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VIAGGIO PASTORALE IN BENIN, UGANDA E KHARTOUM

CELEBRAZIONE NEL SANTUARIO DEI MARTIRI UGANDESI DI NAMUGONGO

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Kampala (Uganda) - Domenica, 7 febbraio 1993

 

Baana bange abaagalwa, Mbalamusizza mwenna. Mwebale okujja. Katonda Kitaffe tumugulmize.

(Miei amati figli e figlie, saluto tutti voi. Grazie per essere venuti. Lodiamo Dio nostro Padre.)

1. “Il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità” (Ef 5, 9). Oggi è domenica. Gesù Cristo, la luce del mondo (cf. Gv 8, 12), è risorto dalla morte! Siamo riuniti nel Santuario dei Santi Martiri dell’Uganda per celebrare Cristo luce del mondo. Con la Risurrezione di Cristo si realizzano le parole pronunciate dal Profeta Isaia alla Città Santa di Gerusalemme: “viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te... su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te” (Is 60, 1-2). Isaia disse allora: “Cammineranno i popoli alla tua luce... I tuoi figli vengono da lontano” (Is 60, 3-4) Sì. I popoli sono venuti da molto lontano: da molti paesi e da diverse nazioni della terra. Per duemila anni. Anche voi siete venuti, popolo dell’Uganda, figli e figlie d’Africa. Anche voi avete visto la luce della Risurrezione di Cristo. La luce che produce “ogni bontà, giustizia e verità”.

2. Questo è il luogo sulla vostra terra dove la luce di Cristo ha brillato con particolare splendore. Questo era il luogo dell’oscurità, Namugongo, dove la luce di Cristo si è rivelata con grande splendore nel vivo fuoco che consumò San Charles Lwanga e i suoi compagni. Possa la luce di questo sacrificio non smettere mai di splendere in Africa! Il sacrificio eroico dei martiri ha contribuito a avvicinare l’Uganda e l’intera Africa a Cristo, la vera luce che illumina tutti gli uomini (cf. Gv 1, 9). Uomini e donne di ogni tribù, lingua, popolo e nazione (cf. Ap 5, 9) hanno risposto alla chiamata di Cristo, lo hanno seguito e sono diventati membri della sua Chiesa, come i tanti che anno dopo anno vengono in pellegrinaggio a Namugongo. Oggi anche il Vescovo di Roma, Successore di San Pietro è giunto in pellegrinaggio al santuario dei Santi Martiri dell’Uganda. Seguendo le orme di Papa Paolo VI che elevò questi figli della vostra terra alla gloria degli altari e che in seguito fu il primo Papa a visitare l’Africa, anch’io desidero dare uno speciale bacio di pace a questo sacro suolo. Da questo luogo sono lieto di salutare il Presidente della Repubblica dell’Uganda e i rappresentanti del Governo che ci onorano della loro presenza. Saluto tutti i membri della Chiesa in Uganda. Sono felice di salutare l’Arcivescovo Emmanuel Wamala e tutti i miei confratelli Vescovi dell’Uganda, in particolar modo i Vescovi del Sud: il Vescovo Adrian Ddungu di Masaka, il Vescovo Joseph Willigers di Jinja e il Vescovo Joseph Mukwaya di Kiyinda-Mityana. Do anche il benvenuto a tutti i Cardinali e Vescovi venuti da altri paesi per partecipare a questa celebrazione. Saluto i sacerdoti, i religiosi e le religiose che hanno dedicato la loro vita a servire i loro fratelli e le loro sorelle nella fede. Oggi inoltre rivolgo i miei particolari saluti ai laici impegnati dell’Uganda. Vi abbraccio con amore nel Signore Gesù. Voi siete gli eredi dei grandi e fedeli responsabili laici con cui è stata benedetta la Chiesa dell’Uganda sin dall’inizio.

3. San Paolo disse agli Efesini: “Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore” (Ef 5, 8). Quanto sono state eloquenti le parole di Papa Paolo VI nella sua omelia in occasione della canonizzazione dei martiri dell’Uganda!

