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DISCORSO DI SUA SANTITÀ
PIO XII AI CONTERRANEI DI SAN VENCESLAO RESIDENTI IN ROMA*
Giovedì, 28
settembre 1944
Dopo di avere, diletti figli e figlie, assistito questa mattina stessa nella
Patriarcale Basilica Vaticana, santuario comune di tutti i popoli e di tutti i
tempi, al S. Sacrificio della Messa celebrata all'altare di S. Venceslao, in
memoria del suo cruento martirio, voi siete venuti presso di Noi, per portarci
il vostro omaggio, per attestare la incrollabile vostra fedeltà alla Chiesa di
Cristo, la vostra filiale devozione alla Sede di Pietro.
Senza dubbio, già prima, anno per anno, voi avete reso al santo Duca e
Martire il tributo della vostra venerazione e avete invocato il suo patrocinio
per i vostri connazionali, ai quali Noi stessi siamo stati sempre vicini
specialmente nelle loro sofferenze. Ma oggi, dominati come siete dal pensiero
della importanza capitale dell'ora presente e del prossimo avvenire per la sorte
delle vostre terre, con quanto maggior fervore — ne siamo sicuri voi avete
elevato a lui la vostra preghiera supplichevole!
Terre benedette le vostre! terre che la natura ha ornato di una bellezza
multiforme, dai fertili campi dell'Elba e della Moldava sino ai maestosi
massicci degli Alti Tatra; terre feconde che innalzano verso il cielo l'opulenza
delle loro selve e nascondono nelle loro viscere i preziosi tesori del suolo;
terre abitate da genti sobrie e laboriose, la cui cultura non ha perduto il
contatto con la natura e col sentimento popolare! Lunga e piena di vicissitudini
è la loro storia. Se essa sembra aver toccato l'apice della grandezza verso
l'anno 1350, al tempo dell'Imperatore Carlo IV, quando Praga, la « Zlatá
Praha », l'« aurea Praga », era il centro della civiltà europea; l'era, in
cui noi viviamo, non è per voi meno ricca di eventi, sereni e luminosi od
angosciosi ed oscuri, e di svolgimenti, dei quali attendete con ansia l'esito
definitivo.
Noi accompagnamo i vostri timori e le vostre speranze coi Nostri intimi voti
paterni. Possano le prossime deliberazioni portare a voi sicurezza esteriore e
all'interno vera pace, una pace fondata sul principio, apertamente professato e
lealmente praticato, della eguaglianza dei diritti per tutti.
La vita e la morte di S. Venceslao sollevano varie questioni, che la indagine
storica non ha fino ad oggi intera mente chiarite (cfr. Propylaeum ad Acta
SS. Dec. - Martyr. Rom., 1940, pag. 421 sg.). Un fatto tuttavia è
certo: che egli cadde nella lotta per la fede del suo popolo; quella fede
cattolica romana che fu insegnata ai vostri antenati da generosi Apostoli,
venuti sia dall'Oriente, come Cirillo e Metodio, che dall'Occidente germanico.
Dare al suo potere e al suo territorio una impronta cristiana: tale fu
l'intento e il proposito, che animò lo spirito del Santo. Martire invitto, egli
continuò a vivere nella memoria dei fedeli, come simbolo ed eroe della
concezione cristiana dello Stato, e anche voi volgete a lui ora lo sguardo e lo
invocate per confidargli il vostro avvenire. Egli, che vi ha protetti nel
passato, quando i più gravi pericoli minacciavano la vostra fede, non vi
abbandonerà nel momento presente e nel futuro.
Innalzate a lui le vostre grandi suppliche : che egli conservi e rinvigorisca
la vita religiosa così fiorente in molti nelle vostre terre native; che egli
avvolga nella sua calda e fortificante aura di fede e di pietà i deboli e i
tiepidi; che per le preghiere di lui il Signore vi doni sacerdoti secondo il suo
cuore, i quali infondano nelle anime vostre e in quelle della vostra gioventù
solida virtù, santa purezza e soprattutto un grande amore verso Cristo; che,
cessato il turbine della guerra, vi sia dato di stabilire e modellare con piena
libertà ed indipendenza la vostra vita familiare, l'educazione dei vostri figli,
i vostri ordinamenti sociali e le vostre pubbliche istituzioni secondo i
principi, che i Nostri Predecessori e Noi stessi abbiamo potuto esporre al mondo
e che affondano le loro radici nello spirito e nella dottrina di Cristo.
Voi ben sapete quanto sia necessaria la grazia e l'assistenza divina perché
queste speranze, in mezzo a così procellose congiunture, possano avverarsi. Ma
il Signore è il re dei secoli; nelle sue mani sono i cuori dei reggitori dei
popoli. La potente intercessione della Madre di Dio, nelle vostre regioni tanto
venerata, e quella di S. Venceslao, vi ottengano dal Padre celeste ciò che la
Chiesa implora nella sua liturgia : « Concedi a noi, te ne preghiamo, o Signore: che l'andamento del mondo, conforme all'ordine tuo, proceda per noi nella
pace, e che la tua Chiesa si allieti di una devozione serena » (Domin. IV
post Pent. Oratio).
Con tale voto e come pegno dei più abbondanti favori celesti, impartiamo di
cuore a voi qui presenti, alle vostre famiglie e a tutti i vostri connazionali
la Nostra paterna Apostolica Benedizione.
*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, VI,
Quinto anno di Pontificato, 2 marzo 1944 - 1° marzo 1945, pp. 149-151
Tipografia Poliglotta Vaticana
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