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VIAGGIO APOSTOLICO NELLE FILIPPINE,
IN PAPUA NUOVA GUINEA, AUSTRALIA E SRI LANKA

X GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

SANTA MESSA IN OCCASIONE DEL IV CENTENARIO DELL’ELEVAZIONE
AD ARCIDIOCESI DI MANILA E DELLA CREAZIONE DELLE DIOCESI
DI CEBU, NUEVA SEGOVIA E CACERES

OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

«Philippine International Convention Center» di Manila (Filippine)
Sabato, 14 gennaio 1995

 

"Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni" (Mt 28, 18-19).

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

1. Queste parole del Vangelo di oggi assumono un significato particolare nel contesto del giubileo che, insieme alla Giornata Mondiale della Gioventù, la Chiesa e le Filippine stanno celebrando. Quattrocento anni fa, nel 1595, fu istituita la prima Provincia Ecclesiastica su queste isole: l’Arcidiocesi di Manila e le diocesi di Cebu, Caceres e Nueva Segovia.

Saluto l’intero popolo filippino, il meraviglioso popolo filippino. Saluto tutti i suoi Pastori. Ringrazio il Cardinale Sin per queste cordiali parole di benvenuto. Saluto anche Sua Eccellenza il Presidente Ramos e tutte le Autorità.

L’istituzione della Chiesa Metropolitana nelle Filippine testimonia il fatto che l’opera dei primi missionari ha portato abbondanti frutti. Il processo di fondare ed edificare la Chiesa era già stato avviato in altre parti del mondo, in particolare nei Paesi europei. Nel caso della mia Polonia, esso era iniziato nell’anno mille. Più tardi ciò si verificò anche nei Paesi del Sud America, dell’America centrale e dell’America del Nord. Così è accaduto e continua ad accadere in Africa, in Australia, in tutta l’Oceania e in Asia. Tutto ciò ha un significato che va al di là di una questione di amministrazione ecclesiastica. La Chiesa è un corpo vivo. Come corpo vivo, essa a un certo punto raggiunge lo stadio della maturità che permette a una Chiesa particolare di dare vita ad altre Chiese uguali ad essa.

Plantatio Ecclesiae. Mysterium plantationis Ecclesiae. Paulus plantavit. Apollo rigavit. Deus autem incrementum dedit. Sembra che i filippini capiscano molto bene il latino.

2. Quattrocento anni fa la Chiesa a Manila divenne la Sede Metropolitana per la Chiesa a Cebu, Caceres e Nueva Segovia. Nel corso di questi quattro secoli il numero delle Chiese particolari nelle Filippine è notevolmente aumentato. Quelle prime quattro diocesi sono diventate, ognuna una Sede Metropolitana e numerose Chiese particolari sono sorte e continuano a crescere. In questa parte del mondo sono le Filippine che beneficiano del maggior benessere di vita ecclesiale.

Plantatio fecunda, fecundissima!

Cari fratelli e care Sorelle, siamo riuniti qui oggi per rendere grazie a Dio proprio per questa grazia, grande grazia di Dio. Non soltanto voi che siete giunti da tutte le zone delle Filippine, ma anche i rappresentanti delle Chiese dell’Asia e dell’Estremo Oriente. E vedo anche molti Vescovi dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia. Tutti insieme salutiamo i delegati delle altre Chiese e delle comunità cristiane, così come i rappresentanti di altre religioni. Per me è una grande gioia essere qui con voi oggi, come Vescovo di Roma e Successore di Pietro. Pietro è stato il primo nella "Plantatio Ecclesiae" a Roma e di Roma. "Plantatio Ecclesiae" a Manila, nelle Filippine. Pietro, Successore di Pietro, anche una grazia!

Lodiamo insieme Dio per la grazia di questo quarto centenario. In un grande coro affidiamo la Chiesa nelle Filippine e tutta la nazione alla Provvidenza Divina: "Salva il tuo popolo e la tua eredità benedici" (Sal 28, 9).

Nella gioia di questa occasione non possiamo dimenticare le nostre sorelle e i nostri fratelli filippini che vivono in difficili condizioni sociali ed economiche e coloro che stanno tentando di riprendersi dai disastri naturali che recentemente si sono verificati con una certa frequenza. Penso in particolare alle vittime dell’eruzione del vulcano Pinatubo e delle sue conseguenze. Chiedo a Dio di rafforzare e consolare coloro che hanno perso i propri cari, la propria casa, i loro beni, e spero sinceramente che i loro appelli per ulteriori aiuti e solidarietà non rimangano inascoltati.

Penso anche ai molti filippini che sono a Roma, in Italia e in tutto il mondo. Li saluto tutti. Anch’essi hanno la stessa eredità. Anch’essi stanno celebrando questo centenario.