“Chi avrebbe potuto prevedere che insieme alle grandi figure storiche dei martiri e dei confessori africani come Cipriano, Felicita e Perpetua e lo straordinario Agostino, un giorno avremmo citato gli amati nomi di Charles Lwanga, Matthias Mulumba Kalemba e i loro venti compagni?” chiese il Papa (18 ottobre 1964). In verità i martiri dell’Uganda sono diventati luce nel Signore! Il loro sacrificio ha accelerato la rinascita della Chiesa in Africa. Ai nostri giorni, l’intera Africa è chiamata alla luce di Cristo! L’Africa è chiamata a scoprire la sua vera identità nella luce della fede nel Figlio di Dio. Tutto ciò che è realmente africano, tutto ciò che c’è di vero, buono e nobile nelle tradizioni e nelle culture africane è destinato a compiersi in Cristo. I martiri dell’Uganda lo dimostrano chiaramente: essi erano i più autentici degli africani, degni eredi delle virtù dei loro avi. Nell’abbracciare Gesù Cristo essi aprirono la porta della fede al loro popolo (cf. At 14, 27), affinché la gloria del Signore potesse risplendere sull’Uganda e sull’Africa.

4. È giusto che qui a Namugongo rendiamo grazie a Dio per tutti coloro che si sono prodigati e che hanno pregato e versato il loro sangue per la rinascita della Chiesa in questo continente. Rendiamo grazie per tutti coloro che hanno proseguito il lavoro dei martiri impegnandosi a costruire una Chiesa realmente cattolica e realmente africana. In primo luogo desidero sottolineare l’eccezionale servizio svolto dai vostri catechisti. Ultimamente alcuni di loro sono stati chiamati, come i martiri del passato, a dare la loro vita per Cristo. La storia della Chiesa in Uganda dimostra chiaramente che generazioni di catechisti hanno dato “un contributo singolare ed insostituibile alla propagazione della fede e della Chiesa” (cf. Ad gentes, 17) nel vostro paese.

Come fu evidente questo anche all’alba della Cristianità in Uganda! Nonostante il fatto che loro stessi avessero conosciuto Cristo solo da poco tempo, i vostri martiri condivisero gioiosamente con gli altri la Buona Novella su Colui che è “la via, la verità e la vita” (Gv 14, 6). Essi capirono che “la fede si rafforza donandola” (Redemptoris missio, 2). Cari catechisti: ciò che avete liberamente ricevuto dovete liberamente donare (cf. Mt 10, 8)! Approfondite la vostra conoscenza della fede della Chiesa affinché possiate condividere ancora più pienamente le sue ricchezze con gli altri. Cercate sempre di pensare con la Chiesa. Soprattutto dovete dedicarvi alla preghiera personale. Solo se il vostro ministero è alimentato dalle preghiera e sostenuto da un’autentica vita cristiana porterà frutti duraturi. La vostra catechesi non dovrà mai essere solo insegnamento su Dio e sulla sua Chiesa. Essa deve essere anche scuola di preghiera dove i battezzati imparano a crescere in un rapporto sempre più profondo e consapevole con Dio Padre, con Gesù, il primogenito tra molti fratelli e sorelle (cf. Rm 8, 29), e con lo Spirito Santo, che dona vita eterna. Il frutto della luce di Cristo si deve manifestare chiaramente nella bontà delle vostre vite! Voi dovete essere l’esempio di una fede profondamente radicata in un rapporto personale con Gesù, vissuto in piena comunione con la Chiesa. La vostra fede deve manifestarsi chiaramente nella vostra obbedienza al Vangelo, nella vostra vita di carità e di servizio verso il prossimo e nel vostro impegno missionario verso coloro che ancora non credono o che non seguono più la fede ricevuta con il battesimo. Prendete a cuore la lezione di San Paolo: siate esempio di pazienza e carità verso tutti sapendo che se non avete amore voi non sarete nulla (cf. 1 Cor 13).

5. “Voi siete luce nel Signore!”. Come risplende chiaramente la luce di Cristo nella vita dei laici, uomini e donne, impegnati a perseguire la santità nelle quiete e spesso umili circostanze delle loro vite! Vorrei in particolar modo esprimere la stima della Chiesa per le donne dell’Uganda. Vi esorto: non abbiate paura di far sentire le vostre voci! Dio ha offerto alle donne ugandesi doni preziosi da condividere per costruire una società più umana e piena di amore, una società che rispetti la dignità di tutti, in particolar modo dei bambini e dei bisognosi.

Quanto è importante l’apostolato delle famiglie cristiane per la crescita della società e della Chiesa! Coppie cristiane sposate: siate reciprocamente fedeli! Non dimenticate mai la sacra vocazione che avete ricevuto per tramandare la fede e insegnare alla generazione più giovane a vivere secondo i comandamenti di Dio. L’Africa ha bisogno della testimonianza delle famiglie cristiane, famiglie che siano scuole di generosità, pazienza, dialogo e rispetto per le necessità degli altri! Sono lieto di vedere qui i rappresentanti delle varie associazioni e dei movimenti ecclesiali che svolgono un ruolo tanto importante nella vita delle vostre Chiese locali. Cari amici: il vostro desiderio di santità e di autentica vita cristiana è un grande dono che Dio fa alla Chiesa in questi tempi. Siate una mente e un cuore solo con i Pastori della Chiesa. Gesù vi chiama a essere missionari del suo amore e lievito di riconciliazione e di rinnovamento in mezzo al suo popolo. Desidero incoraggiare i vostri sforzi per portare la Buona Novella di Cristo a tutti, in particolar modo agli indifferenti e a coloro che non sono stati ancora raggiunti dalle normali cure pastorali della Chiesa.

