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VIAGGIO APOSTOLICO NEGLI STATI UNITI D'AMERICA

SANTA MESSA

OMELIA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II

Washington, Capitol Mall
7 ottobre 1979

 

Cari fratelli e sorelle in Gesù Cristo.

1. Un giorno Gesù, dialogando col suo uditorio, si trovò ad affrontare un tentativo da parte dei farisei che mirava a fargli approvare le loro opinioni sulla natura del matrimonio. Gesù rispose riaffermando l’insegnamento della Scrittura: “All’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto” (Mc 10,6-9).

Il Vangelo secondo Marco riporta subito dopo la descrizione di una scena a noi ben nota. Questa scena ci mostra l’indignazione di Gesù nel notare che i suoi discepoli cercavano di impedire che la gente portasse i propri bambini vicino a lui. E “disse: “Lasciate che i bambini vengano a me, e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio”... E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sul loro capo li benediceva” (Mc 10,14-16). Nel proporci queste letture, la liturgia odierna invita tutti noi a riflettere su tre temi strettamente connessi fra di loro: la natura del matrimonio, la famiglia e il valore della vita.

2. È per me una grande gioia fermarmi a riflettere con voi sulla parola di Dio che la Chiesa oggi ci propone, perché i Vescovi di tutto il mondo stanno discutendo sul matrimonio e sulla vita della famiglia in tutte le diocesi e nazioni. I Vescovi stanno facendo questo in preparazione al prossimo Sinodo mondiale dei Vescovi, che ha come tema: “Il ruolo della famiglia cristiana nel mondo contemporaneo”. E sono stati proprio i vostri Vescovi a designare il prossimo anno come anno di studio, pianificazione e rinnovamento pastorale della famiglia. Per varie ragioni vi è nel mondo un rinnovato interesse per il matrimonio, la vita della famiglia e il valore della vita umana.

Questa domenica segna il principio dell’annuale “Programma per il rispetto della vita”, grazie al quale la Chiesa degli Stati Uniti intende ribadire la propria convinzione dell’inviolabilità della vita umana in ogni sua fase. Rinnoviamo quindi, tutti insieme, il nostro rispetto per il valore della vita umana, memori che, attraverso Cristo, tutta la vita umana è stata redenta.

3. Non esito a proclamare dinanzi a voi e dinanzi a tutto il mondo che ogni vita umana – dal momento del suo concepimento e durante tutte le fasi seguenti – è sacra, perché la vita umana è creata ad immagine e somiglianza di Dio. Niente supera la grandezza o la dignità della persona umana. La vita umana non è soltanto un’idea o un’astrazione; la vita umana è la realtà concreta di un essere che è capace di amore e di servizio all’umanità.

Permettetemi di ripetere ciò che dissi nel corso del pellegrinaggio alla mia terra: “Se il diritto alla vita di una persona viene violato al momento in cui viene concepita nel seno materno, un colpo indiretto viene inflitto a tutto l’ordine morale, che ha per scopo i beni inviolabili dell’uomo. La Chiesa difende il diritto alla vita, non solo per rispetto alla maestà di Dio, primo Datore di questa vita, ma anche per rispetto al bene essenziale della persona umana” (Giovanni Paolo II, Allocutio, 8 giugno 1979).

4. La vita umana è preziosa perché è un dono di Dio il cui amore è infinito: e quando Dio dà la vita, la dà per sempre. La vita inoltre è preziosa perché è l’espressione e il frutto dell’amore. Questa è la ragione per cui la vita deve avere origine nel contesto del matrimonio e per cui il matrimonio e l’amore reciproco dei genitori devono essere caratterizzati dalla generosità nel prodigarsi. Il grande pericolo per la vita della famiglia in una società i cui idoli sono il piacere, le comodità e l’indipendenza, sta nel fatto che gli uomini chiudono il loro cuore e diventano egoisti. La paura di un impegno permanente può cambiare il mutuo amore fra marito e moglie in due amori di se stesso, due amori che esistono l’uno accanto all’altro, finché non finiscono nella separazione.

Nel sacramento del matrimonio, l’uomo e la donna – i quali nel Battesimo divennero membri di Cristo ed hanno il dovere di manifestare nella loro vita gli atteggiamenti di Cristo – ricevono la certezza dell’aiuto di cui hanno bisogno affinché il loro amore cresca in un’unione fedele e indissolubile e possano rispondere generosamente al dono della paternità. Come ha dichiarato il Concilio Vaticano II: “Per mezzo di questo Sacramento, Cristo stesso diviene presente nella vita dei coniugi e li accompagna, affinché possano amarsi a vicenda ed amare i loro figli, proprio come Cristo ha amato la sua Chiesa e ha dato se stesso per lei” (cf. Gaudium et Spes, 48; Ef 5,25).

5. Affinché il matrimonio cristiano favorisca il bene totale e lo sviluppo della coppia, deve essere ispirato dal Vangelo, e così aprirsi alla nuova vita, una nuova vita data e accettata generosamente. I coniugi sono anche chiamati a creare un’atmosfera familiare in cui i figli siano felici e vivano con pienezza e dignità una vita umana e cristiana.

Per poter vivere una vita familiare gioiosa si impongono sacrifici sia da parte dei genitori sia da parte dei figli. Ogni membro della famiglia deve diventare, in modo speciale, il servo degli altri, condividendo i loro pesi. È necessario che ognuno sia sollecito non solo per la propria vita, ma anche per la vita degli altri membri della famiglia: per i loro bisogni, le loro speranze, i loro ideali. Le decisioni riguardo al numero dei figli e ai sacrifici che ne derivano, non debbono essere prese solo in vista di aumentare i propri agi e mantenere un’esistenza tranquilla. Riflettendo su questo punto davanti a Dio, aiutati dalla grazia che viene dal Sacramento, e guidati dagli insegnamenti della Chiesa, i genitori ricorderanno a se stessi che è minor male negare ai propri figli certe comodità e vantaggi materiali che privarli della presenza di fratelli e sorelle che potrebbero aiutarli a sviluppare la loro umanità e realizzare la bellezza della vita in ogni sua fase e in tutta la sua varietà.

