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VIAGGIO APOSTOLICO IN CANADA

CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Monastero delle Serve di Gesù e Maria (Hull)
Mercoledì, 19 settembre 1984

 

Mie care sorelle. 1. “Lo Spirito e la sposa dicono: "Vieni"... Vieni, Signore Gesù” (Ap 22, 17.20).

La Chiesa, ispirata dallo Spirito in essa presente, non cessa di rivolgere questo appello al Signore Gesù. Ella è protesa verso il suo ritorno. Ella lo attende, come una sposa sospira per il suo sposo diletto, elevato alla destra del Padre. Ella ha già “lavato la sua veste” nel suo sangue che l’ha redenta. Ella spera di “disporre dell’albero della vita”. Ella sa che partecipa già alla sua vita, in modo misterioso e parziale, nella fede, nei sacramenti, nella preghiera, nella carità. È con lui che ella lavora per rinnovare questo mondo secondo il suo Spirito. Ma ella è impaziente di un rinnovamento completo, della visione piena del suo sposo. Per il momento la sua vita è come ascosa in Dio. L’intera Chiesa deve vivere di quest’attesa ed esserne testimonianza. Ma le anime consacrate hanno fatto “una scelta carismatica del Cristo come sposo esclusivo. Una tale scelta consente già di per se stessa di “preoccuparsi degli affari del Signore” ma inoltre allorché essa vien fatta “a causa del regno dei cieli” essa rende questo regno escatologico di Dio più vicino alla vita di tutti gli uomini... Le persone consacrate portano nel mondo che passa l’annuncio della risurrezione che verrà e della vita eterna” (cf. Ioannis Pauli PP. II, Redemptionis Donum, 11).

2. Tutti i religiosi e le religiose hanno questo carisma in seno alla Chiesa. Ma esso è ancor più evidente per le suore di clausura che rinunciano ad ogni attività in mezzo alla gente per essere presenti soltanto al Signore. È in questo luogo, è innanzitutto a voi ch’io mi rivolgo, care sorelle contemplative. La Chiesa considera il vostro posto nel complesso del corpo mistico di Cristo come essenziale alla vita della Chiesa, al suo completo sviluppo, anche nelle giovani Chiese assorbite dai compiti di evangelizzazione (Perfectae caritatis, 47; Ad Gentes, 40). Effettivamente, la preghiera dei contemplativi ha avuto una funzione considerevole nell’approfondimento della fede in Canada. Tale fu proprio l’intuizione dell’abate Mangin e di suor Maria Zita che hanno fondato qui, or è quasi cent’anni, le Serve di Gesù e Maria. Queste religiose onorano particolarmente il sacro Cuore di Gesù nell’Eucaristia che è il dono supremo del suo amore, nel quale esse lo adorano in modo permanente. Il vostro apostolato spirituale, mie sorelle, non è forse di sostenere il ministero dei sacerdoti e di collaborare all’eterno disegno dell’alleanza di tutti i credenti: “Che essi siano uno!”? Penso anche a tutti coloro e a tutte coloro che hanno instaurato la vita contemplativa in Canada, secondo spiritualità complementari. Al di là di tutte le religiose qui presenti, io saluto con affetto e incoraggio tutte le monache di clausura e i monaci di questa nazione!

3. “Accadrà per il regno dei cieli come per le dieci vergini che presero la loro lampada e andarono incontro allo sposo. Orbene, cinque di esse erano stolte e cinque erano prudenti”. Sorelle, attendete lo sposo come queste vergini prudenti. Siate sempre pronte. Siate disponibili. In attesa del Signore, vegliate.

L’ambiente della vostra vita conventuale è organizzato per favorire l’esperienza di Dio; il vostro ritiro dal mondo, con la sua solitudine; il vostro silenzio, che è un silenzio d’ascolto, un silenzio d’amore; l’ascesi, la penitenza, il lavoro che vi fanno partecipare all’opera redentrice; la comunione fraterna, rinnovata senza posa; la celebrazione eucaristica quotidiana che unisce la vostra offerta a quella del Cristo.

Che la stanchezza, il tran tran, la monotonia della vostra vita conventuale non vi addormentino, che le eventuali impressioni di assenza di Dio, le tentazioni o semplicemente le prove normali del progresso nell’unione mistica al Cristo non vi scoraggino! Che la lampada della vostra preghiera, del vostro amore, non venga meno! Fate provvista dell’olio che la alimenterà giorno e notte.