6. “Rivestiti di luce, perché viene la tua luce” (Is 60, 1). Le parole di Cristo sono rivolte a voi, laici impegnati dell’Uganda! A ognuno di voi Cristo dice: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre buone opere e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5, 16). Quanto ha bisogno il popolo ugandese della luce del Vangelo per disperdere l’oscurità lasciata da lunghi anni di tensioni civili, violenza e paura. Oggi l’Uganda si trova a un crocevia: il suo popolo ha bisogno del sale della parola di Dio per fare emergere le virtù dell’onestà, della bontà, della giustizia e dell’interesse per la dignità degli altri, che sole possono garantire la ricostruzione del suo Paese su un solido fondamento. L’Uganda ha bisogno di sentire la voce di Dio! Quanti dei vostri fratelli e sorelle non hanno ancora incontrato Cristo! A tutti voi ripeto oggi la sfida che Papa Paolo VI vi ha lasciato: voi dovete divenire missionari nel vostro Paese! Fate sì che il vostro entusiasmo si unisca a un impegno sempre più sincero per lavorare per l’unità di tutti coloro che professano il nome di Cristo. I rapporti tra cristiani dovrebbero essere caratterizzati dall’armonia e da uno spirito di rispetto reciproco. Nonostante le divisioni, gli sforzi per promuovere l’unità cristiana sono un segno evidente della riconciliazione che Dio desidera compiere in mezzo a noi (cf. Redemptoris missio, 50).

7. Laici dell’Uganda! “Voi dovete essere sale della terra e luce del mondo” (cf. Mt 5, 13-14). Se le vostre opere contengono il sale della “bontà, giustizia e verità”, le vostre vite diventeranno veramente luce per i vostri vicini. Cristo vi chiama a vivere una vita gradita a Dio. Quando siete rinati nelle acque del battesimo siete stati nuovamente creati, vi è stato permesso di partecipare alla sua vita divina e siete stati inviati a portare testimonianza a Colui che ci ha chiamati dalle tenebre nel suo regno di luce (cf. Col 1, 13). San Paolo lo dice molto chiaramente: “e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre” (Ef 5, 11). Voi avete rinunciato a Satana e alle sue opere. Voi siete stati salvati al prezzo del sangue di Cristo, quindi non dovrete mai rinnegarlo adorando idoli o abbandonando la vostra vita cristiana per le vuote promesse di una cultura di morte! “Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore” (Ef 5, 9). Fate sì che i martiri siano la vostra ispirazione! Essi non hanno professato Cristo solo con le loro parole. Essi hanno manifestato il loro amore per Dio osservando i suoi comandamenti (cf. 1 Gv 5, 3). L’immagine di Cristo si rifletteva in loro con una forza spirituale che ancora oggi attira le persone verso di lui. Nella loro vita e nella loro morte i martiri hanno rivelato la forza della croce, la forza di una fede più forte della paura, una vita che trionfa sulla morte, una speranza che illumina il futuro, e un amore che riconcilia i più acerrimi nemici.

8. “Il Signore sarà per te luce eterna” (Is 60, 20). Ringrazio Dio per questa opportunità di celebrare insieme a voi nel santuario dei Santi martiri dell’Uganda la Santa Eucaristia. I martiri sono stati chiamati in mezzo a questo amato popolo africano perché “la loro luce risplenda davanti agli uomini” (cf. Mt 5, 16). In loro si sono compiute le parabole di Cristo del sale e della luce. Nella loro vita terrena i martiri “hanno cercato di scoprire ciò che vuole il Signore” (cf. Ef 5, 10) e agito in maniera degna della chiamata che avevano ricevuto. Come seguaci di Cristo sono stati disposti a dare persino la loro vita per Lui. Lo Spirito Santo “ha fatto risplendere questa luce” a Namugongo. Attraverso il ministero della Chiesa egli ha fatto sì che la luce non rimanesse nascosta ma “splendesse per ognuno nella casa” (cf. Mt 5, 15): nella vostra casa in Uganda e in tutta l’Africa.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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