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CELEBRAZIONE EUCARISTICA PER IL
5° ANNIVERSARIO DEL DECRETO DI RICONOSCIMENTO
CONFERITO AL MOVIMENTO DELL'AMORE FAMILIARE
"ASSOCIAZIONE FAMIGLIA PICCOLA CHIESA"

OMELIA DEL CARD. TARCISIO BERTONE,
SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITÀ

Roma, Istituto Regina mundi
Domenica, 9 novembre 2008

 

Cari amici dell’Associazione Famiglia Piccola Chiesa – Movimento dell’Amore Familiare!

Celebriamo oggi la solennità della Dedicazione della Basilica Lateranense. Innanzitutto un po’ di storia. Quando l'imperatore Costantino si convertì al cristianesimo (312), donò a Papa Milziade il palazzo del Laterano. Verso il 320, vi aggiunse una chiesa, la chiesa del Laterano, la prima, per data e dignità, di tutte le chiese d'Occidente, la prima in assoluto ad essere pubblicamente consacrata da Papa Silvestro il 9 novembre 324, col nome di Basilica del Santo Salvatore. In seguito fu dedicata anche a san Giovanni Battista e san Giovanni evangelista. Per più di dieci secoli, i Papi ebbero la loro residenza nelle sue vicinanze e fra le sue mura si tennero duecentocinquanta concili, di cui cinque ecumenici. La Basilica Lateranense è la più antica sede del Vescovo di Roma, il luogo dove i cristiani, ormai liberi dalle persecuzioni, si riunivano attorno al loro Vescovo per adorare il Dio rivelatosi appieno in Gesù Cristo.

Ci chiediamo ora: come legare l’odierna festa con la nostra celebrazione che è un incontro di famiglie? Ci aiuterà a definire questo legame la Parola di Dio, alla cui luce comprenderemo che la chiesa fatta di pietre è simbolo della Chiesa viva, del popolo di Dio. Le cellule fondamentali di questo organismo vivente, che è la Chiesa, sono proprio le famiglie il cui tessuto connettivo è l’amore. Arriviamo così al vostro Movimento, chiamato appunto dell’Amore Familiare, e all’Associazione Famiglia Piccola Chiesa, approvata ufficialmente dal Vicariato di Roma cinque anni fa, il 15 ottobre 2003. Il motivo che ci riunisce è proprio questo V anniversario: vogliamo insieme ringraziare il Signore perché in questi anni ha compiuto veramente cose straordinarie attraverso la vostra disponibilità all’azione della sua grazia. E frutto dell’opera di Dio siete voi, giovani famiglie con tanti bambini, che riempite questa Cappella dell’istituto Regina mundi delle Suore Vincenziane.

Incontrandovi, cari amici, si avverte subito il senso di gioia e di fede che vi anima; dai contatti avuti con i vostri responsabili ho capito che a guidarvi è una forte spinta a testimoniare in modo concreto la bellezza di quello che Giovanni Paolo II chiamava “il Vangelo della famiglia”. Tutti sappiamo quanto sia necessaria un’azione apostolica coraggiosa nella nostra società, che registra una crisi preoccupante, una vera emergenza, per quanto concerne la fedeltà dei matrimoni e l’unità delle famiglie. Anzi, spesso è il concetto stesso di famiglia ad essere messo in crisi, così che molti considerano ormai normale la compresenza di vari modelli di nuclei familiari.

