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PIO XII LETTERA ENCICLICA
INGRUENTIUM MALORUM
(1)
LA RECITA DEL ROSARIO MARIANO
Fin da quando siamo stati elevati alla
suprema cattedra di Pietro, per disegno della divina Provvidenza, alla vista
dei mali che avanzavano, non abbiamo mai cessato di affidare al validissimo
patrocinio della Madre di Dio le sorti dell'umana famiglia, e a questo
scopo, come ben sapete, più volte, abbiamo scritto lettere di esortazione.
Vi è noto, venerabili fratelli, con quanto zelo e con quanta spontaneità e
unanimità di consensi il popolo cristiano abbia risposto dappertutto ai
Nostri inviti. Lo hanno magnificamente attestato ripetute volte grandiosi
spettacoli di devozione e di amore verso l'augusta Regina del Cielo, e sopra
tutto quella manifestazione di universale letizia che i Nostri occhi
medesimi poterono in qualche maniera contemplare, quando lo scorso anno
dalla Piazza S. Pietro, circondati da una moltitudine immensa di fedeli,
abbiamo solennemente proclamato l'assunzione in corpo e anima di Maria
vergine in Cielo.
Se il ricordo di queste cose torna a Noi gradito e Ci
conforta a sperare fermamente nella misericordia divina, al presente,
tuttavia, non mancano motivi di profonda tristezza che tengono in ansia e
addolorano il Nostro animo paterno. Conoscete, infatti, venerabili fratelli, le veramente tristi
condizioni dei nostri tempi. L'unione fraterna delle nazioni, da tanto tempo
infranta, non è stata ancora dappertutto ristabilita, ma da ogni parte
vediamo gli animi sconvolti dall'odio e dalle rivalità, e incombono ancora
sopra i popoli minacce di nuovi sanguinosi conflitti. A ciò si aggiunge
quella violentissima tempesta di persecuzioni, che già da lungo tempo
infierisce contro la chiesa, privata della sua libertà, affliggendola assai
duramente con calunnie e angustie di ogni genere, facendo scorrere talvolta
anche sangue di martiri. A quali e quante insidie vediamo sottoposte le
anime di molti Nostri figli in quelle regioni, perché rigettino la fede dei
loro padri, e spezzino con somma loro sventura il vincolo di unione che li
lega a questa sede apostolica! Né infine possiamo in alcuna maniera passare
sotto silenzio un nuovo misfatto, intorno al quale, con immenso dolore,
desideriamo vivamente richiamare non solo la vostra attenzione, ma pure
quella di tutto il clero, dei singoli genitori e delle stesse pubbliche
autorità: Ci riferiamo a quella iniqua campagna che gli empi conducono a
danno della candida innocenza dei fanciulli. Neppure l'età innocente è stata
risparmiata, ma si osa, purtroppo, strappare con gesto temerario persino i
fiori più belli nel mistico giardino della chiesa, che formano la
meravigliosa speranza della religione e della società. Se a ciò si rifletta,
non deve destare molta meraviglia il fatto, che tanti popoli gemano sotto il
peso dei divini castighi, e vivano sotto l'incubo di calamità ancora
maggiori. Tuttavia la considerazione di uno stato di cose tanto
gravido di pericoli non deve abbattere il vostro animo, venerabili fratelli;
memori, invece, di quel divino insegnamento: «Chiedete e vi sarà dato,
cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Lc 11, 9), con
maggiore fiducia vogliate innalzare spontaneamente i vostri cuori verso la
Madre di Dio, cui sentì sempre il bisogno di ricorrere il popolo cristiano
nell'ora del pericolo, giacché ella «è stata costituita causa di salvezza
per tutto il genere umano»(2) Per tale motivo con gioiosa attesa e ravvivata speranza
guardiamo al prossimo ritorno del mese di ottobre, durante il quale i fedeli
sogliono accorrere con maggiore frequenza alle chiese, per innalzare le loro
suppliche a Maria per mezzo del santo rosario. Questa preghiera, venerabili
fratelli, desideriamo sia fatta quest'anno con maggiore fervore di animo
come è richiesto dall'aggravarsi delle necessità. Ci è ben nota, infatti, la
sua potente efficacia per ottenere l'aiuto materno della Vergine. Benché non
vi sia certamente un unico modo di pregare per poter conseguire questo
aiuto, tuttavia Noi stimiamo che il rosario mariano sia il mezzo più
conveniente ed efficace, come del resto viene chiaramente suggerito
dall'origine stessa, più divina che umana, di questa pratica e dalla sua
intima natura. Che cosa infatti di più adatto e più bello dell'orazione
