LETTERA DI SUA SANTITÀ PIO
XI
"CON VIVO COMPIACIMENTO"
AL REVERENDO PADRE AGOSTINO GEMELLI
MAGNIFICO RETTORE
DELL'UNIVERSITÀ MILANESE
DEL SACRO CUORE
Al Reverendo Padre Agostino Gemelli,
dell’Ordine Francescano Frati Minori,
Magnifico Rettore dell’Università Milanese
del Sacro Cuore..
Diletto figlio Nostro, salute e Apostolica Benedizione. Con vivo compiacimento
abbiamo ricevuto il volume nel quale trovansi raccolti i documenti riguardanti
la fondazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e la sua attuale
organizzazione; e dagli stessi documenti abbiamo potuto trarre una ben gradita
conferma di ciò che a Noi era già personalmente noto, cioè del notevole
progresso che in sì breve lasso di tempo si è fatto nel giovane Ateneo, tanto
nei riguardi della sua organizzazione materiale, quanto nell’ordine
intellettuale e scientifico. Né meno accetto al Nostro cuore è riuscito il
nobile indirizzo che accompagnava l’offerta del volume, e nel quale i promotori,
gli insegnanti e gli alunni protestavano la loro filiale devozione a questa
Cattedra di verità, e confermavano i loro propositi di attendere con tutte le
forze ad un assiduo lavoro, disposti anche a sempre nuovi sacrifizi per rendere
l’Università capace di svolgere il suo nobilissimo programma e la sua importante
e delicata missione. Senza dubbio, come abbiamo visto espresso nel medesimo
indirizzo, dalla Università Cattolica del Sacro Cuore non poco si attende la
Chiesa, molto sperano coloro che congiungono l’ardore della fede al culto della
scienza, ma ad essi si rivolgono pure gli sguardi, non sempre benevoli, di
quelli che militano in altro campo, per cui grande è la responsabilità di quell’Istituto.
Esso peraltro non potrà non corrispondere alla universale aspettativa se,
continuando a confidare più negli aiuti divini che nelle proprie forze,
persevererà costantemente nel proposito di serbarsi degno delle sue nobilissime
origini e delle sublimi sue finalità. E poiché trattasi di un Ateneo che si
vanta del nome di cattolico, la più perfetta e costante sottomissione alle
direttive pontificie forma sempre per esso l’indispensabile condizione per
mantenere alto ed onorato il suo vessillo, nel quale campeggia il motto: « In scientia religio et in religione scientia ». Per uniformarsi a questo motto, che
è la sintesi del suo programma didattico e morale, ed in cui religione e scienza
si armonizzano e si confortano a vicenda, esso dovrà, per ciò che riguarda la
religione, attendere col massimo impegno alla formazione morale ed alla
spirituale educazione della gioventù, onde preparare quella nuova generazione
che possa cooperare efficacemente alla rinnovazione religiosa e morale della
società ed alla instaurazione del Regno di Dio sulla terra. Per quanto concerne
poi la dottrina, esso dovrà mantenere alta la sua autorità nel campo
scientifico, e perciò dedicarsi con severa diligenza e con perseverante lavoro
allo studio delle umane discipline, e concorrere validamente a quel sano
progresso delle scienze che prepara all’uomo nuove vittorie e sempre più
gloriose conquiste. Così dalla luce dei fatti verrà ancora una volta dimostrato
che « tanto è lungi la Chiesa dall’ostacolare il culto delle arti e delle
scienze, che anzi in molte guise lo favorisce e lo promuove. Non ignora essa
infatti né disprezza i vantaggi che ne derivano all’umano consorzio; anzi
sostiene che come le arti e le scienze emanano da Dio, sede della sapienza,
così, qualora siano debitamente trattate, a Dio, coll’aiuto della sua grazia,
direttamente conducono » (Conc. Vat., Sess. III, De Fide catholica). Infatti è
alla ragione umana che spetta il compito nobilissimo di preparare la via alla
fede, compito che così bene descrisse S. Agostino contro gl’increduli dei suoi
tempi: « Sunt qui putant christianam religionem propterea ridendam esse potius
quam tenendam, quia in ea non res quae videatur ostenditur, sed fides rerum quae
non videntur hominibus imperatur. Nos ergo ad hos refellendos, qui prudenter
sibi videntur nolle credere quod videre non possunt, etsi non valemus humanis
adspectibus monstrare divina quae credimus, tamen humanis mentibus etiam illa
quae non videntur credenda esse monstramus ». Onde lo stesso santo Dottore, che
tanta parte diede alla ragione umana, nel difendere ed illustrare la dottrina
cattolica, compendiò in bella sintesi l’ufficio della ragione medesima di fronte
alla fede, asserendo che dallo studio delle cose umane « fides saluberrima…
gignitur, nutritur, defenditur, roboratur ». Se la nuova Università Cattolica,
con l’aiuto di quel Cuore «in quo sunt omnes thesauri sapientiae et scientiae »,
congiungerà allo studio vasto e profondo delle umane discipline un non meno
vasto e profondo culto delle verità cattoliche, contribuirà validamente a
dissipare i funestissimi errori di tutti coloro i quali credono di trovare
contraddizioni tra la scienza e la fede, ciò che, come già disse il Concilio
Vaticano, « da questo proviene principalmente, che o i dogmi della fede non
furono intesi ed esposti secondo la mente della Chiesa, o falsi e fantastici principii sono ritenuti come postulati della ragione ». Attenendosi a tali
norme, per quanto, come in tutte le grandi cose al loro inizio, non poche né
lievi siano le difficoltà da affrontare e gli ostacoli da superare, il novello
Istituto Universitario Cattolico riprenderà le gloriose tradizioni delle
Università in ogni tempo fondate dai Nostri Predecessori, le quali nel Medio Evo
furono i soli fari che attraverso quella tenebrosa età trasmisero a noi il
benefico raggio dello scibile umano e divino, ed illustrerà di nuova luce le
salutari dottrine della religione cattolica, con sommo giovamento della umana
società. È questo il voto che Noi rinnoviamo di tutto cuore; mentre in
contrassegno di paterna benevolenza ed in auspicio dei celesti favori impartiamo
di tutto cuore l’Apostolica Benedizione a Lei, diletto figlio, ai promotori,
agli insegnanti, agli alunni e ai benefattori della a Noi dilettissima
Università del Sacro Cuore.
Dato a Roma, presso San Pietro, li 22 aprile 1922,
del Pontificato Nostro anno primo.
PIUS PP. XI