La vostra Associazione, che mira a ricreare un nuovo clima di amicizia tra le persone e la Chiesa, cerca di aiutare le famiglie cristiane a realizzare la propria vocazione umana e spirituale attraverso la preparazione dei fidanzati al matrimonio, la cura e il sostegno degli sposi e delle famiglie, l’aiuto a quelle in crisi, ai separati e ai divorziati. Rendiamo grazie a Dio per i frutti maturati in questi anni! Ognuno di voi ha offerto il suo contributo perché il seme gettato dallo Spirito Santo nella città di Roma sin dal 1990 diventasse una pianticella che ora, dopo l’approvazione ufficiale, va irrobustendosi sempre più. Anzi, già qualche piccola talea sta facendo spandere il Movimento dell’Amore Familiare in altre città. Grazie per la vostra disponibilità; grazie a chi si è fatto docile strumento nelle mani della Provvidenza per la nascita e lo sviluppo di quest’opera nella Chiesa, grazie ai sacerdoti che vi accompagnano. Grazie specialmente a don Stefano Tardani, vostro assistente ecclesiastico, e a tutte quelle persone che con lui hanno dato vita a questo importante apostolato missionario.

Mi è particolarmente gradito trasmettere a tutti e a ciascuno il saluto cordiale e l’apprezzamento del Santo Padre Benedetto XVI per l’opera educativa e missionaria che avete svolto in questi anni, come pure il suo vivo incoraggiamento a proseguire nell’impegno di sostenere e favorire la crescita spirituale dei coniugi e delle famiglie. A due mesi circa dalla sua elezione, nel giugno del 2005, parlando all’apertura del Convegno diocesano di Roma, Il Papa disse che l’edificazione di ogni singola famiglia cristiana si colloca nel contesto della più grande famiglia che è la Chiesa, la quale viene a sua volta edificata dalle famiglie, “piccole Chiese domestiche”, come ebbe a definirle il Concilio Vaticano II, riscoprendo un’antica espressione di san Giovanni Crisostomo. E citando poi l’Esortazione apostolica Familiaris consortio, aggiunse che “il matrimonio cristiano... è il luogo naturale nel quale si compie l’inserimento della persona umana nella grande famiglia della Chiesa” (n. 15). L’importanza della famiglia nella vita ecclesiale e sociale è stato tema ricorrente negli interventi di tutti i Pontefici del secolo XX, specialmente di Giovanni Paolo II, il quale non ha mancato occasione per denunciare gli attacchi a questa fondamentale cellula del tessuto sociale. Ha più volte affermato chiaramente che se viene distrutta la famiglia è tutta la società a crollare. Solo famiglie sane e sante possono dare un futuro migliore all’intera umanità.

Consapevoli di quest’urgenza, voi avete risposto all’appello del Successore di Pietro e avete scelto di essere “catechisti missionari per la famiglia”, “apostoli dell’Amore” seguendo itinerari di rievangelizzazione che sfociano per molti nella ripresa della pratica cristiana, in un nuovo inserimento nelle proprie parrocchie e in un cammino di continuità e di sostegno per tutte le famiglie che lo desiderano. La vostra presenza quest’oggi così numerosa sta ad indicare che questa paziente azione apostolica e missionaria produce frutti meravigliosi. Quanti tra voi si sono preparati al matrimonio con un percorso di riscoperta di sé, aprendo l’animo a una sincera e vera condivisione di vita! Quanti hanno ritrovato l’armonia coniugale o rinsaldato l’intesa familiare! Questa – ripeto – è la vostra missione: essere apostoli dell’Amore familiare e, per esserlo veramente, vi sforzate di rendere ogni vostra famiglia una “piccola Chiesa”. Così, nel nome stesso del vostro Movimento e della vostra Associazione c’è già il senso, il valore del messaggio cristiano che intende proporre: fare di ogni famiglia una “piccola Chiesa domestica” illuminata e guidata, anzi, costantemente rinnovata dall’amore divino, sorgente di autentico amore familiare.