domenicale e del saluto angelico, che formano come i fiori di cui
s'intreccia questa mistica corona? Aggiungendosi, inoltre, alle ripetute
preghiere vocali la meditazione dei sacri misteri, ne deriva l'altro
grandissimo vantaggio, che tutti, anche i più semplici e i meno istruiti,
hanno in ciò una maniera facile e pronta per alimentare e custodire la
propria fede. E invero, dalla meditazione frequente dei misteri, l'animo
attinge e insensibilmente assorbe la virtù che essi racchiudono, si accende
straordinariamente alla speranza dei beni immortali, e viene fortemente e
soavemente spronato a seguire il sentiero battuto da Cristo medesimo e dalla
sua Madre. La recita stessa di formule identiche tante volte ripetute,
nonché rendere questa preghiera sterile e noiosa, quale mirabile virtù,
invece, possiede, come si può sperimentare, per infondere fiducia in chi
prega e fare dolce violenza al cuore materno di Maria! Adoperatevi, dunque, venerabili fratelli, con particolare
sollecitudine, perché i fedeli, in occasione del prossimo mese di ottobre,
possano compiere questo fruttuoso ufficio con la maggior diligenza
possibile, e il santo rosario sia da essi sempre più convenientemente
stimato e diffusamente praticato. Per opera vostra principalmente il popolo
cristiano possa comprenderne l'eccellenza, il valore e la salutare
efficacia. Ma soprattutto Noi desideriamo che in seno alla famiglia sia
dappertutto diffusa la consuetudine del santo rosario, religiosamente
custodita e sempre più sviluppata. Invano, infatti, si cerca di portare
rimedio alle sorti vacillanti della vita civile, se la società domestica,
principio e fondamento dell'umano consorzio non sarà diligentemente
ricondotta alle norme dell'evangelo. A svolgere un compito così arduo, Noi
affermiamo che la recita del santo rosario in famiglia è mezzo quanto mai
efficace. Quale spettacolo soave e a Dio sommamente gradito, quando, sul far
della sera, la casa cristiana risuona al frequente ripetersi delle lodi in
onore dell'augusta Regina del Cielo! Allora il rosario recitato in comune
aduna davanti all'immagine della Vergine, con una mirabile unione di cuori,
i genitori e i figli, che ritornano dal lavoro del giorno; li congiunge
piamente con gli assenti, coi trapassati; tutti infine li stringe, più
strettamente, con un dolcissimo vincolo di amore, alla Vergine santissima,
che, come madre amorosissima, verrà in mezzo allo stuolo dei suoi figli,
facendo discendere su di essi con abbondanza i doni della concordia e della
pace familiare. Allora la casa della famiglia cristiana, fatta simile a
quella di Nazaret, diventerà una terrestre dimora di santità e quasi un
tempio, dove il rosario mariano non solo sarà la preghiera particolare che
ogni giorno sale al cielo in odore di soavità, ma costituirà altresì una
scuola efficacissima di virtuosa vita cristiana. I grandi misteri della
redenzione, infatti, proposti alla loro contemplazione, col mettere sotto i
loro occhi i fulgidi esempi di Gesù e Maria, insegneranno ai grandi a
imitarli ogni giorno, a ricavare da essi conforto nelle avversità, e, dagli
stessi, verranno richiamati a umilmente volgersi verso quei celesti tesori
«dove non giunge ladro, né tignola consuma» (Lc 12, 33); porteranno,
inoltre, a conoscenza dei piccoli le principali verità della fede, facendo
quasi spontaneamente sbocciare nelle loro anime innocenti la carità verso
l'amorevolissimo Redentore, mentre essi, dietro il buon esempio dei loro
genitori genuflessi davanti alla maestà di Dio, fin dai teneri anni
impareranno quanto sia grande il valore della preghiera recitata in comune. Non esitiamo quindi ad affermare di nuovo pubblicamente che
grande è la speranza da Noi riposta nel santo rosario, per risanare i mali
che affliggono i nostri tempi. Non con la forza, non con le armi, non con la
umana potenza, ma con l'aiuto divino ottenuto per mezzo di questa preghiera,
forte come Davide con la sua fionda, la chiesa potrà affrontare impavida il
nemico infernale, ripetendo contro di lui le parole del pastore adolescente:
«Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con lo scudo: ma io vengo a te
nel nome del Signore degli eserciti ... e tutta questa moltitudine conoscerà
che il Signore non salva con la spada, né con la lancia» (1 Re 17,
