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DISCORSO DI PAOLO VI
IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DELLA
COLLANA «I CLASSICI DELLE RELIGIONI»

Mercoledì, 12 luglio 1972

 

Il saluto pur breve che vi rivolgiamo, stimati dirigenti della Unione Tipografico-Editrice Torinese e responsabili delle sezioni in cui si articola la Collana de «I Classici delle Religioni», vuol essere una risposta cordiale alla visita che ci avete fatto per presentare i volumi già pubblicati.

È questo un omaggio assai significativo, offerto alla nostra Persona e al nostro ministero. Ve ne siamo sinceramente grati, e vi esprimiamo compiacimento per la bella iniziativa, che qualifica con una nota distinta l’attività della Casa. Impresa coraggiosa è la vostra, perché, anche se è destinata ad un pubblico dotto ed agli ambienti universitari, tende a diffondere la cultura etico-religiosa tra quanti vogliono farsi umili «discepoli della verità» (Cfr. S. LEONE MAGNO, Omel. 82, 1; Epist. 28, 1).

Sappiamo che la pubblicazione accoglie anche i testi di esperienze religiose diverse da quella cristiana: atteggiamento di apertura - sembra a noi - non difforme dalle indicazioni del Concilio Vaticano II, il quale si è occupato delle relazioni della Chiesa con le religioni non-cristiane ed ha esortato i cattolici alla collaborazione e al dialogo, secondo prudenza e carità (Cfr. Nostra Aetate, 1, 2). Il nostro augurio è che l’approfondita conoscenza della problematica religiosa favorisca l’orientamento verso Cristo, che è la luce vera che illumina ogni uomo (Io. 1, 9): come la speculazione greca servì per la preparazione evangelica, così lo studio delle espressioni religiose, fiorite lungo il corso dei secoli, e a tutte le latitudini, potrà maturare la sensibilità moderna e sollecitarla ad accogliere la trascendente pienezza del messaggio cristiano.

Con questi voti vi impartiamo una paterna Benedizione, che estendiamo di cuore ai vostri familiari ed ai collaboratori.