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VIAGGIO APOSTOLICO IN ESTREMO ORIENTE E A MAURITIUS

CELEBRAZIONE NEL «DUNCUNHA STADIUM» DI MAUMERE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Maumere (Indonesia) - Mercoledì, 11 ottobre 1989

 

Cari fratelli e sorelle in Gesù Cristo.

1. Sono molto felice di celebrare con voi questa santa Eucaristia - che è il centro e il vertice della nostra unità - qui, sul suolo benedetto di Maumere dinanzi all’assemblea del Popolo di Dio riunito attorno al Papa e ai Vescovi di questo Paese, fra cui il Pastore di questa arcidiocesi di Ende, monsignor Donatus Djagon. Oggi si manifesta il nostro amore fraterno.

Chi è pari al Signore nostro Dio / che siede nell’alto / e si china a guardare / nei cieli e sulla terra?” (Sal 113, 5-6).

Il salmista canta la grandezza di Dio, il Dio di cui tutta la creazione canta la lode. Egli è il creatore, in cui tutte le cose hanno la loro origine - “in lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (cf. At 17, 28). L’uomo rende testimonianza a Dio, a cui immagine è stato creato. L’uomo proclama la santità di Dio, il suo potere, la sua saggezza. Egli proclama l’amore misericordioso di Dio: l’amore che “si china dall’alto” a guardare la sofferenza e l’umiliazione umana: “Solleva l’indigente dalla polvere, / dall’immondizia rialza il povero / per farlo sedere tra i prìncipi, / tra i principi del suo popolo (Sal 113, 7-8).

Nel grande atto di adorare Dio una persona eccelle su tutte le altre: Maria - colei che fu scelta per essere la madre terrena del Figlio di Dio, il Verbo eterno.

Quando si recò in visita alla casa di Elisabetta, sua cugina, la Vergine di Nazaret si unì al salmista nel lodare il Dio che rovescia “i potenti dai troni” ed innalza “gli umili”, che ricolma “di beni gli affamati” e che rimanda “i ricchi a mani vuote” (cf. Lc 1, 52-53). Il suo canto è il “Magnificat”, che la Chiesa ripete di generazione in generazione. Ad ogni vespro, facciamo nostro questo inno. “L’anima mia magnifica il Signore / e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore . . . / Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente / e santo è il suo nome. / La sua misericordia si stende su quelli che lo temono” (Lc 1, 45-47. 49-50).

2. Poiché Maria è la madre di Cristo, la sua testimonianza a suo Figlio è unica. Soltanto lei ha fatto l’esperienza del mistero dell’Incarnazione nel momento stesso della concezione. Diede alla luce suo Figlio a Betlemme. Gli impose il nome di Gesù, che significa “Salvatore”. Lo presentò al Signore nel tempio quaranta giorni dopo la sua nascita. Insieme a Giuseppe lo protesse dalla crudeltà del re Erode fuggendo in Egitto. Nella casa di Nazaret osservava Gesù “crescere in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (cf. Lc 2, 52). E quando Maria trovò il suo Figlio divino di dodici anni nel tempio, egli le ha detto: “Devo occuparmi delle cose del Padre mio” (cf. Lc 2, 49). Il suo cuore aspettava che egli realizzasse il suo “compito” mentre ella si manteneva fedele alle parole pronunciate all’Annunciazione “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1, 38).

Il Vangelo della liturgia di oggi riporta un avvenimento che ebbe luogo durante un matrimonio a Cana, quando per la prima volta, Maria ha reso pubblica testimonianza del potere divino di suo Figlio. Lei gli dice: “Non hanno più vino” (Gv 2, 3). Anche se sembra che lui risponda negativamente, Maria ha fiducia nella bontà di suo Figlio e dice ai servi: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2, 5). Quando i servi eseguono l’ordine di Gesù, l’acqua con cui avevano riempito le giare diventa un vino eccellente. Fu così che a Cana di Galilea Gesù “diede inizio ai suoi miracoli” (Gv 2, 11) che rivelarono l’autentica natura della sua Persona e della sua missione.

Ai piedi della Croce inizia una nuova fase della testimonianza di Maria a Gesù. Quando Maria fu affidata all’amato discepolo come sua madre, ella fu affidata anche alla Chiesa. Essa era fervente nella preghiera insieme agli apostoli nel Cenacolo, mentre attendeva la venuta dello Spirito Santo a Pentecoste. E quando gli apostoli, dopo essere stati “rivestiti di potenza dall’alto” (Lc 24,49) lasciarono il Cenacolo di Gerusalemme per rendere testimonianza del Cristo crocifisso e risorto, l’esempio e l’intercessione della Madre del Signore li accompagnarono ovunque. Questa testimonianza unica continua a rafforzare la Chiesa di generazione in generazione.

3. Cari fratelli e sorelle, nel corso del tempo le lodi della fede di Maria hanno raggiunto anche la vostra amata isola di Flores, l’isola dei Fiori. Furono i Portoghesi a fondare qui, nel XVI secolo, le prime comunità cristiane. Quegli inizi non furono facili. Molti sacerdoti, religiosi e laici diedero la vita per la fede attraverso il martirio. Nei tempi difficili i laici mantennero salda la fede anche quando non vi erano sacerdoti e religiosi disponibili. A questo proposito ricordo con piacere le recenti celebrazioni, nella diocesi di Amboina, del centenario del ritorno della Chiesa in questa provincia delle Molucche.

