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VIAGGIO APOSTOLICO IN TANZANIA, BURUNDI, RWANDA E YAMOUSSOUKRO

CELEBRAZIONE EUCARISTICA NELLA SPIANATA «KAWEKAMO GROUNDS»

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Mwanza (Tanzania) - Martedì, 4 settembre 1990

 

Gesù disse: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni e gli altri come io vi ho amati” (Gv 15, 12).

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

1. A tutti voi esprimo la mia grande gioia per questa opportunità di celebrare l’Eucaristia qui nella Regione del Lago della Tanzania. Ringrazio l’Arcivescovo Anthony Mayala per le sue gradite parole di benvenuto, e ringrazio con affetto i miei fratelli Vescovi e tutto il clero, i religiosi e i laici dell’Arcidiocesi di Mwanza e delle Diocesi di Bukoba, Geita, Musoma, Rulenge e Shinyanga. I miei cordiali saluti vanno anche al vostro stimato governo e ai capi politici come anche ai rappresentanti delle altre comunità cristiane e altre religioni e a tutto il popolo di buona volontà.

In questa Liturgia, celebriamo in modo speciale la sacralità della vita umana. Il dono della vita viene da Dio e la sua sacralità è rivelata nella santa istituzione del Matrimonio e nella famiglia. È giusto, perciò, che in questa Eucaristia coppie sposate e genitori rinnovino le loro promesse matrimoniali e che i bambini facciano la Prima Santa Comunione. In questo modo tutta la famiglia è rappresentata mentre la Chiesa “sente la bontà del Signore” (cf. Sal 33, 9) ed è rafforzata nella fedeltà e nell’amore nell’immagine di Dio.

2. “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati” (Gv 15, 12). Questo è il comandamento di Gesù ai suoi discepoli di ogni età e luogo! Questo è il suo comandamento a voi, cristiani della Regione del Lago della Tanzania! Le parole del Signore hanno un significato speciale per tutti coloro che sono sposati. Il Sacramento del Matrimonio consacra davanti a Dio e alla Chiesa l’amore esclusivo, fedele e mutuo per tutta la vita del marito e della moglie. È volere di Dio che questa unione sacra esista solo fra due persone. Quando un uomo sposa una donna promette di darle il suo amore, a lei sola. Lei, a sua volta, promette la stessa cosa a lui.

Nella celebrazione del Sacramento voi vi dite: “Prometto di esserti fedele sempre . . . di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”. Quando queste parole sono pronunciate, viene stabilito un legame matrimoniale duraturo fra un uomo e una donna. Per questa sua natura il matrimonio è santo e indissolubile: “Ndoa ni Agano Takatifu”. È santo perché è parte del progetto del Creatore per il mondo. Fin dall’inizio, quando Dio creò l’uomo e la donna aveva progettato che un uomo dovesse lasciare suo padre e sua madre e prendere moglie, e che i due diventassero una sola carne (cf. Gen 2, 24). Quando Gesù disse: “Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Mt 19, 6), ha confermato questa verità e insegnato che rompere il legame matrimoniale è contro il progetto di Dio per la vita umana e l’amore: Kuvunja ndoa hupingana na Mpango wa Mungu kwa maisha ya binadamu, na ni kinyume cha Upendo.

Gesù ha fatto del Matrimonio il Sacramento della Nuova Alleanza. Quando due persone battezzate si sposano il loro amore per tutta la vita diventa un segno effettivo e pieno di grazia dell’amore di Cristo, quell’amore più grande del quale Gesù ci ha parlato prima della sua Passione, quando disse: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15, 13). Attraverso la grazia del Sacramento del Matrimonio, l’amore delle coppie cristiane diventa lo specchio dell’amore eterno del Signore per la sua Sposa, la Chiesa.

Care coppie sposate! Nel rinnovare le vostre promesse matrimoniali, rinnovate il vostro impegno a condividere il santo, generoso e fedele amore che Cristo ha dimostrato a tutta l’umanità morendo sulla Croce. Per questa ragione, il rinnovare le vostre promesse matrimoniali è un atto sacro.

