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PIO XII
UDIENZA GENERALE*
Mercoledì, 6 dicembre
1939
La castità coniugale
Recentemente uniti da sacre promesse, cui corrispondono nuovi e
gravi doveri, voi siete venuti, o diletti sposi novelli, presso il Padre comune
dei fedeli, per ricevere le sue esortazioni e la sua benedizione. E Noi vorremmo
indirizzare oggi i vostri sguardi verso la dolcissima Vergine Maria, di cui la
Chiesa domani l'altro celebrerà la festa sotto il titolo della Immacolata
Concezione, titolo soavissimo, preludio di tutte le altre sue glorie, anzi
privilegio unico, a tal punto che esso sembra quasi identificato colla sua
stessa persona: « Io sono », Ella disse a santa Bernardetta nella grotta di
Massabielle « Io sono la Immacolata Concezione! ».
Un'anima immacolata! Chi di voi, almeno nei suoi migliori
momenti, non ha desiderato di esserlo? Chi non ama ciò che è puro e senza
macchia? Chi non ammira la bianchezza dei gigli che si specchiano nel cristallo
di un limpido lago o le cime nevose che riflettono l'azzurro del firmamento? Chi
non invidia l'anima candida di un'Agnese, di un Luigi Gonzaga, di una Teresa del
Bambino Gesù?
L'uomo e la donna erano immacolati, allorché uscirono dalle mani
creatrici di Dio. Macchiati poi dal peccato, dovettero cominciare, col
sacrificio espiatorio di vittime senza macchia, l'opera della purificazione, che
rese efficacemente redentrice solo il « sangue prezioso di Cristo, come di
agnello immacolato e incontaminato » (I Petr., I, 19). E Gesù Cristo, per
continuare l'opera sua, volle che la Chiesa, sua mistica Sposa, fosse « senza
macchia né ruga . . ., ma santa ed immacolata »
(Eph., V, 27). Ora tale è appunto. o cari giovani sposi. il modello che
il grande Apostolo S. Paolo vi propone: «Uomini », egli ammonisce, «amate le
vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa » (Eph., V, 25),
perché ciò che fa la grandezza del sacramento del matrimonio è il suo rapporto
all'unione di Cristo e della Chiesa (Eph., III, 32).
Forse voi penserete che la idea di una purezza senza macchia si
applica esclusivamente alla verginità, ideale sublime a cui Dio chiama non tutti
i cristiani, ma soltanto delle anime elette. Queste anime voi le conoscete, ma,
pur ammirandole, non avete creduto che tale fosse la vocazione vostra. Senza
tendere alle sommità della rinunzia totale alle gioie terrestri, voi, seguendo
la via ordinaria dei comandamenti, avete la legittima brama di vedervi
circondati da una gloriosa corona di figli, frutto della vostra unione. Eppure
lo stato matrimoniale, voluto da Dio per il comune degli uomini, può e deve
avere anch'esso la sua purezza senza macchia.
È immacolato dinanzi a Dio chiunque compia con fedeltà e senza
debolezza gli obblighi del proprio stato. Dio non chiama tutti i suoi figli allo
stato di perfezione, ma in vita ciascuno di essi alla perfezione del suo stato:
«Siate perfetti» diceva Gesù «come è perfetto il vostro Padre celeste» (Matth.,
V, 48). I doveri della castità coniugale voi li conoscete. Essi esigono un
coraggio reale, talvolta eroico, e una fiducia filiale nella Provvidenza; ma la
grazia del sacramento vi è stata data appunto per far fronte a questi doveri.
Non vi lasciate dunque sviare da pretesti pur troppa in voga e da esempi
disgraziatamente troppo frequenti.
Ascoltate piuttosto i consigli dell'angelo Raffaele al giovane
Tobia, esitante a prendere per moglie la virtuosa Sara: «Ascoltami, e io ti
insegnerò chi sono coloro sui quali il demonio ha del potere : sono quelli che
abbracciano il matrimonio scacciando Dio da sé e dalla loro mente » (Tob.,
VI, 16-17). E Tobia, illuminato da questa angelica esortazione, disse alla sua
giovane sposa: « Noi siamo figli dei santi, e non possiamo unirci come i
Gentili, che non conoscono Dio » (Tob., VIII, S). Non dimenticate mai che
l'amore cristiano ha uno scopo ben più alto che non sia quello di una fuggitiva
soddisfazione.
Ascoltate infine la voce della vostra coscienza, che vi ripete
interiormente l'ordine dato da Dio alla prima coppia umana: « Crescete e
moltiplicatevi » (Gen., I, 22). Allora, secondo la espressione di S.
Paolo, « il matrimonio sarà in tutto onorato e il talamo senza macchia» (Hebr.,
XIII, q.). Domandate questa grazia speciale alla Vergine Santa nel giorno della
Sua prossima festa.
Tanto più perché Maria fu immacolata fin dalla sua concezione,
per divenire degnamente Madre del Salvatore. Perciò la Chiesa così prega nella
sua Liturgia, in cui risuona l'eco dei suoi dogmi: « O Dio, che per la
Immacolata Concezione della Vergine preparasti al tuo Figlio una dimora degna di
lui . . .» (Orat. in festo Immac. Conc. B. V. M.). Questa Vergine
immacolata, divenuta Madre per un altro unico e divino privilegio, può dunque
comprendere e i vostri desideri di purità interna e la vostra aspirazione alle
gioie della famiglia. Più la vostra unione sarà santa e esente da peccato, più
Iddio e la sua purissima Madre vi benediranno, fino al giorno in cui la Bontà
suprema adunerà per sempre nel cielo quelli che si saranno in questo mondo amati
cristianamente.
Con tale augurio e come pegno dei più abbondanti favori divini,
Noi vi impartiamo di cuore, o diletti sposi novelli, come a tutti gli altri
fedeli qui presenti, la Benedizione Apostolica.
*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, I, Primo
anno di Pontificato, 2 marzo 1939 - 1° marzo 1940, pp. 413-415 Tipografia Poliglotta Vaticana
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