addestrati alla disciplina. Ma come può un uomo d’armi essere davanti a Cristo, che è mite ed umile di cuore? (Cfr. Matth. 11, 29) e ha dato un preciso ordine a Pietro, nella prova tenebrosa della passione, cioè di riporre nel fodero la spada sguainata? (Cfr. Io. 18, 10-11)

c) Voi siete rappresentanti di diverse Nazioni. Ma nella realtà delle persistenti tensioni che affliggono i popoli, non è questa rappresentanza una specie di opposizione? di confronto tra mondi che sembrano irriducibilmente contrapposti?

Ma si tratta, ripetiamo, di paradossi solo apparenti. La realtà è che voi siete venuti qua, animati da un comune desiderio di preghiera e di rinnovamento interiore; è che voi siete qui, fraternamente uniti nel canto, nella partecipazione pensosa e attiva alla celebrazione liturgica, fatti «un Cuor solo e un’anima sola» (Act. 4, 32) pur nella diversità delle mentalità, delle lingue, delle civilizzazioni, fusi in un solo palpito di fede e d’amore.

2. Ecco allora che il paradosso si scioglie, e appare ciò che voi siete, ciò che questa presenza significa per tutti voi.

a) Voi siete venuti perché anche voi siete uomini; e l’uomo ha bisogno di Dio, di Cristo, di religione, di salvezza; e sente l’urgenza di soddisfare la sua sete a contatto col Figlio di Dio.

b) Voi siete venuti perché, più di tutti, voi avete bisogno di pace; e per la pace volete e dovete impegnarvi. E qui il ricordo delle guerre recenti - i due conflitti mondiali ed i ricorrenti scontri locali - si fa doloroso e cocente per i caduti che hanno causato, giovani vite stroncate, e per il troppo sangue innocente che è stato versato! Sia fedele e riverente la nostra memoria per tanti caduti, e sia pace nella misericordia di Cristo Salvatore alle loro anime immortali! Poi: le armi per voi non vogliono essere per l’offesa, ma solo e sempre e dappertutto per la difesa; e una difesa, Dio voglia, che non abbia bisogno dell’uso delle armi, ma tenda unicamente a dare forza alla giustizia e alla pace (Cfr. Rom. 13, 4; Luc. 3, 14; 14, 31): cioè nella prevenzione, nell’accordo leale, nella composizione magnanima, nel perdono generoso.

3. Ecco allora, ecco infine, che questa vostra presenza diventa una grande apologia: voi siete venuti per celebrare la giustizia, che garantisce la civiltà, l’ordine, il rispetto entro i singoli popoli e tra le Nazioni. Di questa giustizia, di cui la pace è il frutto, le vostre armi siano simbolo e difesa: e in questa luce la vostra funzione nella società civile prende il suo pieno significato. Voi infatti siete gli uomini del dovere, della disciplina, se occorre del sacrificio per il bene comune; cioè del vertice dell’amore («nessuno, dice Cristo, ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici») (Io. 15, 13).

La pace è tutto questo: qui ci troviamo fratelli, qui amici, qui cristiani. Generosi e gioiosi, come l’età vostra benedetta, che pulsa e avanza verso l’avvenire, garanzia di tempi migliori. Questa pace trova la sua radice più vera unicamente in Cristo Gesù: e come il centurione, come i soldati del Vangelo, con questi sentimenti voi lo incontrate stamane, nello spirito penitenziale nell’Anno Santo, attingendo da Lui la forza necessaria per dominare le passioni generatrici di guerra e per ristabilire l’armonia dell’amore.

A ciascuno di voi, ai vostri Superiori, ai Cappellani Militari ed ai vostri Congiunti, alle comunità dei Popoli, cui appartenete, rinnoviamo il nostro riverente saluto, in lieto auspicio di serenità e di concordia!

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Soyez les bienvenus! Nous vous accueillons comme Jean-Baptiste accueillait les soldats en recherche de la volonté de Dieu, comme Jésus accueillait le centurion croyant. La Bonne Nouvelle de l’Evangile est aussi pour vous! Ce qui vous rassemble ici par-dessus les frontières, c’est que vous partagez la même foi de l’Eglise catholique, c’est que vous voudriez la vivre à travers le métier et le service particuliers que vous accomplissez. Dieu vous apporte la certitude de l’amour et l’espoir de la paix dont vos vies ont besoin, et la lumière qui éclaire vos consciences. Le Christ fortifie votre sens du devoir comme un service, purifie votre soif de justice, vous appelle à être, dans la défense de vos concitoyens, des artisans de paix; il élargit votre charité. Heureux Bêtes-vous d’avoir ce Sauveur et ce Guide! Aidez vos frères soldats, aidez vos familles à s’ouvrir à cet idéal, à cette foi, pour servir la marche de l’humanité vers le bien, vers la paix, vers la fraternité!

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Our call for renewal and reconciliation has gone out to the entire Church of God. And you, dear sons and daughters, members of the Military, have opened your hearts to answer this call with generosity and joy: you have come for the Holy Year. Yes, you have assembled under the sign of the Cross-glorious standard of the Risen and victorious Christ, King of the universe. You have come to express your faith in Jesus, the Son of God and Lord of life, and to manifest before the world your profound adherence to this Church. You have come to express your deep conviction that this Kingdom is a Kingdom of truth and life, a Kingdom of holiness and grace, a Kingdom of justice, of love and of peace. And on our part, in the name of Christ, we encourage you today to go out from this centre of unity, renewed in these ideals and reconciled in the Sacrifice of Christ, to give to the world a strong and united witness: to proclaim by the authenticity of your Christian lives that Jesus Christ is Lord and King, and Saviour of the world.

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Warum seid ihr gekommen? Ihr seid gekommen als gläubige junge Männer, die sehr wohl wissen, daß Gott die eigentliche Mitte des Lebens ist, daß er uns Sein und Leben gibt und daß wir ohne ihn nichts vermögen. Als Soldaten setzt ihr euch ein für Gerechtigkeit und Frieden in der Welt. Das Zweite Vatikanische Konzil sagt deshalb: »Wer als Soldat im Dienst des Vaterlandes steht, betrachte sich als Diener der Sicherheit und Freiheit der Völker. Indem er diese Aufgabe erfüllt, trägt er wahrhaft zur Festigung des Friedens bei« (Gaudium et Spes, 79).

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¡Sed todos bienvenidos! Con espiritu penitencial, con ánimo de renovación y reconciliación, habeis venido aquí para proclamar vuestra fe firme y valiente en los ideales de la nueva humanidad, fundada en Cristo, Salvador y Señor nuestro. En el cumplimiento diario de vuestro deber, que es defensa y garantía de la paz entre los hombres y entre los pueblos, os servirá de valioso estímulo la vivencia del carácter bautismal, el sentiros soldados del evangelio, dispuestos a sacrificarse dando la vida por los hermanos, a ejemplo de Cristo.

                                                                                       

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