I testi biblici che la liturgia oggi propone alla nostra meditazione ci aiutano a meglio comprendere in che modo una famiglia cristiana può diventare “piccola Chiesa – Chiesa domestica”. Ogni tempio costruito con pietre e cemento – quest’oggi in particolare guardiamo alla Basilica Lateranense, di cui commemoriamo la Dedicazione - diventa simbolo di un altro tempio, ben più importante, che è spirituale, formato da persone vive: singoli individui, famiglie e comunità. Ce lo ha ricordato san Pietro, nella seconda lettura: il tempio vero, nel quale avviene l'incontro con Dio e la sua Parola, siamo noi, se poniamo al centro della nostra vita Cristo. Stringendoci a Lui, trovando in Lui il senso e la vocazione della nostra vita, diventiamo per sua grazia partecipi del suo progetto di salvezza. La presenza di Cristo fa di ciascuno di noi la sua “casa”. “Avvicinandoci a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio – scrive l’Apostolo -, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio mediante di Gesù Cristo” (1 Pt 2,4-5).

Interessante è il commento che sant’Agostino fa di questo testo biblico sviluppando una bella metafora: “mediante la fede – egli afferma - gli uomini sono come legni e pietre presi dai boschi e dai monti per la costruzione; mediante il battesimo, la catechesi e la predicazione vengono poi sgrossati, squadrati e levigati; ma risultano casa del Signore solo quando sono compaginati dalla carità. Quando i credenti sono reciprocamente connessi secondo un determinato ordine, mutuamente e strettamente giustapposti e coesi, quando sono uniti insieme dalla carità divengono davvero casa di Dio che non teme di crollare (cfr Serm., 336). E’ dunque l’amore di Cristo, la carità che “non avrà mai fine” (1 Cor 13,8), l’energia spirituale che rende ciascuno di noi e ogni nostra famiglia vero tempio di Dio.

Il tempio è sacro perché è dedicato al culto, cioè alla lode e alla celebrazione dei misteri dell'amore del Signore. Lo mette bene in luce la prima lettura, riproponendoci la storia del re Salomone, che porta a termine la costruzione del Tempio di Gerusalemme. Analogamente, ogni famiglia cristiana è chiamata ad essere “tempio vivo”, “piccola Chiesa”, divenendo luogo di culto vero a Dio attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio, la costante ricerca della santità; la famiglia è “tempio vivo” se le “pietre vive” che la compongono (coniugi, figli e altri familiari) si lasciano cementate dall’amore del Signore. In una famiglia così spiritualmente strutturata abitano “i veri adoratori del Padre in spirito e verità", che Gesù indica nel suo stupendo dialogo con la donna samaritana (cfr Gv 4,24). Quanto sarebbe interessante soffermarsi a riflettere su questa pagina del Vangelo! Gesù insegna uno stile di evangelizzazione, che parte dall’ascolto e dall’accoglienza dell’interlocutore suscitando in lui la sete della verità e dell’amore. La donna samaritana, toccata nel cuore, corre ad annunciare la sua scoperta alla gente del villaggio. Chi incontra Gesù, qualsiasi sia la sua situazione, non ha paura di farlo conoscere agli altri e soprattutto di seguirlo con gioia e coraggio, sino al martirio se necessario.

Vorrei concludere invitandovi a guardare alla Famiglia di Nazaret, modello di ogni famiglia. Seguendo l’esempio di san Giuseppe e della Vergine Maria ponete, cari amici, Gesù al centro della vostra casa: la vostra casa sia la sua casa. Ai fidanzati che si preparano al matrimonio, alle coppie e alle famiglie che incontrate, specialmente a quelle in difficoltà, ai separati, ai divorziati e ai risposati, fate sperimentare la bontà misericordiosa del Signore; proclamate che nulla è a Lui impossibile, se il cuore si lascia trasformare dalla potenza del suo Spirito. Preghiamo per questo, continuando la celebrazione eucaristica. Chiediamo alla Madonna, Regina delle famiglie, di accompagnare con la sua materna protezione il vostro Movimento e la vostra Associazione perché continuino a lavorare generosamente al servizio del Vangelo della famiglia. E Iddio benedica e renda fecondi i vostri sforzi con l’abbondanza dei suoi doni. Amen!

       

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