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GIOVANNI PAOLO II

ANGELUS

Domenica, 8 luglio 1984

 

1. “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (Mt 11, 25-27).

Nel momento di preghiera all’Angelus Domini domenicale, meditiamo queste parole del Vangelo secondo Matteo, che la liturgia odierna ci ha fatto ascoltare.

2. La prima persona, alla quale il Padre ha rivelato “queste cose”, è Maria. È lei la prima, perché a lei sono stati maggiormente rivelati i misteri di Dio. E in lei il Padre si è particolarmente compiaciuto;

- nessuno come lei conosce il Figlio eterno, perché proprio quel Figlio dell’eterno Padre è diventato, all’annunciazione, il Figlio suo;

- nessuno come lei conosce il Padre, perché a nessuno degli uomini il Figlio ha rivelato il Padre così come a lei, sua Madre;

- proprio lei - come insegna il Concilio - “primeggia tra gli umili e i poveri del Signore, i quali con fiducia attendono e ricevono da lui la salvezza” (Lumen Gentium, 55).

A lei pure - a Maria di Nazaret - desideriamo unirci in modo particolare, recitando l’Angelus, per avvicinarci nel suo cuore immacolato al Figlio-Cristo e, mediante il Figlio, al Padre.


1. Il 5 luglio scorso la Chiesa cattolica in Cecoslovacchia ha celebrato la festa dei santi Cirillo e Metodio con particolare solennità, nel contesto della preparazione spirituale alle festività del 1100° anniversario della morte di san Metodio che cade nel 1985.

I santi fratelli Cirillo e Metodio compirono nel secolo IX un gigantesco lavoro di evangelizzazione presso i Cazari, la Grande Moravia e la Pannonia, in unione con la Chiesa di Costantinopoli e con quella di Roma. Fratelli nel sangue ma ancor più nella fede, furono instancabili predicatori della parola di Dio e intrapresero la traduzione slava della Sacra Scrittura e dei libri liturgici; per questo sono giustamente considerati apostoli dei popoli slavi e padri della loro cultura.

La Chiesa tutta, d’Oriente e d’Occidente, ha un perenne debito di riconoscenza verso i due santi fratelli per la loro multiforme opera evangelizzatrice. Per tali motivi, nel 1980, li ho solennemente proclamati celesti patroni di tutta l’Europa, accanto a san Benedetto.

2. Nella Slovacchia, oggi, domenica 8 luglio, si svolge il pellegrinaggio al santuario della Madonna di Levoca, recentemente insignito del titolo di Basilica minore.

Al cuore materno della Vergine santissima affido i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i fedeli tutti di quella nobile Nazione, perché ottenga loro la forza di dare sempre una chiara testimonianza della fede cristiana ricevuta dai padri.

Cari fratelli in Cecoslovacchia, Dio vi benedica e vi protegga!

 

© Copyright 1984 - Libreria Editrice Vaticana

 

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