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PIO XII

UDIENZA GENERALE*

Mercoledì, 12 luglio 1939

 

Garanzia di santità

Tra le schiere di cari figli che si succedono con tanta frequenza davanti al Vicario di Cristo, notiamo sempre con particolare soddisfazione le numerose coppie di sposi novelli. Dono inestimabilmente prezioso sono queste nuove famiglie cristiane, che hanno cominciato ad esistere in forza e per virtù di un grande sacramento, istituito da Nostro Signore Gesù Cristo per santificare le nozze, e con ciò la famiglia nella sua stessa radice, e conseguentemente nei suoi germogli e nei suoi frutti.

Riflettete, diletti sposi novelli, a quello che vi insegna lo stesso catechismo, e Noi desideriamo di ricordarvi in questa udienza; che cioè a base della famiglia cristiana sta un Sacramento. Il che vuoi dire che non si tratta di un semplice contratto, di una semplice cerimonia o di un tal quale apparato esterno per segnare una data importante della vita; ma di un vero e proprio atto religioso di vita soprannaturale, dal quale profluisce quasi un diritto costante ad impetrare tutte quelle grazie, tutti quegli aiuti divini che sono necessari ed opportuni a santificare la vita matrimoniale, a compiere i doveri dello stato coniugale, a superarne le difficoltà, a mantenere i propositi, a raggiungere i più alti ideali (Litt. Encycl. Casti connubii, in: « Acta Apostolicae Sedis », 1930, pagine 554-555).

Da parte sua Dio se ne è reso mallevadore, elevando il matrimonio cristiano a simbolo permanente dell'unione indissolubile di Cristo e della Chiesa, e quindi possiamo affermare che la famiglia cristiana, veramente e praticamente cristiana, è garanzia di santità. Sotto questo benefico influsso sacramentale, come sotto una rorida provvidenza, crescono i figli a somiglianza di rampolli di olivo intorno al desco domestico (Ps., CXXVII, 3). Là regnano l'amore e il rispetto scambievole, là i figli sono attesi e ricevuti quali doni di Dio e quasi sacri depositi da custodire con trepida cura: là, se entrano il dolore e la prova, non vi portano la disperazione o la rivolta, ma la fiducia serena che, mentre attenua l'inevitabile sofferenza, ne fa il mezzo provvidenziale di purificazione e di merito. « Ecce sic benedicetur homo, qui timet Dominum » (PS., CXXVII, 4), ecco come sarà benedetto l'uomo che teme il Signore.

Questi frutti voi potete raccogliere solo nella famiglia cristiana, giacché, purtroppo, quando la famiglia viene dissacrata, allontanata da Dio e perciò privata della divina benedizione senza di cui nulla può prosperare, essa rimane scossa nella sua stessa base ed esposta a cadere, prima o poi, nel disfacimento e nella rovina, come una continua e dolorosa esperienza dimostra.

Tutte queste cose voi le sapete, dilettissimi figli, e perciò siete venuti a domandare e ricevere la benedizione del Vicario di Cristo : in questa benedizione voi vedete come è rinnovata e confermata quella che avete sentito discendere dal cielo sopra di voi il giorno delle vostre recenti nozze, e da essa attendete ulteriori energie e nuovi aiuti per dare alle vostre famiglie quel carattere profonda-mente cristiano che è garanzia di virtù e di santità.

Volgendo il vostro pensiero alla casa che vi vide nascere, ai volti cari che primi incontraste nella vostra fanciullezza, e di là risalendo gli anni e le vicende della vita, quanto di buono trovate in voi, sentite di doverlo in tanta parte ad un padre saggio, ad una madre virtuosa, ad una famiglia cristiana. Di questi sentimenti di riconoscenza che provate vivi e sinceri verso il Signore e verso quei genitori che furono fedeli alla loro missione, ci piace di trarre l'augurio che tali siano le vostre nuove famiglie sulle quali imploriamo con paterno affetto le celesti benedizioni.

Alla pietà dei novelli sposi che vogliono santificati gli inizi della loro vita coniugale con la benedizione del Vicario di Gesù Cristo, si associa la pietà dei Nostri buoni figli di Terni, che sotto la guida del loro zelante Pastore — pronto alle belle iniziative come alla eloquente parola — chiedono al Padre comune di voler consacrare con la sua benedizione il loro devoto pellegrinaggio al Santuario di Pompei.

