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Il Collegio Cardinalizio

Cenni biografici

[Aggiornamento: 21.02.2011]

 


Avviso: i cenni biografici sono soltanto uno strumento di lavoro ad uso giornalistico.


 

TUCCI Card. Roberto, S.I.

© Gregorz Galazka

 

 

Il Cardinale Roberto Tucci, S.I., è nato a Napoli (Italia) il 19 aprile 1921 da Mario e Eugenia Watt Lega, di confessione anglicana. Viene in contatto con la Compagnia di Gesù come membro della Congregazione mariana di San Luigi a Posillipo.

A quindici anni entra nel Noviziato della Compagnia di Gesù a Vico Equense (Napoli) e percorre quindi brillantemente il tradizionale corso di studi dell'Ordine: Maturità classica (1941); Licenza in Filosofia (Gallarate 1944), Laurea in Filosofia (Napoli 1947), Licenza in Teologia (Lovanio 1951). Il 24 agosto 1950 è ordinato sacerdote.

Dopo aver conseguito, presso la Pontificia Università Gregoriana, il Dottorato in Teologia, è destinato come Professore alla Facoltà Teologica San Luigi di Napoli dove insegna per due anni e, con altri professori, in qualità di Direttore, dà vita alla rivista: «Digest religioso» poi divenuta: «Rassegna di Teologia».

Nel 1956 viene chiamato a far parte del Collegio degli Scrittori della rivista «La Civiltà Cattolica» della quale tre anni dopo è nominato Direttore.

È questo il periodo nel quale, oltre alla Direzione della ben nota rivista dei Gesuiti italiani, alla quale dà nuovo impulso e maggior respiro internazionale, egli esplica una molteplice attività e svolge compiti di responsabilità sia in seno al suo Ordine sia in campo ecumenico, sia soprattutto in Organismi della Santa Sede.

Particolare importanza riveste il suo contributo ai lavori del Concilio Vaticano II. Già nella preparazione è stato membro della Commissione Preparatoria sull'Apostolato dei Laici. Durante il Concilio ha contribuito, in qualità di «peritus», alla redazione del Decreto sull'Apostolato dei Laici e alla Costituzione Pastorale sulla Chiesa nel mondo moderno.

Per tutta la durata della seconda, terza e quarta Sessione del Concilio, ha tenuto quotidianamente una conferenza per i giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede.

Dopo la chiusura del Concilio è stato membro della Commissione postconciliare per l'Apostolato dei Laici fino alla istituzione del «Consilium de Laicis». È stato Consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali dal 1965 al 1989, e a questo titolo è stato membro del comitato di redazione della Istruzione Pastorale sulla comunicazione sociale «Communio et progressio» nel suo stadio finale (1970-1971). Ha partecipato al Sinodo dei Vescovi del 1969 e del 1971 come membro del Centro Stampa ufficiale.

È stato Vice-presidente della Unione Cattolica della Stampa Italiana (UCSI) dal 1961 al 1982.

È stato consultore del Segretariato per l'Unità dei Cristiani dal 1973 al 1989.

Nel luglio 1968 è ospite e relatore della IV Assemblea del Consiglio Mondiale delle Chiese tenutasi a Uppsala in Svezia. Membro per parecchi anni del comitato di redazione della rivista teologica internazionale «Concilium», nel 1969 riceve il Premio giornalistico conferitogli dall'Associazione Cattolica della Stampa degli Stati Uniti «per l'articolo che nel 1968 ha maggiormente contribuito all'ecumenismo». Ha anche partecipato in qualità d'ospite alla V Assemblea del Consiglio Mondiale delle Chiese tenutosi nel novembre-dicembre 1975 a Nairobi, in Kenya.

Negli anni 1967-1969 è stato Segretario Generale della Provincia Italiana della Compagnia di Gesù. Ha partecipato alle Congregazioni Generali dell'Ordine XXI (1965-1966), XXXII (1974-1975) come membro eletto dalla Provincia Napoletana. Dal 1970 al 1975 è stato Consigliere ufficiale del Preposito Generale, Padre Pedro Arrupe, per l'ecumenismo. Ha inoltre partecipato alla XXXIII Congregazione Generale dei Gesuiti (1983) che ha eletto Generale dell'Ordine P. Peter-Hans Kolvenbach.