Il Sacramento del Matrimonio è una sorgente di grazia che, insieme con la grazia del vostro Battesimo e Cresima, e con la forza che viene dall’Eucaristia, vi permetterà, giorno per giorno, di accettare sacrifici l’uno per amore dell’altro, di rimanere fedeli di fronte a ogni difficoltà, prova e tentazione, e in ogni modo di soddisfare le richieste della vostra vocazione di cristiani sposati!

3. Per la sua natura, il Matrimonio vi innalza anche alla famiglia, che è la culla dell’amore della società umana. Il Matrimonio, la famiglia e la società sono parti del progetto di Dio per il mondo legate tra di loro. Come unità base della società, alla famiglia è stata affidato dal Creatore il compito di trasmettere il dono della vita, di tradurre il comandamento: “siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela” (Gen 1, 28), e di servire la crescita e la maturità umana.

Difendendo la sacralità del Matrimonio e della vita familiare, la Chiesa non è solo fedele alla volontà e al progetto di Dio ma fornisce il beneficio necessario alla società. Dove il matrimonio e la famiglia sono rispettati e protetti, tutta la società diventa più forte e più umana, e viene fatto il bene comune: Mkiheshimu na kulinda familia, jamii nzima itaimarika zaidi katika utu na katika kutoa huduma kwa manufaa ya wote.

Le coppie sposate e le famiglie hanno bisogno di sostegno e di incoraggiamento nel portare avanti i loro sacri doveri. La Chiesa desidera aiutare le coppie sposate mentre cercano di fare la volontà di Dio nella loro vita insieme. Desidera mostrare loro i tesori della saggezza e della forza che Dio dà a coloro che pregano e celebrano i Sacramenti. È attraverso il suo insegnamento e il ministero pastorale dei suoi sacerdoti e religiosi desidera aiutare le famiglie a vivere secondo il progetto di Dio in comunione gioiosa e reciproco aiuto.

4. La Chiesa insegna che ogni uomo, donna e bambino, senza distinzione di razza, sesso, religione o condizione sociale, è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio (cf. Gen 1, 26-27) e ha un infinito valore agli occhi di Dio. Perciò, la dignità di ogni persona umana, dal suo concepimento alla morte naturale, deve essere rispettata. Questo dovere morale è particolarmente importante oggi, di fronte ai nuovi pericoli e alle minacce rivolte alla vita umana innocente e alla santità del Matrimonio. Fra queste minacce, includo “l’abominevole delitto” dell’aborto (Gaudium et spes, 51), e i metodi del controllo delle nascite che sono contrari alla “verità” dell’amore matrimoniale come “dono” attraverso il quale il marito e la moglie diventano collaboratori con Dio nel dare vita a una nuova persona umana (cf. Familiaris consortio, 14).

Obbedendo al comandamento del Signore “amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati” (Gv 15, 12) voi, i cristiani della Regione del Lago, venite sfidati a pensare alla situazione nel vostro paese. Gli anziani, i vedovi, gli handicappati e le persone sole trovano fra di voi la comprensione e l’aiuto di cui hanno bisogno? La dignità umana di tutti gli individui è sempre rispettata? O è minacciata da pratiche come uchawi o stregonerie, che conducono coloro che vi sono coinvolti a forme di schiavitù e di falsa adorazione? Nel frattempo, sebbene ci siano molti valori umani autentici e degni di lode associati ai costumi del matrimonio tradizionale come per esempio mahari, non eccedete e non abusate di queste tradizioni che conducono a comportamenti che giudicano la dignità e il valore delle persone solo sulla base dei possedimenti e delle ricchezze?

Ognuno di noi ha un dovere fondamentale nell’essere un vicino cristiano per gli altri, specialmente per i poveri, i deboli, i sofferenti e gli emarginati. Prego perché le famiglie cattoliche della Tanzania siano sempre un luminoso esempio di amore e di preoccupazione per gli altri. Spero di cuore che esse accoglieranno, rispetteranno e serviranno l’ultimo dei loro fratelli e sorelle, dal momento che essi sanno che ogni persona umana è figlia di Dio nella quale incontriamo Cristo stesso (cf. Familiaris consortio, 64).