Se gradita è ad essi la breve sosta di Roma, che dà loro il conforto di prostrarsi dinanzi alle tombe dei Principi degli Apostoli, non meno gradita è per Noi questa visita nella circostanza che le dà motivo. Essa permette alla Nostra particolare pietà verso la Vergine benedetta di essere come presenti in mezzo a loro in questo tenero omaggio alla Madre celeste, e di portare ai suoi piedi, con la maggior fiducia che viene dalla Fede di tutti, le loro e le Nostre intenzioni.

Sì, Ci è caro, diletti figli, far Nostri i vostri intimi desideri, i vostri segreti dolori, le vostre ardenti speranze; e con affetto di Padre presentare tutto questo a Dio per le mani della comune Avvocata Nostra. Col cuore che non conosce le distanze, Noi siamo con voi per raccomandare a Lei le vostre persone, le vostre famiglie, la vostra città. Per ciascuno di voi chiediamo sopra tutto la grazia inestimabile di una fervorosa vita cristiana, coerente ai principi che professate, e quindi luminosa di virtù evangeliche agli occhi del mondo. Per le vostre famiglie chiediamo l'unione e la concordia che sono frutto di mutua comprensione, di sincera umiltà e mansuetudine, di frequenti volonterosi sacrifizi del proprio io e dei propri interessi.

Per la vostra città, — laboriosa e insonne — chiediamo la gloria di poter mettere sempre le sue molteplici attività industriali a servizio delle opere di civiltà e di pace.

Per tutti chiediamo a Dio, per intercessione della Vergine, il dono di quel vivo sentimento religioso, di quella fede desta e operosa che sono per gli individui, per le famiglie, per i popoli i primi fattori di elevazione morale, di civiltà vera, di grandezza non apparente; e portano con sé tutti e sempre (anche nei mali della vita) il segreto della felicità.

Mentre però Ci è grato esprimere tali paterni voti e suppliche per i Nostri diletti pellegrini di Pompei, da parte Nostra abbiamo un messaggio da affidare ad essi nella loro pia peregrinazione. Anche Noi, — voi non l'ignorate — abbiamo dolori, desideri, speranze che toccano non tanto la Nostra persona, quanto la Nostra grande famiglia cristiana, anzi tutta l'umana famiglia (poiché per tutti è morto il Signore) : dolori per i quali diamo compimento nella Chiesa a. quello che rimane dei patimenti di Cristo; — desideri che sono quelli di tutti i buoni, anzi di tutta l'umanità sana; — speranze che sono fondate in Dio assai più che negli uomini.

Di questi bisogni e sentimenti Noi vi vogliamo fedeli messaggeri presso l'Ausiliatrice dei Cristiani, pienamente fiduciosi in Colei che sotto i segni del Rosario ottenne già al popolo di Dio di trionfare dei suoi nemici. Ottenga essa, la celeste Regina, ai suoi devoti clienti, anzi a tutti gli uomini, di trionfare di se stessi, e vincitori delle proprie cupidigie, passioni e ambizioni ritrovare, o trovare finalmente, la scambievole fiducia, il senso della moderazione, l'inestimabile benefizio della Pace.

Con questi auguri Noi vi ringraziamo della vostra visita e più ancora delle preghiere che farete per Noi nel vostro pellegrinaggio pompeiano. E anticipando con voi la letizia di cui certamente vi riempirà la vostra visita alla Vergine del Rosario, impartiamo di cuore al diletto Nostro Fratello e vostro Pastore, a voi tutti singolarmente e alle vostre famiglie, ai vostri lavori e alle intraprese l'Apostolica Benedizione.

Rivolgendosi poi al gruppo dei sacerdoti dell'Archidiocesi di Milano, il Sommo Pontefice si compiaceva di pronunciare paterne parole di esortazione :

Ed eccoCi a Voi, cari veterani del sacerdozio, che i venticinque anni, che i quarant'anni della vostra sacra ordinazione fanno pensosi del passato, pensosi dell'avvenire, e se richiamano alla mente di ciascuno i lieti e mesti ricordi, invitano sopra tutto ad una più seria visione dei vostri ardui doveri e delle vostre responsabilità innanzi a Dio e agli uomini.

È una data, la vostra, — che è anche la Nostra — in cui più che la festa s'impone il raccoglimento dello spirito; e nel raccoglimento ecco salire dal profondo della vostra memoria, oh, quante e quali ammonitrici parole! Questa per esempio : «nemo militans Deo implicat se negotiis saecularibus, ut ei placeat, cui se probavit» (II Tim., Il, 4) — e questa altra dello stesso Apostolo nella stessa Lettera : «Admoneo te ut resuscites gratiam Dei, quae est in te per impositionem manuum mearum» (ib., I, 6). E ancora: «Noli negligere gratiam quae in te est...— Attende tibi et doctrinae, insta in illis; hoc enim faciens, et teipsum salvum facies, et eos, qui te audiunt» (I Tim., IV, 14-16).