Ha ricevuto nel marzo 1966 la Laurea in Legge dalla Università di Notre Dame, Indiana (USA), in occasione del Congresso Internazionale lì tenuto su: «Le tematiche teologiche del Vaticano II».

Nel settembre del 1973 viene destinato alla Radio Vaticana dove succede come Direttore Generale al compianto Padre Giacomo Martegani S.I., che lascia l'incarico per motivi di salute.

La nomina costituisce già in sé stessa un significativo segnale del fatto che la Santa Sede e la Compagnia di Gesù concretamente intendano imprimere alla Radio Vaticana un dinamismo e una efficacia adeguati alle sue possibilità. Vengono valorizzate le risorse umane già esistenti e altre se ne aggiungono, il che accelera l'attuazione del piano di potenziamento deciso da Paolo VI nel 1966 con la ristrutturazione dell'Emittente e una distribuzione delle risorse finanziarie che privilegia la produzione editoriale. Nascono così nuovi programmi, sollecitati anche dall'ormai imminente Anno Santo del 1975: da uno di essi, un programma informativo in quattro lingue per i pellegrini, nasceranno i presupposti per quella svolta giornalistica che solo più tardi e non senza difficoltà porteranno «la Radio del Papa» a un livello di qualità informativa altamente professionale.

Nel frattempo anche la programmazione musicale avrà il suo sviluppo, contribuendo a diffondere della Radio Vaticana un'immagine più attraente per un pubblico meno vicino alla Chiesa. Sono anche gli anni di un parallelo potenziamento delle strutture tecniche, sia di produzione, sia di diffusione dei programmi.

Nel febbraio 1976 gli viene conferito il titolo di «Ufficiale della Legion d'Onore» della Repubblica francese. Dal 1977 al 1983 egli è anche Membro del Consiglio Direttivo della Università di Georgetown (Washington DC).

Con l'inizio del Pontificato di Giovanni Paolo II, la Radio Vaticana entra in una stagione che ne allarga il respiro fino ai confini di un mondo raggiunto fino allora con le onde hertziane e ormai percorso fisicamente, precedendo e seguendo le orme del Papa pellegrino.

In qualità di Direttore Generale della Radio Vaticana, accompagna Giovanni Paolo II fin dal primo viaggio apostolico, quello del 1979 in Messico. Lo accompagna, eccettuando solo quello in Francia del 1980 e quello in Austria del 1983, in tutti i suoi pellegrinaggi attraverso il mondo, ma dall'autunno del 1982 e fino al 2001  anche come organizzatore delle visite papali fuori d'Italia.

A lui, investito del nuovo impegnativo compito che lo consacra a uno degli aspetti più significativi e caratterizzanti del Pontificato di Giovanni Paolo II, viene, su sua richiesta, affiancato con funzioni di Vice-Direttore Generale, il Padre Pasquale Borgomeo S.I., che nel luglio 1985 gli succede come Direttore Generale della Radio Vaticana.

Il suo legame con la Radio è tuttavia rimasto costante, non solo in forza del mandato di presiedere il Comitato di Coordinamento dell'Emittente, divenuta a partire del 1° gennaio 1986 Amministrazione autonoma, ma soprattutto perché la Radio Vaticana ha messo fino a oggi a sua disposizione il suo capitale di uomini e di strumenti in una sinergia e in una unità d'intenti che si sono rivelate certo reciprocamente proficue, ma anche sommamente esemplari e preziose per la Radio del Papa.

Sono quindi comprensibili la gratitudine al Santo Padre, la gioia e la fierezza con le quali la Radio Vaticana, non meno della Compagnia di Gesù, ha accolto la sua elevazione alla porpora cardinalizia.

Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di Sant’Ignazio di Loyola a Campo Marzio, Diaconia elevata pro hac vice a Titolo presbiterale (21 febbraio 2011).

 


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