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DISCORSO DI PAOLO VI
AI PARTECIPANTI AL I CONGRESSO UNITARIO DEI
MEDICI MUTUALISTI AMBULATORIALI D'ITALIA

Lunedì, 4 novembre 1968

 

Desideriamo ora porgere un saluto di paterna benevolenza ai numerosi partecipanti al primo Congresso Unitario di tutti i Medici Mutualisti Ambulatoriali d’Italia. Con pensiero di profonda sensibilità per le necessità della Chiesa, e in significativa consonanza con la vostra professione, avete voluto portarCi, in occasione di questa udienza, il dono di una moderna autoambulanza da destinare alle Missioni Cattoliche.

Ve ne ringraziamo di cuore; e siamo certi che il Signore non vi lascerà mancare la degna ricompensa di un gesto tanto generoso, che meglio di ogni parola dimostra con quali sentimenti di vera pietà, di franca devozione, di attiva partecipazione ai problemi medico-missionari della Chiesa siate venuti a questo incontro con il Vicario di Cristo.

Al tempo stesso vi esortiamo a continuare la vostra missione di medici - poiché di vera missione si tratta - con costante abnegazione, con riconosciuto prestigio di esperienza e dottrina, con spirito di servizio e di collaborazione con la comunità dei fratelli. Sappiamo quali difficoltà incontri la vostra benemerita e oggi insostituibile opera, e quali problemi comporti l’organizzazione della vastissima assistenza mutualistica e ambulatoriale, alla quale vi dedicate, con una presenza silenziosa, spesso inappariscente, e talora avara di soddisfazioni, ma non per questo meno preziosa, anzi, tanto più provvida nei suoi risultati di indubbia utilità sociale per la promozione dei veri valori umani.

Pur nella doverosa esigenza di tutelare la vostra dignità professionale, non vi freni alcun ostacolo nel compimento dei vostri servizi, non vi scoraggi l’altrui indifferenza, non vi devii la monotonia dell’abitudine o un esoso tornaconto personale; in quanto medici, la soddisfazione di contribuire in forma preponderante al primo e indispensabile benessere del prossimo - la salute del corpo - vi deve moralmente ripagare ad usura di fatiche e sacrifici; e, in quanto cristiani, la consapevolezza di trovare nei fratelli sofferenti i misteriosi lineamenti del Cristo (cfr. Matth. 25, 36, 40), vi deve sostenere nell’oscuro travaglio per lanciarvi gioiosamente sul quotidiano cammino di responsabilità e di nobile servizio.

Noi vi auguriamo ogni piena consolazione, nella vostra vita di professione e di famiglia. E mentre invochiamo su di voi la continua assistenza del Signore, di cuore impartiamo a voi, ai vostri cari, ai vostri colleghi la particolare Apostolica Benedizione.



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