4. Giacché, anche in seno a una comunità, il cammino rimane personale. Come le vergini sagge non potevano rimediare alla noncuranza delle vergini stolte, nessun’altra si può sostituire a voi per accogliere la comunione trinitaria nel più intimo della vostra persona, là ove l’amore ricevuto risponde all’amore nell’adorazione, la lode e la gratuità. Allora voi fate vostra la preghiera del salmista che leggevamo poco fa: “O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, / di te ha sete l’anima mia, / a te anela la mia carne, / come terra deserta, / arida, senz’acqua. / Così nel santuario ti ho cercato, / per contemplare la tua potenza e la tua gloria. / Poiché la tua grazia vale più della vita, / le mie labbra diranno la tua lode. / Così ti benedirò finché io viva... / Penso a te nelle veglie notturne... / esulto di gioia all’ombra delle tue ali. / A te si stringe l’anima mia / e la forza della tua destra mi sostiene” (Sal 63, 2-5.7-9).

Questo incontro ineffabile del Dio vivente e personale non può essere vissuto se non nell’oscurità della fede. Lo sposo è dietro la porta mentre voi siete ancora nella notte. È sempre nella luce della fede che Dio si dona. Ma i segni di Dio sono così discreti nell’esistenza quotidiana irrilevante delle vostre giornate che è necessario siate vigilanti per poter perseverare e crescere nella fede, alla scuola di Maria. Il “tesoro” che vi attende nei cieli non sarà se non il compimento escatologico di ciò che si nascondeva... nel tesoro interiore del cuore (cf. Redemptionis Donum, 5).

5. Le vostre vite hanno una fecondità segreta ma sicura. “Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto” (Gv 15, 5). In questa solidarietà che unisce tutte le membra del Cristo voi siete, secondo la parola di santa Teresa del Bambin Gesù, come il cuore. Senza il vostro amore, la carità si raffredderebbe. Nella Chiesa che prega, soffre ed evangelizza, la vostra parte è il resoconto a Dio. La vostra offerta vi rende conformi al Cristo affinché egli possa utilizzare tutto il vostro essere e consumarlo per l’opera redentrice, come piace al suo amore. E Dio ascolta la preghiera di lode e d’intercessione che sale dai vostri cuori per dispensare la sua grazia, senza la quale non ci sarebbe nella Chiesa né conversione al Vangelo, né progresso nella fede, né vocazioni di operai apostolici (cf. Ad Gentes, 40).

6. La comunità cristiana di Hull sembra aver ben compreso la vostra vocazione, e parimenti la popolazione vicina della grande città di Ottawa. La gente è attaccata al vostro monastero, essa lo sostiene, non esita a confidarvi le sue pene e le sue gioie, i suoi progetti e le sue domande di preghiera.

C’è sempre più gente - e tra di essa molti giovani - che cerca delle zone di gratuità, di preghiera, di contemplazione, gente assetata di assoluto. Taluni si fermano nei vostri monasteri alla ricerca di valori spirituali. Per tutti questi ricercatori di Dio, testimoniate, mediante la verità e la trasparenza delle vostre persone, che l’appartenenza al Cristo vi rende libere e che l’esperienza di Dio vi colma. Senza sottrarvi alle esigenze della vita contemplativa, trovate i gesti suscettibili di esprimere per la cultura del nostro tempo la vostra opzione radicale per Dio. A coloro che dicono: “Noi non sappiamo pregare” rispondete, mediante la vostra esistenza, che il dialogo con Dio è possibile perché “lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza” (Rm 8, 26). A coloro che vogliono fare della loro vita qualcosa di grande, testimoniate che il cammino verso la santità è la più bella delle avventure, opera non soltanto dei nostri sforzi, ma opera dell’infinita tenerezza di Dio nell’immensa miseria umana. Che i vostri monasteri consentano ai passanti di avvicinarsi alle sorgenti di acqua viva: “Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’acqua della vita” (Ap 22, 17)!

7. La mia meditazione sembrava riservata alle suore di clausura. In realtà ho avuto costantemente presenti tutte le donne che si consacrano a Dio nella vita religiosa del Canada. Esse sono circa quarantamila! Ciò che ho detto dello spirito della vita consacrata vale ugualmente per tutte le religiose della vita attiva o apostolica. Le circostanze hanno fatto sì ch’io non abbia potuto avere con tutte loro un incontro particolare, e me ne sono rammaricato. Ne ho viste molte a tutte le mie tappe, con il popolo di Dio. Ma attendevo quest’occasione, e stasera sono felice di salutarle tutte, da questo luogo di contemplazione, e di rivolgere loro questo messaggio.