44.49). Per la qual cosa vivamente desideriamo, venerabili fratelli,
che tutti i fedeli, dietro il vostro esempio e il vostro incitamento,
corrispondano con sollecitudine alle Nostre paterne esortazioni, unendo
insieme i loro cuori e le loro voci, nello stesso ardore di carità. Se
aumentano i mali e gli assalti dei cattivi, deve parimenti crescere e
diventare sempre più vigoroso lo zelo di tutti i buoni; si sforzino costoro
di ottenere dalla nostra amorosissima Madre, specialmente per mezzo di
questa preghiera, senza dubbio a lei graditissima, che possano ritornare al
più presto tempi migliori per la chiesa e per la società. La potentissima Madre di Dio, mossa dalle preghiere di tanti
suoi figli, ci ottenga dal suo Unigenito Figlio - noi tutti la supplichiamo
- che coloro i quali hanno miseramente smarrito il sentiero della verità e
della virtù, rinnovati nel loro animo, possano ritrovarlo; ci ottenga, che
possano felicemente placarsi gli odi e le rivalità, fonti di discordia e di
ogni genere di sventura; che la pace, quella vera, giusta e genuina, torni
felicemente a risplendere sugli individui, sulle famiglie, sui popoli e
sulle nazioni; che finalmente, assicurati, com'è giusto, i diritti della
chiesa, quel benefico influsso che da essa deriva, penetrando senza ostacoli
nel cuore degli uomini, fra le classi sociali e le arterie stesse della vita
pubblica, congiunga fraternamente i popoli tra di loro e li conduca a quella
prosperità che regoli, difenda e coordini i diritti e i doveri di tutti,
senza ledere alcuno, affermandosi sempre maggiormente, per la vicendevole e
comune collaborazione. Non dimenticate, venerabili fratelli e diletti figli, mentre
pregando fate scorrere la corona del rosario fra le vostre mani, non
dimenticate, ripetiamo, coloro che languiscono miseramente in prigionia,
nelle carceri, nei campi di concentramento. Tra di essi si trovano, come
sapete, anche vescovi allontanati dalle loro sedi per avere eroicamente
difeso i sacrosanti diritti di Dio e della chiesa; si trovano figli, padri e
madri di famiglia, strappati dal focolare domestico e costretti a condurre
lontano una vita infelice in terre sconosciute, sotto altri climi. Come Noi
prediligiamo e circondiamo di un affetto paterno tutti costoro, così anche
voi, animati da quella carità fraterna che la religione cristiana alimenta e
accresce, insieme con le Nostre unite le vostre preghiere davanti all'altare
della Vergine Madre di Dio, e raccomandateli al suo cuore materno. Essa
senza dubbio, con dolcezza squisita, allevierà le loro sofferenze,
ravvivando nei cuori la speranza del premio eterno, e non mancherà ancora,
come fermamente confidiamo, di affrettare rapidamente la fine di tanti
dolori. Non dubitando che voi, venerabili fratelli, con lo zelo
ardente che vi è solito, porterete a conoscenza del vostro clero e del
vostro popolo, nella maniera che vi sembrerà più opportuna, queste Nostre
paterne esortazioni; così pure nella certezza che i Nostri figli, sparsi
ovunque sulla terra, corrisponderanno volentieri a questo Nostro invito, a
voi tutti, al gregge affidato a ciascuno di voi - a quelli in particolare
che specialmente reciteranno il rosario mariano secondo queste Nostre
intenzioni - come segno della Nostra riconoscenza, auspice di celesti
favori, con effusione di cuore impartiamo l'apostolica benedizione. Roma, presso San Pietro, 15 settembre, festa dei Sette
Dolori di Maria vergine, nell'anno 1951, XIII del Nostro pontificato.
PIO PP. XII
(1)
PIUS PP. XII, Epist. enc. Ingruentium malorum de mariali Rosario
octobri praesertim mense pie recitando, [Ad venerabiles Fratres Patriarchas,
Primates, Archiepiscopos, Episcopos aliosque locorum Ordinarios pacem et
communionem cum Apostolica Sede habentes], 15 septembris 1951: AAS
43(1951), pp. 577-582.
Invito a confidare nel patrocinio di Maria soprattutto nei
momenti più difficili. Gravi dissidi fra le nazioni, persecuzione della chiesa
in vari stati, insidie alla gioventù. Recita del rosario nel prossimo mese di
ottobre come potente mezzo per custodire la concordia in famiglia e per
alimentare le virtù cristiane, per implorare la pace fra i popoli, il rispetto
dei diritti della chiesa, il conforto dei perseguitati e dei sofferenti.
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