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PIO PP. XI
ESORTAZIONE APOSTOLICA
I FELICI SVILUPPI*
AI VENERABILI FRATELLI ARCIVESCOVI
VESCOVI E ALTRI ORDINARI D'ITALIA AVENTI PACE E COMUNIONE CON LA SEDE
APOSTOLICA
I felici sviluppi che l'Azione Cattolica ha avuto in Italia, per ciò stesso
che sono a Noi di soddisfazione e di conforto, sempre più mantegono desta la
Nostra attenzione su di essa e vivo il desiderio che il suo rendimento sia pieno
e ben risponda in tutto alle Nostre e alle comuni speranze.
Scrivendone a voi, Venerabili Fratelli, che per il vostro ufficio ne vigilate
con amore le vicende, Ci piace ancora una volta rilevare come la bene ordinata
collaborazione dei laici all'apostolato gerarchico, che, fino dall'età
apostolica, è sempre stata tra le tradizioni più costanti e teconde della
Chiesa, si è rivelata di una particolare ed urgente necessità in questi ultimi
tempi, ed è quindi da promuovere in tutti i modi.
L'esperienza, pertanto, ha messo in evidenza la necessità che la vita
ecclesiastica debba giovarsi di tutte le energie e le risorse di cui può
disporre; e del resto ha dato già ripetuta e buona testimonianza al contributo
prezioso recato dai laici al Clero, nelle sue attività dirette a conservare nel
nostro tempo il patrimonio spirituale ereditato dalle generazioni passate, e a
diffondere, con metodi atti alle presenti contingenze, fra i singoli individui e
fra i popoli, la luce del Vangelo.
Questo concetto della funzione subordinata e complementare, d'una schiera
eletta di tedeli provati e generosi all'azione del Clero, a cui spetta, oggi più
che in passato, ormai sproporzionato al bisogno per il suo numero e le sue
forze, la missione di ricondurre a Cristo il mondo moderno, Ci pare tuttora,
anzi principalmente, meritevole di nuova e feconda riflessione.
L'attuazione di tale principio trae con sè lo studio d'un altro della massima
importanza pratica, quello cioè dell'organizzazione. L'innesto infatti della
collaborazione dei laici nell'apostolato gerarchico non può essere effettuato e
benefico se non con grande sollecitudine di evitare ogni turbamento nella
disciplina ecclesiastica, e di accrescerne invece l'ordine, la forza,
l'estensione; il che comporta da un lato un senso vivo e rispettoso
dell'autorità della Chiesa, dall'altro un ordinamento razionale delle file dei
laici che accorrono sotto i pacifici vessilli della spirituale milizia
dell'apostolato cristiano.
Mentre così l'Azione Cattolica ha bene lavorato a formare nella coscienza dei
fedeli la persuasione e l'impulso a collaborare coi loro sacerdoti, non ha
mancato di organizzarli in associazioni nazionali e internazionali, e ha
tracciato loro programmi adattati alle circostanze, creando in tal modo,
nell'unità degli intenti e nella impostazione metodica del lavoro, una
programmatica e sempre vigile collaborazione del laicato alle linee direttive
che la Gerarchia, assistita dallo Spirito Santo, imparte secondo le necessità
dei tempi ai fedeli commessi alle sue cure.
Tale specie di associazione che forma, si potrebbe dire, il tessuto stesso
dell'Azione Cattolica, viene felicemente ad incontrarsi con le esigenze del
tempo presente, nel quale la solidarietà e la cooperazione degli intenti e
dell'azione hanno così larga applicazione e sembrano offrire uno degli aspetti
più caratteristici e costituire una delle forze più considerevoli della vita
moderna. Se bene si osserva, si vedrà che gli stessi avversari della Chiesa si
valgono assai della organizzazione con metodi nuovi e arditi, facendo sovente di
essa l'arma più abile per stringere a sè e per sovvertire le masse popolari. I
cattolici devono comprendere questo complesso e profondo fenomeno della storia
presente, e devono imparare a sempre meglio servirsi dei vantaggi della vita
associata. Certamente tale sforzo dei cattolici è ben diverso da quello
burocratico o puramente utilitario ed esteriore di chi aspira unicamente a
fortunato successo nel campo degli interessi terreni. Esso poi è assolutamente
diverso nello spirito e nelle forme da quel coordinamento di forze quasi
meccanico imposto con la prepotenza o il timore, il quale, spegnendo ogni fiamma
di libertà e di impulso personale, rende gli uomini incapaci di vera umana
grandezza e di spirituale progresso.