3. Oggi, non possiamo non ricordare i primi messaggeri della Buona Novella che giunsero su queste Isole. Erano di origine spagnola, in quanto è stata soprattutto la penisola iberica a promuovere quel grande impulso missionario dopo la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Allo stesso tempo, altri coraggiosi esploratori viaggiavano a sud e a est, intorno all’Africa, superando il Capo di Buona Speranza, attraverso l’Oceano Indiano, verso l’Asia e l’Estremo Oriente. Questi importanti viaggi aprirono vasti orizzonti alla missione evangelizzatrice della Chiesa. Fu in quel contesto che l’evangelizzazione delle Filippine ebbe inizio.

È significativo il fatto che la prima sede episcopale a Manila fosse originariamente legata al Messico, nonostante l’enorme distanza rappresentata dall’Oceano Pacifico. Chiaramente quella era una misura temporanea, che durò fin quando non venne eretta la prima Provincia ecclesiastica indipendente, precisamente nel 1595. Dopo una prima esitazione, la Chiesa missionaria di quel primo periodo divenne gradualmente più autenticamente filippina man mano che aumentava il numero dei sacerdoti e dei Vescovi nativi.

Guardando al passato, oggi, dobbiamo ringraziare Dio per quei pionieri che hanno gettato le fondamenta della Chiesa su questa terra: per gli Agostiniani che per primi giunsero qui, seguiti dai francescani, dai gesuiti, dai domenicani e dagli agostiniani recolletti. I primi missionari che cercarono di difendere le popolazioni indigene dagli abusi dei conquistadores e degli encomenderos ebbero un capo vigoroso nel frate domenicano Domingo de Salazar, primo Vescovo di Manila. All’inizio del 1582 egli convocò il primo Sinodo, che affrontò molte questioni riguardanti la conquista, l’insediamento e l’amministrazione secondo i principi della fede e della morale cristiana.

Un processo meraviglioso, una storia bellissima, storia della Chiesa, storia della salvezza, storia del popolo filippino. Tutti voi, filippini di oggi, rappresentate questa eredità, i successori di questo grande, grande processo.

4. San Paolo scrive agli Efesini: "perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione... per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati... e la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti" (Ef 1, 17-19). Ciò che san Paolo desidera ad Efeso per la comunità cristiana è ciò che io desidero oggi per i cattolici delle Filippine. Prego soprattutto affinché voi apprezziate sempre più pienamente la grazia della vostra vocazione cristiana, come spiegato dal Concilio Vaticano II nella sua Costituzione sulla Chiesa (cf. Lumen Gentium, 40).

Questa vocazione ha il suo inizio e la sua fonte in Cristo stesso. Tutti noi cristiani viviamo grazie alle inesauribili ricchezze che Lui ci ha donato. San Giovanni della Croce, il grande mistico spagnolo che visse proprio al tempo in cui avveniva l’evangelizzazione delle Filippine ci ricorda questo fatto. Egli scrisse nel Cantico spirituale: "(Cristo) è come una ricca miniera con molti recessi contenenti tesori, e per quanto gli uomini tentino di esaminarla non arriveranno mai alla fine" (S. Giovanni della Croce, Cantico spirituale, st. 36). Cristo è così ricco!

Nell’opera dei missionari e nel loro servizio al popolo, si manifestava la potenza di Cristo, Crocifisso e Risorto, che è seduto alla destra del Padre e che, come Redentore e Sposo della Chiesa, opera attraverso di lei nello Spirito Santo. È molto importante non confondere la Chiesa con alcune organizzazioni meramente umane o umanitarie. La Chiesa vive e cresce in Cristo e attraverso Cristo. Tutti i suoi membri, nei loro pensieri e nelle loro azioni, sono chiamati a testimoniare la presenza viva del Redentore.

5. Il Padre, come leggiamo nella lettera agli Efesini, "tutto... ha sottomesso ai piedi di Cristo e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo" (Ef 1, 22-23). Questo è il motivo per cui, dopo la sua resurrezione, Cristo ha mandato gli Apostoli con queste parole: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra" (Mt 28, 18). Questa forza salvifica del Redentore sostenne i missionari che giunsero nelle Filippine nel sedicesimo secolo. Questa stessa forza ha preservato i figli e le figlie della vostra nazione nel condurre la propria vita come Cristiani, nel formare famiglie cristiane e nell’educare i propri figli nella fede. Facendo tutto ciò, i vostri antenati hanno gettato le fondamenta dell’unico Paese a maggioranza cattolica in questa parte del mondo, una regione che costituisce ancora una grande sfida per l’evangelizzazione. Molto per tempo, figli di questa terra, come sacerdoti e Vescovi, vi siete assunti pienamente la responsabilità pastorale, mentre altri hanno riempito le fila delle Congregazioni di religiosi, e religiose, affinché la Chiesa che è "la pienezza di colui che si realizza pienamente in tutte le cose" (Ef 1, 23) fosse autenticamente cattolica e universale, ma anche veramente immersa nella vita e nella cultura di queste Isole.

