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Zone extraterritoriali vaticani

[Aggiornamento: 03.04.2001]


 

[Fonte: Mondo Vaticano - Passato e Presente a cura di Niccolò Del Re, 1995, Libreria Editrice Vaticana.]

[Bibliografia: A. Lazzarini, Notizie storiche su alcune zone extraterritoriali di Roma, in Ecclesia, 3 (1944), n. 3; E. Gallina, Il Vaticano è di tutti. Straordinari riconoscimenti internazionali della Città del Vaticano e dei Beni extraterritoriali, Città del Vaticano 1991.]

Oltre al territorio proprio dello Stato, la giurisdizione del Vaticano comprende alcuni altri edifici in Roma e fuori Roma, che godono del diritto della extraterritorialità e che nel loro insieme occupano una superficie di circa 700 mila metri quadrati. Tali immobili godono del privilegio della extraterritorialità e sono esenti da espropriazione e da tributi.

Tenuto conto altresì dei vari accordi sottoscritti al riguardo posteriormente tra la Santa Sede e l'Italia in date diverse, i beni extraterritoriali della Santa Sede in Roma sono attualmente:

1. il complesso di S. Giovanni in Laterano (Basilica, Palazzo Apostolico Lateranense con gli edifici annessi e la Scala Santa);
2. la Basilica di S. Maria Maggiore con gli edifici annessi;
3. la Basilica di S. Paolo fuori le Mura con gli edifici annessi;
4. il Palazzo della Cancelleria;
5. il Palazzo di Propaganda Fide, sede della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli;
6. il Palazzo di S. Callisto in Trastevere;
7. il Palazzo del Sant'Offizio ed adiacenze, sede della Congregazione della Dottrina della Fede (chiamata fino al 1965 Suprema Sacra Congregazione del Sant'Offizio);
8. il Palazzo dei Convertendi, sede della Congregazione per le Chiese Orientali;
9. il Palazzo Maffei o del Vicariato (già sede della Curia diocesana di Roma, che vi ha tuttora alcuni uffici);
10. il Palazzo delle Congregazioni ai Propilei;
11. il Palazzo Pio, dichiarato extraterritoriale nel 1979 (con esclusione tuttavia dei locali che ospitano attualmente l' Auditorium) in sostituzione del Palazzo della Dataria, non più di proprietà della Santa Sede;
12. il Pontificio Seminario Romano Minore;
13. gli immobili sul Gianicolo (Pontificio Collegio Pio Romeno, Pontificio Collegio Ucraino di S. Giosafat, Pontificio Collegio Americano del Nord, Ospedale del Bambino Gesù, Chiesa di S. Onofrio e Convento, Pontificio Università Urbaniana, Area dei Servizi Tecnici della Santa Sede, Collegio Internazionale S. Monica, Curia Generalizia della Compagnia di Gesù, Istituto di Maria Bambina, Chiesa dei Ss. Michele e Magno, Edificio delle Suore Calasanziane, Casa delle Suore dell'Addolorata, Immobili su Borgo Santo Spirito contigui alla Curia dei Gesuiti).

Al pari dell'intera Città del Vaticano, anche tutti i beni extraterritoriali della Santa Sede in Roma (eccettuato il Seminario Romano Minore) sono iscritti nella lista del patrimonio mondiale, sia per il loro valore individuale e sia perché facenti parte del Centro storico dell'Urbe, in virtù dell'adesione della Santa Sede (1982) alla Convenzione del 16 novembre 1972 sulla protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale.

Immobili con privilegio di extraterritorialità fuori Roma sono: il Palazzo Pontificio, la Villa Cybo e la Villa Barberini a Castelgandolfo, residenza estiva del Sommo Pontefice, che coprono una superficie globale di 400 mila metri quadrati, a cui venne ad aggiungersi il nuovo Centro radiotrasmittente di Santa Maria di Galeria, sorto nei pressi di Cesano a 18 km. da Roma, in seguito all'accordo tra Santa Sede e Italia dell'8 ottobre 1951.

 


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