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DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
AI SACERDOTI E AI FEDELI DELLA
DIOCESI SUBURBICARIA DI VELLETRI*

Sabato, 23 settembre 1944

 

Nel rimirarvi oggi presso di Noi, diletti figli, Ci è caro di pensare che la Ssma Vergine delle Grazie, Patrona principale della città e della diocesi di Velletri, vi abbia ispirato ella stessa il desiderio di riunirvi qui intorno a lei, prima di ricondurla nella sua secolare dimora. Voi non avreste potuto trovare una maniera più delicata di attestarCi la vostra gratitudine. Nelle vostre persone Noi vediamo in questo momento tutta la diocesi, con lo zelante Vescovo Ausiliare e coi suoi solerti Parroci, e ciascun Comune, degnamente rappresentato dal proprio Sindaco e dai notabili del luogo.

Quando, sotto la violenza della bufera micidiale e devastatrice, voi doveste abbandonare la terra nativa, la vostra sollecitudine filiale volle mettere al sicuro l'immagine della Madre amatissima. E dove avrebbe ella potuto avere un asilo più dolce al suo cuore, che nella casa la quale porta il nome del suo Figlio divino, nella venerabile Chiesa del Gesù? Là era a voi di conforto l'andare a salutarla, a confidarle le vostre angosce e le vostre pene, a manifestarle le vostre speranze, a domandarle consiglio, a sottometterle i vostri buoni propositi. L'esilio è sempre doloroso, specialmente quando si è dovuto lasciare il focolare domestico con tutto ciò che si possedeva, con tutti i ricordi accumulati forse attraverso tante generazioni; ma come la pena è alleviata, quando si ha con sé la madre e si può, nonostante tutto, adunarsi intorno a lei!

Ed ecco che l'ora del ritorno della venerata effigie è sonata. Ritorno ansiosamente atteso, ma la cui gioia è offuscata dal pensiero di tante rovine della vostra vetusta città. Dinanzi a uno spettacolo così desolante, chi oserebbe mai rimproverare ai cuori di sentirsi stringere, agli occhi di bagnarsi di lagrime? Tuttavia, una volta pagato il giusto tributo di doloroso rimpianto ai vestigi di un passato irreparabilmente perduto, e senza cessar di soccorrere coi vostri suffragi tanti cari defunti, il vostro dovere è di risollevarvi al più presto per continuare coraggiosamente il già iniziato lavoro di ricostruzione, per riprendere l'opera lasciatavi in retaggio da coloro che sono caduti.

Ma non soltanto le case di pietra e di cemento debbono essere rialzate, bensì anche tutto l'edificio spirituale, morale e sociale. Promuovere questa ricostruzione è la nobile missione propria di voi, pastori di anime, e di voi, cui è affidata l'amministrazione dei Comuni. Noi ben sappiamo che non vi fa difetto il buon volere di adempirla, mentre la vostra presenza qui è una testimonianza eloquente della vostra fede, che mette l'azione vostra sotto la protezione di Dio e della celeste Patrona.

Nell'opera di riedificazione materiale Noi non possiamo che lodare e incoraggiare il proposito di coloro, i quali, pur desiderosi di far rivivere le linee e le forme simboliche ed estetiche di un passato rimasto caro, intendono di applicare alle nuove costruzioni e riparazioni i perfezionati metodi della tecnica moderna.

Nell'opera di rinnovamento spirituale, morale e sociale, a più forte ragione importa che, riannodando la catena troppo spesso interrotta delle sante tradizioni religiose e familiari, si prepari con un lodevole senso di progresso un avvenire migliore e più sano, una famiglia più fermamente fedele alla legge di Dio, una società più fraterna, più onesta, più giusta, in una parola più veramente e profondamente cristiana.

L'impresa è ben ardua; come difficile sarebbe quella di ricostituire un focolare domestico devastato, se lo sguardo della madre di famiglia non vigilasse, se ella non fosse là per aiutare gli altri coi suoi avvertimenti e con la sua attività, per rianimarli col suo sorriso, per abbellire tutte le cose con quei fini accorgimenti, che solo il cuore materno conosce e che rendono gaia anche la più povera dimora.

Non altrimenti, anzi con tanto più amorosa cura, quanto più efficace è il suo patrocinio, la Madre delle Grazie, riprendendo il suo posto nell'antica Cappella, ove tante fronti si curvarono ed alcuni fra gli stessi Romani Pontefici piamente la venerarono, presiederà alla risurrezione della vostra martoriata famiglia diocesana. E sul duro lavoro, che voi dovrete sostenere, ella farà discendere le benedizioni del Cielo ; ispirerà a tutti fiducia e coraggio ; il suo sorriso verginale farà fiorire sul volto delle spose e delle fanciulle cristiane una purezza, una modestia più delicata; la sua tenera mano guarirà le ferite ancor sanguinanti per tanti lutti e tante distruzioni; il suo sguardo pieno di bontà farà struggere al calore della carità tutto ciò che, dopo tante pene insieme sopportate, potrebbe rimanere ancora di discordie tra concittadini, di rancori tra fratelli, di glaciale freddezza e di odio tra le classi.

Tali sono le grazie, che Noi domandiamo fervorosamente per voi, nella ferma speranza che sotto il presidio e col soccorso della potentissima Madre di Dio coteste care popolazioni usciranno dalla prova elevate e santificate; mentre con tutta la effusione del Nostro cuore impartiamo a voi e alle vostre famiglie, al vostro e Nostro carissimo Cardinale Vescovo, al suo degno Ausiliare qui presente, al Clero, al popolo tutto, la Nostra paterna Apostolica Benedizione, pegno ed auspicio di conforto, di prosperità e di pace.


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, VI,
  Quinto anno di Pontificato, 2 marzo 1944 - 1° marzo 1945, pp. 143-145
  Tipografia Poliglotta Vaticana

 

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