Se i genitori comprendessero pienamente le esigenze e le opportunità racchiuse in questo grande Sacramento, non mancherebbero di unirsi a Maria nell’inno di lode all’Autore della vita – a Dio –, che li ha scelti come suoi collaboratori.

6. Tutti gli esseri umani dovrebbero apprezzare l’individualità di ogni persona come creatura di Dio, chiamata ad essere fratello o sorella di Cristo in ragione dell’Incarnazione e Redenzione Universale. Per noi la sacralità della persona umana è fondata su queste premesse. Ed è su queste stesse premesse che si fonda la nostra celebrazione della vita, di ogni vita umana. Ciò spiega i nostri sforzi per difendere la vita umana contro qualsiasi influenza o azione che la possa minacciare o indebolire, come pure i nostri sforzi per rendere ogni vita più umana in tutti i suoi aspetti.

Quindi reagiremo ogni volta che la vita umana è minacciata. Quando il carattere sacro della vita prima della nascita viene attaccato, noi reagiremo per proclamare che nessuno ha il diritto di distruggere la vita prima della nascita. Quando si parla di un bambino come un peso o lo si considera come mezzo per soddisfare un bisogno emozionale, noi interverremo per insistere che ogni bambino è dono unico e irripetibile di Dio, che ha diritto ad una famiglia unita nell’amore. Quando l’istituzione del matrimonio è abbandonata all’egoismo umano e ridotta ad un accordo temporaneo e condizionale che si può rescindere facilmente, noi reagiremo affermando l’indissolubilità del vincolo matrimoniale. Quando il valore della famiglia è minacciato da pressioni sociali ed economiche, noi reagiremo riaffermando che la famiglia è necessaria non solo per il bene privato di ogni persona, ma anche per il bene comune di ogni società, nazione e stato (cf. Giovanni Paolo II, Allocutio in Audientia Generali, 3 gennaio 1979). Quando poi la libertà viene usata per dominare i deboli, per sperperare le ricchezze naturali e l’energia, e per negare agli uomini le necessità essenziali, noi reagiremo per riaffermare i principi della giustizia e dell’amore sociale. Quando i malati, gli anziani o i moribondi sono abbandonati, noi reagiremo proclamando che essi sono degni di amore, di sollecitudine e di rispetto.

Faccio mie le parole che Paolo VI indirizzò l’anno scorso ai Vescovi Americani: “Inoltre siamo convinti che ogni sforzo fatto per salvaguardare i diritti umani attualmente benefica la vita stessa. Tutto ciò che mira ad abolire le discriminazioni di diritto o di fatto basate su razza, origine, colore, cultura, sesso o religione (cf. Paolo VI, Octogesima Adveniens, 16) è un servizio alla vita. Quando vengono promossi i diritti delle minoranze, quando vengono assistiti gli handicappati nella mente o nel fisico, quando sono ascoltati coloro che vivono ai margini della società: in tutti questi casi si rafforza la dignità della vita e la sacralità della vita umana... In particolare, ogni contributo per migliorare il clima morale della società, per arginare la permissività e l’edonismo, ogni assistenza data alla famiglia, che è la sorgente della nuova vita, sostengono effettivamente il valore della vita” (Paolo VI, Allocutio ad Archiepiscopos et Episcopos VI et VII Regionis pastoralis Foederatum Civitatum Americae Septentrionalis, occasione habita eorum ipsorum visitationis “ad limina”, 26 maggio 1978).

7. Molto resta da fare per poter aiutare coloro la cui vita è minacciata e ravvivare la speranza di quelli che hanno paura della vita. Si richiede coraggio per resistere alle pressioni e ai falsi “slogans”, per proclamare la dignità suprema di ogni vita, ed esigere che la società stessa la protegga. Desidero perciò rivolgere una parola di lode a tutti i membri della Chiesa Cattolica e delle altre Chiese cristiane, a tutti gli uomini e donne dell’eredità giudeo-cristiana, come pure a tutti gli uomini di buona volontà, affinché si uniscano in uno sforzo comune per la difesa della vita nella sua pienezza e per la promozione di tutti i diritti umani.

La nostra celebrazione della vita fa parte della nostra celebrazione dell’Eucaristia. Il Nostro Signore e Salvatore, per mezzo della sua morte e risurrezione, è diventato per noi “il pane di vita” e il pegno della vita eterna. In lui troviamo il coraggio, la perseveranza e l’inventività di cui abbisogniamo per promuovere e difendere la vita nelle nostre famiglie e nel mondo intero.

Cari fratelli e sorelle: abbiamo fiducia che Maria, la Madre di Dio e la Madre della Vita, ci darà il suo aiuto affinché il nostro modo di vivere rifletta sempre la nostra ammirazione e riconoscenza per il dono dell’amore di Dio che è la vita. Sappiamo che lei ci aiuterà ad usare ogni giorno che ci è dato come un’opportunità per difendere la vita prima della nascita e per rendere più umana la vita dei nostri fratelli, ovunque essi siano.

L’intercessione della Madonna del Rosario, la cui festa celebriamo oggi, ci ottenga di poter tutti pervenire un giorno alla pienezza della vita in Cristo Gesù nostro Signore. Amen.

 

© Copyright 1979 - Libreria Editrice Vaticana

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