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DISCORSO DI SUA SANTITÀ
PIO XII IN OCCASIONE DELLA DISTRIBUZIONE DI DONI NATALIZI AI BAMBINI
PROFUGHI NELLA PONTIFICIA UNIVERSITÀ
GREGORIANA*
Domenica, 25 dicembre 1944
Natale era già per voi, cari fanciulli, una festa di gioia,
intorno al bel presepio tutto illuminato delle vostre chiese, coi canti di
allegrezza; una festa che vi lasciava nel cuore l'immagine grandiosa di un
piccolo Gesù sorridente. Oggi, lontani dalla casa abbandonata, forse distrutta,
alla vista dei vostri genitori in lacrime, con nel cuore il ricordo dei cari
assenti, voi comprendete meglio quel che dovè essere il Natale del buon Dio, che
nel cielo regna sugli Angeli, ma sulla terra apparve come il più povero, il più
miserabile di tutti i bambini. Voi ora intendete, voi sentite più vivamente, ciò
che forse prima cantavate senza troppo riflettervi: « O Bambino mio divino, io
ti vedo qui a tremar . . . ». Guardatelo adesso, ascoltate le parole che vi dice
dolcemente nel fondo dei vostri cuori: Cari bambini, miei piccoli fratelli, io
ben so ciò che voi soffrite: è quel che io stesso soffrii, quando nacqui nella
grotta di Betlemme e la mia amantissima Madre mi pose in una mangiatoia. Ma
questo volli io stesso, e lo volli perché vi amo.
Ascoltate Gesù, guardate il presepio. È vero, nella culla, che
avete sotto gli occhi, molto più bella di quella di Betlemme, riposa un Bambino
di legno, una immagine di Gesù. Ma poc'anzi, sull'altare, è venuto Gesù stesso.
Nell'ostia santa è presente e nascosto Gesù, Io stesso Gesù del presepio, il
Gesù che disse : Lasciate che i piccoli vengano a me. E questo Gesù del
presepio, questo Gesù dell'altare, questo Gesù della Croce, questo Gesù del
Cielo, ha voluto anche restare in qualche maniera sensibile nella persona del
suo Vicario, che lo rappresenta sulla terra. Così nel nome di Lui Noi siamo
venuti a voi questa mattina di Natale, e vi portiamo con tutto il Nostro amore i
doni di Gesù. Cari bambini, Gesù ha voluto essere come voi, per salvarvi, per
consolarvi, ma anche per essere il vostro modello, perché lo amiate, se fosse
possibile, come Egli vi ama, perché vi studiate di imitarlo, di divenire come
Lui, buoni, puri, pii, obbedienti ai vostri genitori, come Egli stesso obbediva
alla Santissima Vergine e al suo Padre putativo S. Giuseppe. Egli ha pregato, ha
sofferto per salvare il mondo; pregando con Lui, offrendo con Lui le vostre
sofferenze, lavorerete anche con Lui, per il bene e la restaurazione di questo
tormentato e travagliato mondo, affinché, tornando a Gesù, da cui si era
infelicemente allontanato col peccato, con la impurità, con l'odio, con la
irreligione, ritrovi finalmente sollievo, conforto, riposo, carità e pace.
Con tale augurio, nel nome di Gesù, Noi impartiamo di cuore a
voi, alle vostre famiglie, così dolorosamente provate, a tutti i fanciulli del
mondo, che soffrono come voi, forse ancor più di voi, a tutte le caritatevoli
persone che si occupano di voi, a tutti i Nostri diletti figli e figlie qui
presenti, la Nostra paterna Apostolica Benedizione.
*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, VI,
Quinto anno di Pontificato, 2 marzo 1944 - 1° marzo 1945, pp. 255-256
Tipografia Poliglotta Vaticana
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