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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
ALLA GENTE DEL FRIULI
Mercoledì, 12 maggio 1976
Prima di rivolgere la nostra parola ai pellegrini qui convenuti dalle
varie regioni d’Italia, noi vogliamo, sì, interpretare il vostro comune
sentimento elevando ancora una volta il nostro pensiero trepidante, commosso,
affettuoso ai fratelli del Friuli, che ancora questa notte sono stati provati -
fortunatamente senza gravi conseguenze - da nuovi, paurosi risvegli del fenomeno
sismico. Vogliamo far sapere a quei carissimi figli - pazienti, coraggiosi,
tenaci come la loro forte terra, tanto dolorosamente segnata dalle cicatrici
della tremenda catastrofe - che siamo vicini a loro, che siamo con loro, non
soltanto con la presenza e l’opera della nostra Missione Pontificia inviata a
nostro nome, ma col pensiero, con la solidarietà, con la preghiera soprattutto.
Sì, gente friulana, noi preghiamo perché il Signore vi conforti in questo
amarissimo momento, vi confermi nei vostri propositi, vi dia rassegnazione,
serenità, forza di ricominciare da capo nell’opera di ricostruzione delle vostre
case, delle vostre comunità. E come siamo vicino a voi che tutto o quasi tutto
avete perduto, tanto più lo siamo agli orfani, ai feriti, ai languenti, a quanti
piangono per il vuoto tremendo lasciato d’un tratto dai Cari che la morte ha
rapito.
Coraggio, coraggio! Dio sia con voi, Maria Addolorata vi sia accanto, a
infondervi quella forza che solo la Fede può dare. A tutti la nostra
Benedizione.
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