L'Azione Cattolica trova invece la fonte e la ragione della sua virtù
organizzatrice in Gesù Cristo e nel Suo amore: nel nome del Redentore ognuno,
anche il socio più umile, sente la dignità di essere membro del Suo Corpo
Mistico e lavora con silenziosa fiducia al suo sviluppo e alle sue spirituali
conquiste.
Perciò, se l'Azione Cattolica, quasi interprete e seguace del peculiare genio
di organizzazione del nostro tempo, si presenta e si afferma come
un'associazione saldamente e tecnicamente compaginata, altro spirito, altra
forma e altra forza distinguono le sue file da quelle delle associazioni
profane, animata com'è da un profondo rispetto per la persona umana, e sollecita
sempre come dev'essere di fare amici e fratelli i suoi soci, lieti
dell'obbedienza loro richiesta e della libertà loro concessa nel posto a
ciascuno assegnato dall'organizzazione.
In vista di questo nuovo e sperato accrescimento delle forze operanti nella
Chiesa Noi crediamo dovere del Nostro apostolico ministero d'invitare ancora una
volta con paterna insistenza il Clero in cura d'anime, affinchè in tutte le
parrocchie, da quelle sperdute nelle campagne o sui monti, a quelle dei grandi
centri urbani, si stabiliscano le quattro Associazioni fondamentali dell'Azione
Cattolica Italiana : la Gioventù Maschile e la Gioventù Femminile, l'Unione
degli Uomini e l'Unione delle Donne.
A questo Nostro desiderio aggiungiamo l'altro che non manchino, in alcuna
Diocesi, le Associazioni Universitarie e i due Movimenti dei Laureati e dei
Maestri.
Nè pensiamo che si possa trovare motivo sufficiente a scusare la mancanza di
tali organizzazioni nel fatto della modesta proporzione di territtorio o di
popolazione che caratterizza alcune Diocesi e non poche parrocchie d'Italia.
Nelle sante conquiste della Chiesa il numero non è l'elemento determinante: esso
invece va cercato nell'ardore della carità e nella sicurezza con cui si crede
all'efficacia della fedele obbedienza e della grazia divina. Nell'armonia
mirabile delle forze cattoliche anche i pochissimi soci d'una piccola parrocchia
recheranno senza dubbio un contributo benefico, quando le loro attività, pure
modeste e limitate, siano frutto di preparazione illuminata e fervorosa, di
filiale disciplina verso la Gerarchia, di generosa e interiore pietà, di
autentico spirito di sacrificio. E mentre si arricchiranno di meriti il tesoro
della Chiesa Universale, l'esempio della loro vita otterrà sui fedeli più
tiepidi ed anche sui più lontani frutti di inattesa efficacia; oggi, infatti,
più che mai gli uomini si lasciano persuadere, invece che dalle parole, dagli
esempi concreti ed evidenti di coloro che vivono vicino a Gesù Cristo.
Questa Esortazione, Venerabili Fratelli, è rivolta, come vedete,
principalmente al Nostro diletto Clero, che vogliamo così confortare nell'ardua
sua missione pastorale, quale è reclamata dalle presenti necessità; ma non meno
urgente e paterna essa è diretta ai laici stessi, che desideriamo di vedere
raccolti in numero sempre crescente intorno ai loro Pastori: la fiducia che la
Chiesa loro accorda, chiamandoli a fianco della Gerarchia per sostenerne e
dilatarne l'opera apostolica, li renda pronti alla docilità, alla sincerità,
alla devozione verso i loro Pastori, accresca nei loro animi il rispetto e
l'amore per essi, e li sostenga nei disagi dell'azione in umile e perseverante
energia spirituale, ravvivata dalla sicurezza che le promesse fatte da Cristo
alla sua Chiesa avranno ragione delle difficoltà e delle avversità contrastanti.
Con questi sensi Noi esprimiamo il voto che l'Azione Cattolica Italiana, dopo
le gravi preoccupazioni della guerra mondiale, abbia da questa Nostra parola un
nuovo vigoroso impulso; e mentre confidiamo che voi, Venerabili Fratelli, non
mancherete di fare vostre e di secondare con ogni mezzo che è in vostro potere
le Nostre speranze, impartiamo con effusione di cuore a voi stessi, al diletto
Clero, ai Dirigenti e ai singoli membri dell'Azione Cattolica, nonchè ai fedeli
tutti commessi alle vostre sollecite cure pastorali, auspice della larga divina
assistenza, la Nostra paterna Apostolica Benedizione.
Dal Vaticano, 25 gennaio 1950, nella festa della conversione di San Paolo
Apostolo.
PIUS PP. XII
*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XI, Undecimo
anno di Pontificato, 2 marzo 1949 - 1° marzo 1950, pp. 407-410
Tipografia Poliglotta Vaticana
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