 |
LETTERA DEL SANTO
PADRE PIO X
AL CARDINALE PIETRO RESPIGHI,
VICARIO DI ROMA,
CON LA QUALE VIENE APPROVATO
IL CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA
PER LA DIOCESI E LA PROVINCIA ECCLESIASTICA
DI ROMA
Signor Cardinale,
Fin dai primordi del nostro Pontificato rivolgemmo la massima cura
all'istruzione religiosa del popolo cristiano e in particolare dei fanciulli,
persuasi che gran parte dei mali che affliggono la Chiesa provengono
dall'ignoranza della sua dottrina e delle sue leggi. I nemici di essa le
condannano bestemmiando ciò che ignorano, e molti de' suoi figli, mal
conoscendole, vivono come se tali non fossero. Perciò insistemmo spesso sulla
somma necessità dell'insegnamento catechistico, e lo promovemmo da per tutto,
secondo il nostro potere, sia con le Lettere Encicliche Acerbo nimis e con le
disposizioni riguardanti i catechismi nelle parrocchie, sia con le approvazioni
e con gli incoraggiamenti ai congressi catechistici e alle scuole di Religione,
sia con l'introdurre qui in Roma il testo del Catechismo usato da tempo in
alcune grandi provincie ecclesiastiche d'Italia.
Tuttavia col volgere degli anni, tanto a cagione delle nuove difficoltà
insidiosamente frapposte a un qualsiasi insegnamento della dottrina cristiana
nelle scuole, dove s'impartiva da secoli, quanto anche per la provvida
anticipazione, da Noi voluta, della prima comunione dei fanciulli, e per altri
motivi, essendoci stato espresso il desiderio di un Catechismo sufficiente, che
fosse molto più breve e più adatto alle esigenze odierne, Noi acconsentimmo che
si riducesse l'antico Catechismo in uno nuovo, molto ristretto, che noi stessi
esaminammo e volemmo fosse pure esaminato da molti nostri confratelli Vescovi
d'Italia, affinché ci esprimessero il loro parere in generale, e indicassero in
particolare, secondo la loro scienza ed esperienza, le modificazioni da
introdurre.
Avuto da essi un favorevole apprezzamento quasi unanime, con non poche
preziose osservazioni che ordinammo fossero tenute nel debito conto, Ci sembra
di non dover ritardare più oltre una sostituzione di testo per vari motivi
riconosciuta opportuna, fiduciosi che esso, con la benedizione del Signore,
tornerà molto più comodo e altrettanto, se non più vantaggioso dell'antico, sia
perchè il volume del libro e delle cose da apprendersi, assai diminuito, non
disanimerà i giovanetti, già molto aggravati dai programmi scolastici, e
permetterà ai maestri e catechisti di farlo imparare per intero; sia perchè vi
si trovano, nonostante la brevità, più spiegate e accentuate quelle verità che
oggidì, con immenso danno delle anime e della società, sono più combattute, o
fraintese, o dimenticate.
Anzi confidiamo che anche gli adulti, i quali vogliano, come talora
dovrebbero per viver meglio e per educar la famiglia, ravvivare nell'animo le
cognizioni fondamentali su cui poggia la vita spirituale e morale cristiana,
siano per trovare utile in ciò e gradita questa breve somma, assai accurata
anche nella forma, dove incontreranno esposte con molta semplicità le capitali
verità divine e le più efficaci riflessioni cristiane.
Questo Catechismo, pertanto, e i Primi elementi che da esso, per comodità dei
fanciulletti, abbiamo disposto si ricavino senza mutazione di parola, Noi, con
l'autorità della presente, approviamo e prescriviamo alla diocesi e provincia
ecclesiastica di Roma, vietando che d'ora innanzi nell' insegnamento
catechistico si segua altro testo. Quanto alle altre diocesi d' Italia, Ci basta
esprimere il voto che il medesimo testo, da. Noi e da molti Ordinari giudicato
sufficiente, venga pure in esse adottato, anche perchè cessi la funesta
confusione e il disagio che oggidì moltissimi provano nelle frequenti mutazioni
di domicilio, trovando nelle nuove residenze formole e testi notevolmente
diversi che essi difficilmente imparano, mentre per desuetudine confondono e
infine dimenticano anche quanto già sapevano. E peggio è per i fanciulli, perchè
nulla è sì fatale alla buona riuscita d'un insegnamento quanto il proseguirlo
con un testo diverso da quello a cui il giovanetto è già, più o meno,
assuefatto.
E poiché per l'introduzione del testo presente qualche difficoltà potranno
incontrare gli adulti, perchè si scosta dal precedente anche in talune formole;
così, a togliere gl'inconvenienti, ordiniamo che a tutte le messe principali
festive, come pure in tutte le classi della dottrina cristiana, siano recitate
in principio, ad alta voce, chiaramente, posatamente, le prime preghiere e le
principali altre formole. In tal maniera, dopo qualche tempo, senza sforzo,
tutti le avranno imparate; e s'introdurrà un'ottima e cara consuetudine di
comune preghiera e d'istruzione, che da tempo è in vigore in molte diocesi
italiane, con non poca edificazione e profitto.
Esortiamo vivamente nel Signore tutti i catechisti, ora che la brevità stessa
del testo ne agevola il lavoro, a volere con tanto maggior cura spiegare e far
penetrare nelle anime dei giovanetti la dottrina cristiana, quanto maggiore è
oggidì il bisogno d'una soda istruzione religiosa, per il dilagare dell'empietà
e dell'immoralità. Ricordino sempre che il frutto del Catechismo dipende quasi
totalmente dal loro zelo e dalla loro intelligenza e maestria nel renderne
l'insegnamento più lieve e gradito agli alunni.
Preghiamo Dio che, come oggi i nemici della Fede, ognora crescenti per numero
e per potenza, con ogni mezzo vanno propagando l'errore, così sorgano
numerosissime le anime volonterose a coadiuvare con grande zelo i parroci, i
maestri e i genitori cristiani nell'insegnamento quanto necessario altrettanto
nobile e fecondo del Catechismo.
Con questo augurio impartiamo di cuore a Lei, signor Cardinale, e a quanti
avrà cooperatori in così santo ministero, l'apostolica benedizione.
Dal Vaticano, 18 ottobre 1912.
PIUS PP. X.
© Copyright - Libreria
Editrice Vaticana
|