Oggi voi continuate quella fedele testimonianza a Cristo attraverso il vostro impegno quotidiano a vivere il Vangelo nella santità della vita familiare, nella costruzione di una società migliore, nel rafforzare l’amore che dovrebbe sempre caratterizzare la vita della comunità ecclesiale. Quali membri attivi delle vostre Chiese locali, siete impegnati nelle vostre parrocchie, nell’apostolato dei laici, e negli sforzi che si compiono per rafforzare la vita familiare cristiana. Sono presenti fra di voi molti doni dello Spirito per la edificazione del corpo di Cristo, la Chiesa, e per la trasformazione del mondo dall’interno con il potere dell’amore di Dio. Con Maria ci rallegriamo per tutte le cose meravigliose che Dio ha fatto in mezzo a voi nei passati quattrocento anni.

Un segno particolare della vostra fedeltà è il numero crescente dei vostri figli e figlie generosamente dediti al servizio di Dio quali sacerdoti e religiosi. Molti di essi sono i missionari di oggi, che predicano la Parola di Dio in tutta l’Indonesia e perfino in altri paesi.

Le preghiere di Maria vi accompagnano nel vostro pellegrinaggio di fede. La vostra risposta amorevole alla sua sollecitudine materna è espressa nella vostra devozione a “Tuan Ma” a Larantuka, alla madre Maria di Fatima a Lela e Watulaji, alla madre Maria di Lourdes a Detusoko, e a santa Maria patrona delle missioni a Cancar. Questa devozione ha messo radici per secoli nelle menti e nei cuori del vostro popolo. Ricordo, fra l’altro, che nel XVIII secolo il re di Larantuka affidò il suo regno alla madre Maria, Reinha Rosari e Reinha Larantuka. Solenni atti di consacrazione hanno avuto luogo anche a Lela e Sikka nel 1947 e ancora a Sikka nel 1949.

Quindi la lunga storia della Chiesa a Nusa Tenggara Timur è piena della presenza di Maria, che intercede presso il Figlio per voi e vi sollecita a fare “quello che vi dirà”, come dice il Vangelo.

4. Cosa vi chiede oggi Cristo? Cosa significa rendergli testimonianza? Significa comunicare al mondo la vita divina, tutelare ed elevare la dignità della persona umana, costruire la società nella giustizia, nella pace e nell’amore. Significa conferire un senso e un significato più profondo alle preoccupazioni temporali e al lavoro quotidiano (cf. Gaudium et Spes, 40).

Cari fratelli e sorelle, in quanto cattolici e Indonesiani, partecipate pienamente alla vita del vostro Paese, operando coraggiosamente per promuovere il bene comune e per risolvere i problemi sociali. Sono soprattutto i laici ad essere chiamati a illuminare e organizzare le cose temporali, permeandole dello spirito del Vangelo, cosicché tutta la vita della comunità possa effettivamente elevarsi e promuovere la dignità e i diritti dei suoi membri. Voi comprendete l’enormità del compito che il vostro Paese deve affrontare mettendo a disposizione un’educazione e una formazione migliori, più posti di lavoro e giusti salari, e una più equa distribuzione dei vantaggi dello sviluppo economico e culturale. Qui a Nusa Tenggara Timur avete anche la possibilità di cooperare alla “Operasi Nusa Makmur” per tutelare e migliorare l’ambiente.

La società ha urgente necessità della vostra autentica testimonianza di quei valori in grado di trasformarla per il bene di tutti. La vostra fede cristiana vi spinge ad impegnarvi in questo grande compito utilizzando tutti i vostri talenti e le vostre risorse, e in armonia con la dottrina sociale della Chiesa.

Allo stesso tempo la fede ci dice che possiamo promuovere efficacemente l’unità e la cooperazione nella società solo se siamo riconciliati con Dio e con il prossimo. Troviamo la via dell’autentico sviluppo umano quando riconosciamo l’importanza delle realtà spirituali nelle nostre vite e la necessità da parte nostra di evitare l’egoismo e il peccato. È un processo che ha inizio con la nostra conversione spirituale. Maria ha proclamato il vero significato dell’esistenza umana quando si è definita “la serva del Signore”. Anche noi dobbiamo riconoscere che siamo creature al servizio del disegno amorevole di Dio, chiamati a vivere una vita degna della nostra vocazione soprannaturale.

5. “Lodate, servi del Signore, / lodate il nome del Signore” (Sal 113, 1). Sì, fra tutti i servi di Dio è Maria, la serva del Signore, che eccelle nell’adorazione offerta a Dio dai popoli e dalle nazioni, da tutta la famiglia umana.

“Dal sorgere del sole al suo tramonto / sia lodato il nome del Signore” (Sal 113, 3).

La Madre di Cristo proclama ovunque le “grandi cose” che ha fatto in lei l’Onnipotente. “Di generazione in generazione” essa rende testimonianza all’amore di Dio per il mondo. Infatti egli ha tanto amato il mondo “da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3, 16).

Maria, la madre di questo Figlio nel mistero dell’Incarnazione, non cessa mai di intercedere presso di lui per la nostra salvezza. Qui, nell’isola di Flores, non cessa mai di parlare ai cuori di tutti i suoi figli e di tutte le sue figlie. “Fate quello che vi dirà”.

Flores, isola dei Fiori, che splendido nome! Tuttavia, dietro questo nome, un grave compito è affidato a tutti voi, vale a dire, quello di spargere i fiori della fede, di spargere la fragranza di Cristo ovunque voi siate e ovunque vi rechiate, affinché tutti gli uomini possano fare l’esperienza della salvezza che viene da Dio. Il Signore sia sempre con voi.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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