Care sorelle, voi compite in seno alla Chiesa dei servizi che le comunità cristiane e il mondo apprezzano vivamente: voi prendete parte, tra l’altro, alla catechesi, all’educazione, alle cure ospedaliere, al sostegno dei vecchi, alle attività parrocchiali... Felici quei Paesi, quelle città che sono ancora rassicurati dalla presenza di tali suore! Voi avete insomma una certa attività professionale, di preferenza quella che vi consente di esprimere la carità e la testimonianza della fede, e ciò in modo comunitario.

8. Ma non è questo il mistero originario della vostra vita. Voi vi siete liberamente consacrate al Signore il quale, per primo, ha posato su di voi uno sguardo di predilezione. I vostri voti religiosi sono radicati intimamente nella consacrazione del Battesimo, ma la esprimono con maggior pienezza (cf. Perfectae Caritatis, 5). Voi partecipate in modo speciale e permanente alla morte in croce del Redentore e alla sua risurrezione. Il carattere pasquale della vostra vita si riconosce in ciascuno dei “consigli evangelici” che voi vi impegnate a praticare in modo radicale. Nello stesso tempo voi divenite veramente libere per meglio servire. Voi puntate, non sull’“avere”, ma sulla qualità dell’essere, della persona che si rinnova in Gesù Cristo.

Il nostro mondo ha più che mai bisogno di scoprire, nelle vostre comunità e nel vostro stile di vita, il valore di una vita semplice e povera al servizio dei poveri, il valore di una vita liberamente impegnata nel celibato per conservarsi a Cristo e, con lui, amare particolarmente i male amati, il valore di una vita in cui l’obbedienza e la comunità fraterna contestino silenziosamente gli eccessi di un’indipendenza talvolta capricciosa e sterile.

Il mondo ha bisogno soprattutto di testimoni della gratuità dell’amor di Dio. Presso coloro che dubitano di Dio o che hanno l’impressione della sua assenza, voi siete la manifestazione che il Signore merita di essere ricercato e amato per se stesso, che il regno di Dio, con la sua appartenente follia, merita che ad esso si consacri la propria vita. In tal modo le vostre vite divengono un segno della fede indistruttibile della Chiesa. Il dono gratuito della vostra vita a Cristo e agli altri è forse la contestazione più urgente da opporre a una società in cui il guadagno è divenuto un idolo. La vostra scelta stupisce, pone interrogativi, seduce o irrita questo mondo, ma non lo lascia mai indifferente. In ogni modo, il Vangelo è sempre segno di contraddizione. Voi non sarete mai comprese da tutti. Ma non temete mai di manifestare la vostra consacrazione al Signore. Vi fa onore! È l’onore della Chiesa! Voi avete un posto specifico nel corpo di Cristo, in cui ciascuno deve compiere il proprio compito, il proprio carisma.

Se voi cercate, con lo Spirito Santo, la santità che corrisponde al vostro stato di vita, non abbiate paura. Egli non vi abbandonerà. Le vocazioni verranno a raggiungervi. E voi stesse conserverete la vostra giovinezza d’animo, che nulla ha a che vedere con l’età. Sì, carissime sorelle, vivete nella speranza. Conservate gli occhi fissi su Cristo e camminate con passo fermo sulle sue orme nella gioia e nella pace.

9. Non posso prolungare oltre questo messaggio a tutte le religiose canadesi. Ho scritto il 25 marzo scorso una lettera per voi e per tutti i religiosi, Redemptionis Donum.

Questa sera, al termine del mio lungo viaggio apostolico attraverso il Canada, sono molto felice di essere, con il vescovo di questa diocesi Adolphe Proulx, ospite delle suore. Come Gesù amava ritirarsi in Betania a casa di Maria e Marta - l’una più contemplativa, l’altra più attiva - io sono venuto nella vostra casa per pregare con voi. Come Pietro e gli altri apostoli si ritirarono nel Cenacolo, insieme a Maria, la Madre di Gesù, io vengo a invocare lo Spirito Santo. Possa egli riversare la sua luce e il suo potere sugli abitanti di questa cara nazione, affinché la Chiesa possa qui accrescersi in santità! Pregate con me per tutti i religiosi, per tutti quelli che sono consacrati, per gli uomini e le donne che sono membri di istituti secolari. Preghiamo per i sacerdoti, che sono ministri dell’Eucaristia e guide delle coscienze. Preghiamo per coloro che soffrono le persecuzioni per la loro fede.

E, vicino a Ottawa ove incontrerò questa sera i responsabili della vita politica, ove domani celebrerò la messa per la pace, preghiamo per tutti coloro che devono contribuire al raggiungimento di una maggior giustizia, pace e fraternità, nel Canada e nei Paesi meno fortunati.

Venga il tuo regno, Signore Gesù. Amen.

 

© Copyright 1984 - Libreria Editrice Vaticana

 

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