5. Cari fratelli e sorelle: questa celebrazione della sacralità della vita umana nel matrimonio e nella famiglia è resa ancora più significativa dal fatto che oggi qui ci sono dei bambini che si avvicinano per la prima volta al banchetto del Signore, bambini che devono la loro vita e la loro crescita cristiana a voi, genitori cattolici della Tanzania. Oggi, per la prima volta, questi bambini riceveranno la più grande delle grazie sacramentali: Leo watoto hawa watapokea Sakramenti ya Ekaristi kwa mara ya kwanza. Mentre ricevono il Corpo e il Sangue del Signore Gesù sarà piena del potere salvifico di questo amore, rivelatoci alla sua morte in Croce.

Cari giovani amici! Gesù dà questo dono prezioso a voi perché siete membri della sua famiglia, la Chiesa. Dai vostri genitori e dai vostri insegnanti avete già imparato ad amare Gesù. Sapete che è il Figlio di Dio che perdona i vostri peccati e vi apre le porte del cielo. Dal momento che Gesù vi ama così tanto, vorrete amarlo anche voi con tutto il vostro cuore.

Oggi il Papa vi chiede di rimanere fedeli a Gesù sempre in unione per i vostri fratelli e sorelle nella Chiesa fino al giorno in cui lo vedrete faccia a faccia insieme a Maria nostra madre e a tutti i santi, nella nostra casa nel cielo!

6. In ogni celebrazione dei Sacramenti, siamo rinnovati dall’amore del Padre, l’amore che egli ha dimostrato mandandoci il suo amato Figlio. Oggi, in questa Messa, Gesù ancora una volta ci offre il dono del suo Corpo e del suo Sangue e ci ripete: “Come il Padre ha amato me, così io vi ho amati. Restate nel mio amore” (Gv 15, 9).

“Restate nel mio amore!”. L’amore chiede fedeltà: Upendo unadai uaminifu. Richiede perseveranza nel fare il bene. È quello che Gesù ha detto: “Se osserverete i miei comandamenti rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore” (Gv 15, 10). Possa la potenza di questo amore essere vostro sostegno e incoraggiamento, care coppie sposate e genitori. Possa l’amore del Signore Gesù aiutare anche voi, cari bambini, a essere sempre amici di Gesù. Questo amore - questo amore fedele - è l’origine della gioia, la fonte della vera felicità sia sulla terra che per l’eternità.

Gesù disse: “Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi, e la vostra gioia sia piena” (Gv 15, 11).

Questo è ciò che Gesù desidera da voi.

Questo è ciò che la Chiesa chiede per voi attraverso le preghiere e il ministero del Papa e di tutti i Vescovi e sacerdoti e attraverso l’esempio e insegnamento delle suore e dei catechisti.

Amatevi gli uni gli altri cosicché la vostra gioia sia piena. Amen.

Dopo la celebrazione eucaristica il Papa ha aggiunto:

Desidero esprimere la mia gratitudine all’eterno Pastore per la Chiesa in Tanzania, specialmente nell’arcidiocesi di Mwanza e nella provincia di Mwanza. Abbiamo grandemente espresso questa gratitudine con la nostra concelebrazione. Ringrazio con tutto il mio cuore i concelebranti, i Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti, i molti sacerdoti nativi, ma anche i molti missionari. Ringrazio anche, per la loro partecipazione, le molte coppie, mariti e mogli, e anche i loro figli e le loro figlie che hanno ricevuto la Prima Comunione. Esprimo la mia gratitudine a tutte le Religiose di Mwanza, a quelle native e a quelle missionarie. La mia gratitudine va anche al coro che ha lavorato per tutti noi, e tutti noi eravamo insieme con il coro. Era una bella armonia, l’armonia liturgica della Santa Messa, del Mistero eucaristico.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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