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SANTA MESSA PER L’AERONAUTICA MILITARE ITALIANA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Basilica di San Pietro - Giovedì, 10 dicembre 1987

 

1. La felice iniziativa dei promotori di questo incontro vi ha qui portato da ogni parte d’Italia, militari di ogni ordine e grado dell’Aeronautica, per celebrare con particolare solennità, nel corso dell’Anno mariano, la festività della Madonna, venerata sotto il titolo di Loreto, patrona della vostra arma. A tutti il mio saluto cordiale. So che con voi è presente anche una qualificata rappresentanza della delegazione pontificia di quell’insigne santuario e dell’amministrazione comunale della città: l’una e l’altra io desidero associare al mio augurale saluto.

Abbiamo ascoltato insieme la proclamazione delle letture bibliche che la liturgia propone per l’odierna festività. Esse rivolgono a voi, che siete impegnati nel nobilissimo servizio di una patria in pace, un messaggio ricco di valore.

L’apostolo Paolo, nella Lettera ai Colossesi (Col 3, 12-16), ha richiamato la necessità di rivestirci di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, invitandoci a considerare al di sopra di ogni cosa la carità, che è il vincolo della perfezione e la condizione della vera pace in Cristo.

San Paolo parla talora delle virtù umane e cristiane come di una armatura. Nella Lettera ai Romani sollecita i credenti a indossare, insieme a lui, “le armi della luce” (Rm 13, 12) che sono - sempre secondo il suo linguaggio - “le armi della giustizia”, cioè della santità (2 Cor 6, 7). E scrivendo ai fedeli di Efeso, ancora una volta l’Apostolo invita a rivestire “l’armatura di Dio”, per poter resistere a ogni prova e superare ogni difficoltà (Ef 6, 13).

Questo atteggiamento di bontà, di rettitudine, di lealtà è premessa e condizione per disporsi ad accogliere la parola e la volontà di Dio, anche quando esse sembrano superare le nostre forze e chiamarci a un impegno superiore.

2. Il brano evangelico, che rievoca l’annunciazione, ci presenta la Vergine Maria che, di fronte al saluto e all’annuncio dell’Angelo, prende coscienza di trovarsi al centro di un evento che la trascende. L’annunciazione, infatti, come scrivevo nell’enciclica Redemptoris Mater (Ioannis Pauli PP. II, Redemptoris Mater, n. 9), “è la rivelazione dell’incarnazione all’inizio stesso del suo compimento sulla terra. La donazione salvifica che Dio fa di sé e della sua vita in qualche modo a tutta la creazione, e direttamente all’uomo, raggiunge nel mistero dell’incarnazione uno dei vertici. Questo, infatti, è un vertice tra tutte le donazioni di grazia nella storia dell’uomo e del cosmo”.

La risposta di Maria si riassume in una generosa e totale disponibilità, nel pieno assenso a Dio, che in lei attua il mistero dell’incarnazione, chiamandola ad essere Madre del Figlio suo.

Questa disponibilità si traduce nell’immediata decisione di Maria, sollecitata dalla carità, a visitare la cugina Elisabetta, la quale saluterà la Vergine Maria come “colei che ha creduto” (Lc 1, 45). Ecco il significato del “sì” di Maria: piena disponibilità a Dio e atteggiamento di servizio verso gli altri.

3. Da tempo l’Aeronautica ha scelto a speciale patrona la Madonna Lauretana con chiaro riferimento al celebre santuario, luogo plurisecolare di sincera pietà mariana. Questo vostro legame con la Madonna illumina il servizio che siete chiamati a svolgere; in esso voi intendete ispirarvi alla Vergine, alla sua ricchissima umanità, alla sua discrezione, alla sua bellezza interiore.

Molteplici pensieri associano la vostra attività e il vostro servizio a immagini che sono, nel contempo, richiami di alto valore spirituale. Infatti, in tempo di pace, la vostra Arma si è spesso distinta per tempestive iniziative umanitarie in aiuto di singole persone come anche di intere popolazioni provate da calamità, confermandosi insieme strumento e testimonianza di vero progresso civile.

La particolare preparazione tecnica e l’esigente disciplina richiesta dalla natura di un’arte che, sin dall’antichità, fu considerata altissima aspirazione umana, possono e devono ricevere dalla fede cristiana una luce e un sostegno del tutto singolari.

4. Il recente Sinodo dei vescovi, che ha riflettuto a lungo sull’identità del fedele laico e sul suo impegno nella realtà secolare, ha chiesto anche a voi di essere protagonisti di una testimonianza capace di arricchire la vostra attività della luce che discende dalla fede nel Signore. Ogni credente, infatti, è chiamato a realizzare la missione integrale della Chiesa, che “non è soltanto di portare il messaggio di Cristo e la sua grazia agli uomini, ma anche di permeare e perfezionare l’ordine delle realtà temporali con lo spirito evangelico” (Apostolicam Actuositatem, 5).

Il nostro tempo avverte con particolare urgenza e con sensibilità tutta nuova l’istanza di una più visibile e credibile coerenza da parte di quanti - quali che siano la loro condizione, responsabilità o ufficio - portano il nome cristiano. Questa necessaria coerenza assume, nella vostra professione e missione, un’importanza del tutto particolare, come bene volle ricordare il Concilio, affermando: “Coloro che, al servizio della patria, esercitano la loro professione nelle file dell’esercito, si considerino anch’essi come ministri della sicurezza e della libertà dei loro popoli e, se rettamente adempiono il loro dovere, concorrono anch’essi veramente alla stabilità della pace” (Gaudium et Spes, 79).

Proprio coloro che sono impegnati nella salvaguardia, nella difesa e della promozione delle libere istituzioni, trovano nel messaggio di fraternità e di pace di Cristo il motivo e la forza di essere fedeli a questo compito, dal cui assolvimento dipende in tanta parte un futuro di sicurezza, di libertà, di giustizia e di pace tra gli uomini.

5. Vada, quindi un particolare pensiero di apprezzamento ai vostri superiori, garanti della vostra formazione professionale e morale; ai sacerdoti che, con generosa dedizione, assicurano l’assistenza spirituale al vostro corpo militare; a quanti si adoperano affinché il vostro quotidiano impegno si compia in linea con i doveri, che avete abbracciato con solenne giuramento.

E, in questo momento, non può mancare un commosso ricordo a tutti coloro che hanno immolato la vita al servizio della patria, in guerra come in tempo di pace, lasciando un chiaro esempio di abnegazione e di sacrificio. Li affido con immensa speranza alla Madonna santissima, come esprimo la mia affettuosa solidarietà alle loro care famiglie che ne piangono la dolorosa perdita.

La Vergine Maria, sede della sapienza e Regina della pace, vi assista benigna e vi guidi, proteggendo ciascuno di voi, le vostre famiglie, la patria che servite con tanta dedizione e con responsabile coraggio.

L’Anno mariano, che tutta la Chiesa celebra con rinnovata fiducia nella Madre di Dio, sia per voi motivo di più intensa devozione alla celeste patrona dell’Arma e vi spinga ad imitarne con filiale trasporto le virtù, per contribuire efficacemente al progresso civile e cristiano della Nazione.

 

© Copyright 1987 - Libreria Editrice Vaticana

 

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