6. Oggi quindi è un giorno di grande gioia. Rallegriamoci con una grande gratitudine verso il Signore. Il Salmo Responsoriale contiene un invito appropriato. "Applaudite, popoli tutti, acclamate Dio con voci di gioia... perché Dio è re di tutta la terra... Dio regna sui popoli" (Sal 47, 2; 8-9). La fede che viene dal Vangelo trasforma la vita degli individui e delle nazioni. Per quattrocento anni la Chiesa è stata lievito e anima per la società filippina, soprattutto grazie alla sua capacità di risanare e di accrescere il rispetto per la persona umana, di rafforzare le famiglie e le comunità, di conferire alle attività quotidiane un significato più profondo e di fare riferimento a Dio (cf. Gaudium et Spes, 40). Ispirati dalla loro fede, i cattolici filippini hanno intrapreso innumerevoli iniziative per il bene della società, nei campi dell’educazione, della sanità e dei servizi di tutti i tipi. Durante questi quattrocento anni, dalla missione religiosa della Chiesa sono scaturite una luce e un’energia che sono servite a strutturare e a consolidare la comunità umana secondo la legge divina (cf. Gaudium et Spes, 42). Questa è la fonte della nostra gioia. Questa è la fonte della nostra gioia e della nostra gratitudine al Signore, il Padre Onnipotente. Questo è il motivo della gioia della Chiesa nelle Filippine, visibile in questa celebrazione, con tutto il colore e la vitalità della vostra cultura e delle tradizioni cristiane. Tuttavia questo è anche il vostro compito e la vostra responsabilità. Rimanere fedeli a ciò che è stato tramandato e su cui si è costruito, affinché la legge di Dio dimori nei vostri cuori ed Egli benedica in abbondanza la vostra nazione.

Un grande impulso alla nostra gioia è dato dai giovani della Giornata Mondiale della Gioventù che sono giunti a Manila da tutti gli angoli delle Filippine, da molte parti dell’Asia e dell’Estremo Oriente e da altri continenti. Essi sono il segno e la conferma della vostra fede viva.

Il mio cuore va a tutti loro, a tutti i giovani e le giovani filippini, e a tutti i giovani del mondo, di così tanti paesi del mondo... europei, asiatici, dell’Africa, dell’America, dell’America del Nord e di quella Latina, dell’America Centrale, dell’Australia, di tutti i Continenti.

7. La gioia del cuore umano deriva dalla presenza di Dio in noi, nei nostri cuori. Isaia scrive: tutti coloro che "restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera" (Is 56, 6-7). La gioia spirituale del popolo di Dio nelle Filippine ha due punti di riferimento fondamentali: la casa di preghiera e il monte santo. Innanzitutto, la comunità si raccoglie nella "casa di preghiera" – che è la casa, o una cappella, o una chiesa parrocchiale o una cattedrale – per celebrare i misteri della nostra redenzione e per professare la fede, una, santa, cattolica e apostolica. Da lì il popolo pellegrino di Dio va avanti per ascendere il "monte santo": in marcia nella speranza, verso la pienezza del Regno di Dio, lottando per tutto il tempo affinché quel regno di santità, di giustizia, di pace e di solidarietà sia presente e operante a ogni livello della vostra vita personale e nazionale.

Quindi, due punti, la casa di preghiera e il monte santo, essere insieme e ascendere con Cristo in cielo, nel suo Regno. Tutto questo è ispirato alla liturgia di oggi.

8. Popolo di Dio nelle Filippine: in ogni messa ascoltate la chiamata a innalzare i vostri cuori: Sursum corda!

Innalza il tuo cuore, santa Chiesa, che in quattro secoli hai costruito una solida dimora per Dio su queste Isole! Isole così numerose, isole filippine, isole bellissime!

Intere generazioni sono partite da qui per il Monte Santo, dove abita il Dio della gloria. Il segno di questa ascesa sono i santi filippini, iniziando da San Lorenzo Ruiz che ho avuto la gioia di beatificare qui a Manila e di canonizzare a Roma. Essi rimangono intimamente uniti a voi nella Comunione dei santi. Essi mostrano il cammino verso Dio che è il compimento della vocazione di tutti gli esseri umani.

Gioisci popolo filippino. Gioisci, santa Chiesa a Manila, Cebu, Caceres, Nueva Segovia! Gioite diocesi e parrocchie nelle Filippine! Gioite, famiglie filippine tutte! Gioite perché il Padre ha voluto donarvi il Regno! Questa promessa del Padre viene mantenuta sempre attraverso la forza di Cristo: a Lui onore e gloria nei secoli! Amen.

Una lunga omelia, ma non troppo lunga per questa occasione! Mabuhay, a tutto il popolo filippino! Lunga vita!

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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