 |
PIO XII
UDIENZA GENERALE*
Mercoledì, 31 maggio 1939
Virtù domestiche
Nel rivolgere come di consueto il Nostro paterno saluto anzitutto agli sposi novelli, non possiamo oggi trattenerCi dal
richiamare la loro attenzione sopra una speciale circostanza di questa pubblica
Udienza, della quale essi sono parte così imponente.
Il mese di Maria sta per tramontare, che voi, diletti Figli, seguendo la pia
tradizione di tutto il popolo cristiano, avete trascorso nel rendere particolari
e più devoti ossequi alla Vergine SS.ma: il mese nel quale, rispondendo con
fervido slancio al Nostro appello, vi siete uniti a Noi nella preghiera per la
pace del mondo.
Sta per tramontare, è vero, il mese di Maria; ma non deve tramontare nei
vostri cuori, né diminuire in voi la devozione così salutare e così soave verso
la madre di Dio, giacché è soprattutto dalla costante fedeltà nel praticarla che
potete ripromettervi preziosissimi frutti di benedizioni e di grazie.
Essa dunque rimanga nelle manifestazioni pubbliche e nella vita privata, nel
tempio e tra le pareti domestiche. A Maria il tributo quotidiano della vostra
venerazione e delle vostre preghiere, l'omaggio della vostra filiale confidenza
e tenerezza verso questa Madre di pietà e di misericordia.
Però non vogliate dimenticare, o sposi cristiani, che la devozione a Maria,
perché si possa dire vera ed efficace, deve essere vivificata dalla imitazione
delle virtù di Colei che volete onorare.
La Madre di Gesù è infatti un perfettissimo modello delle virtù domestiche,
di quelle virtù che devono abbellire lo stato dei coniugi cristiani. In Maria
l'affetto più puro, santo e fedele, fatto di sacrificio e di attenzioni
delicate, verso il suo castissimo Sposo; in Lei la dedizione intera e continua
alle cure della famiglia e della casa; in Lei la perfetta fede e l'amore per il
suo Figliuolo divino; in Lei la umiltà che si manifestava nella sottomissione a
Giuseppe, nella inalterabile pazienza e serenità in mezzo ai disagi della
povertà e del lavoro; nella piena conformità alle disposizioni, spesso ardue e
penose, della divina Provvidenza, nella dolcezza del tratto e nella carità verso
tutti quelli che avvicinavano le sante mura della casetta di Nazareth.
Ecco, diletti figli, a qual punto dovete spingere la vostra devozione a
Maria, se volete che essa costituisca una sorgente sempre viva di favori
spirituali e temporali e di vera felicità: favori e felicità che Noi vi
preghiamo dalla stessa SS.ma Vergine e di cui vi diamo un pegno nella Nostra
paterna benedizione.
[Dopo queste preziose esortazioni agli sposi, il Santo Padre così parlava
ai soci della «Dante e Leonardo»:]
Ed ora a voi, cari giovani, che, associati nel nome di Dante e di Leonardo —
due purissime glorie cristiane —, venite a confermarCi, nel 30° anniversario
della vostra Associazione, il non mai mutato proposito di servire il Padre dei
fedeli, come avreste servito Gesù stesso in terra, Noi vogliamo ricordare quali
impegni importi per voi questo servizio nel quadro dei vostri doveri scolastici,
che sono e devono essere attualmente tanta parte della vostra vita.
In mezzo dunque a questi studi — sia letterari che scientifici — coi quali vi
disponete a entrare nel mondo della cultura, e quindi delle classi dirigenti,
voi dovete mantenere tanto più elevato il tono del vostro lavoro e tanto più
limpida la purezza della vostra vita, quanto più nobile è la missione che avete
accettata, di mostrare con l'esempio la magnifica armonia della Scienza con la
Fede e di tenere alto così, in mezzo al mondo del sapere, il nome di Gesù Cristo
e della sua Chiesa. Questo vi chiediamo, diletti giovani, che siete la nostra
speranza, come della famiglia e della società; e di questo preghiamo il Signore
che sia in voi profonda la coscienza, ardente e fattiva la volontà. Lo Spirito
Consolatore di cui celebriamo in questi giorni la meravigliosa missione, e che è
altresì la forza dei credenti — Spiritus fortitudinis —, vi sorregga
nelle vostre lotte — interne ed esterne — coll'errore e col male; vi dia nel
buon combattimento sempre vivace la gioia di sentirvi parte della milizia
cristiana, e apostoli della Verità e del Bene, non indegni di tanta gloriosa
gioventù che a Gesù Cristo, nelle ore solenni della storia della Chiesa, antiche
e recenti, ha immolato se stessa.
Con questi voti, che rispondono appieno ai vostri stessi voti e di chi vi
assiste e dirige, Noi invochiamo sulla vostra Associazione la grazia della più
feconda vitalità e le più elette benedizioni del Cielo.
Quindi il Santo Padre salutava gli altri pellegrini con le seguenti
espressioni:
Infine vogliamo anche, come sempre, dare il Nostro saluto a tutti gli altri
Nostri diletti figli e figlie qui presenti, in modo speciale al numeroso gruppo
di Donne di Azione Cattolica guidate dal Nostro venerabile ed amatissimo
Fratello, l'Abbate di Subiaco, e venute a Roma ad attingere in pio
pellegrinaggio Mariano, ai piedi della Vergine Salus populi romani, nuovi
lumi e nuova forza per le loro opere di santo e generoso apostolato. A tutti
voi, a tutte le vostre famiglie, a tutte le persone a voi care e per le quali la
desiderate, impartiamo la più larga e paterna benedizione, come intendiamo
altresì di benedire tutti gli oggetti di divozione che a questo pio scopo avete
portato con voi.
Per ultimo Sua Santità si rivolgeva ai fedeli di lingua tedesca presenti
all'udienza, dicendo ad essi, nel loro idioma, con quanto affetto li salutava
nella Casa del Padre, e ad essi annunciando, dopo aver encomiato il loro devoto
amore verso la Santa Chiesa, la Sua benedizione.
*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII - Vol. I,
Primo anno di Pontificato, 2 marzo 1939 - 1° marzo 1940, pp. 145-147 Tipografia Poliglotta Vaticana
|