Beati voi, figli diletti, se a questi squilli di diana, la vostra coscienza non ha oggi che liete reazioni! e ad ogni modo, beati se — qualunque questa reazione debba essere — le citate parole dell'Apostolo, ed altre ancora, susciteranno in voi, nella data del vostro venticinquesimo, del vostro quarantesimo della prima Messa, propositi di più ardente tenore di vita sacerdotale, intensa di fede operosa, in: carità, in apostolato, in dedizione, in sacrificio, cosicché più nulla si perda del vostro sacerdozio, nell'ultima e più solenne parte della sua ascesa.

In questa possiate voi godere ogni giorno i santi entusiasmi delle vostre sacerdotali primizie! Possiate voi sentirvi sempre e finti all'ultim'ora, preti, giovani di cuore, maturi nello spirito, ardenti di buon volere! Quale più gran premio per il sacerdote di Gesù Cristo per poter dire l'ultimo giorno: «Bonum certamen certavi, cursum consummavi, fidem servavi!» (II Tim., IV, 7).

Perché questo premio, unico, inestimabile, sia a tutti voi riservato, Noi innalziamo qui con voi voti e preghiere al Signore, mentre con effusione di cuore vi impartiamo a tutti — come altresì ai vostri cari, alle anime a voi affidate — l'Apostolica Benedizione.

Queremos ahora dirigir un saludo especialmente cordial a los amados hijos e hijas que Nuestro venerable y estimadísimo hermano, el Obispo de Puerto Montt, ha conducido hasta Nos desde el lejano Chile. Venís efectivamente de lejanas tierras, hijos queridísimos; pero podíamos decir con razón que cuanto más lejos está vuestra patria, tanto es mayor Nuestra alegría de poderos saludar en esta casa del Padre común.

Para vosotros, y para todos los hijos de la Iglesia católica en Chile, tenemos hoy una palabra de especial exhortación: reconoced la importancia y la seriedad que el momento presente tiene en la vida religiosa y en la verdadera felicidad de vuestro pueblo. Mantened firme e incólume vuestra fe católica y vuestra unión, llevándolas a la vida práctica hasta en sus últimas consecuencias, aún en aquellas que se refieren a la vida social y pública. Asegurad a vuestra juventud las escuelas católicas. Y cuando se trata de remediar las miserias de los pobres y de abrir el camino a la justicia y a la caridad, señalaos entre todos como los primeros, los primeros en espíritu de iniciativa y en espíritu de sacrificio. Ese es el camino que os han mostrado Nuestros antecesores, desde que consumada apenas vuestra independencia política, fuisteis la primera República de habla española que se acercó al trono de Pío VII de santa memoria. A vosotros os toca ahora llevar a la práctica en Chile esos consejos. Así os libraréis vosotros y libraréis a vuestro pueblo de las falsas máximas que el error esparce, y conseguiréis volver al buen redil a los ya extraviados.

Nuestras esperanzas, Nuestro amor y Nuestras plegarias siguen muy de cerca las vicisitudes de la Iglesia católica chilena. Queremos hoy ponerla a ella y poneros a vosotros bajo la protección maternal y poderosa de la Virgen Inmaculada. Y a vosotros, a todos los que vosotros lleváis en la mente y en el corazón, y a todo el pueblo chileno a Nos tan querido, os damos de lo más íntimo del corazón, como prenda de la virtud, del amor y la gracia de N. Señor Jesucristo, la Bendición Apostólica.

Dopo aver parlato in lingua spagnola ai pellegrini cileni, l'Augusto Pontefice si compiaceva dare ai numerosi fedeli di lingua tedesca presenti alla udienza un paterno ed affettuoso saluto nel loro stesso idioma, felicitandoli per il loro costante e fattivo attaccamento alla fede cattolica ed auspicando speciali frutti di vita sempre più intensamente cristiana e le migliori ricompense celesti dall'atto di filiale ossequio verso la Santa Chiesa e il Vicario di Gesù Cristo, da essi con tanta devozione compiuto.


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, I,
  Primo anno di Pontificato, 2 marzo 1939 - 1° marzo 1940, pp. 247-251
  Tipografia Poliglotta Vaticana

 

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