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RADIOMESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PIO XII
AI CATTOLICI DEGLI STATI UNITI D'AMERICA PER IL 50° ANNIVERSARIO DELLA
UNIVERSITÀ CATTOLICA DI WASHINGTON
Lunedì, 13 novembre 1939
Ai cattolici degli Stati Uniti d’America.
Le Nostre labbra si aprono verso di voi, diletti figli degli Stati
Uniti d’America; il Nostro cuore si dilata, per dirvi con quanto paterno affetto
Noi vogliamo esser presenti alle celebrazioni cinquantenarie della vostra bella
Università Cattolica.
Il Nostro compiacimento è tanto più profondo e personale,
in quanto Noi avemmo la sorte di veder coi Nostri occhi — sia pure per breve
tempo — l’opera mirabile da voi costruita a gloria di Dio e salute del vostro
paese.
Da quando, nel 1889, venne fondata dai Vescovi degli Stati Uniti, sotto
il Pontificato di quel grande mecenate degli studi che fu il Papa Leone XIII, la
vostra giovine Università si aggiunse, piena di vigore e di promesse, alla lunga
serie dei più gloriosi e antichi Atenei, e sul loro esempio, felicemente
aderendo alle pure tradizioni del pensiero cristiano, produsse tali ubertosi
frutti da meritarsi gli elogi del Nostro immediato Predecessore di f.m., come ad
un centro fecondo della cultura cattolica degli Stati Uniti.
Noi siamo veramente
lieti di far Nostro quell’elogio, perché sia valido incoraggiamento, in tempi
così procellosi, a continuar con impegno l’onorifica ma ardua missione che è
negli scopi dell’Università.
Mai come oggi l’educazione giovanile cristiana ha
assunto più decisiva e vitale importanza, messa com’è di fronte agli errori
sconcertanti di un naturalismo e di un materialismo, che stanno precipitando il
mondo in guerre spaventose, a riprova della fallacia di una filosofia poggiata
su basi meramente umane.
Considerando l’aggravarsi di tanti mali, ci sarebbe da
perdersi d’animo, ove non ci soccorresse, tanto più sicura e consolante quanto
più vien meno la fiducia nel mondo, l’amabile Provvidenza di Dio.
Ma dopo Dio,
la Nostra speranza è largamente riposta nelle antiche e recenti istituzioni di
cultura cristiana, tra le quali tiene esemplarmente il suo posto la vostra
Università Cattolica, come quella che, tutta intesa al servizio della verità, sa
nel suo insegnamento far giustamente parte alla fisica e alla metafisica,
all’intelligenza e al cuore, al passato e al presente, alla ragione e alla
rivelazione.
Per tal modo, nell’austero raccoglimento delle vostre aule, alternando il silenzio della meditazione e dello studio con le voci della
preghiera, voi andrete preparando i giovani di domani ad essere — contro la
falsa scienza e le sue funeste conseguenze — i generosi assertori di quei
principii di civiltà, i quali, custoditi nel Vangelo di Cristo e infallibilmente
insegnati dalla Chiesa, sono davvero spirito e vita.
Dinanzi a queste rigogliose
promesse, i cattolici degli Stati Uniti, e quanti sono spiriti retti, non
possono non sentire il singolare significato che riveste oggi la loro già
benemerita Università, come non possono non pensare che essa è affidata, per i
suoi migliori successi, al loro cuore, alle loro preghiere, al loro aiuto. Essa
— come pure gli altri rinomati Atenei cattolici degli Stati Uniti d’America — è
la loro gloria nel presente, il loro presidio per l’avvenire.
Quanto a Noi,
mentre formuliamo per il suo più grande incremento i più caldi voti del Nostro
animo paterno, invocando su di essa l’abbondanza dei divini favori, benediciamo
di gran cuore all’Episcopato degli Stati Uniti — del cui illuminato zelo è
bellissimo frutto l’Università — ai Professori, agli alunni e a tutto il popolo
fedele e particolarmente a quanti in qualsiasi modo gioveranno al più stabile e
fecondo rigoglio della provvida Istituzione.
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