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VIAGGIO APOSTOLICO NELLE FILIPPINE,
IN PAPUA NUOVA GUINEA, AUSTRALIA E SRI LANKA

X GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

SANTA MESSA PER LA BEATIFICAZIONE DI SUOR MARY MACKILLOP

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

«Randwick Racecourse» di Sidney (Australia)
Giovedì, 19 gennaio 1995

 

“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6, 33).  

Cari Fratelli e Sorelle,

1. Stiamo celebrando un evento straordinario nella vita della Chiesa in questa terra: la beatificazione di Madre Mary MacKillop, la prima australiana dichiarata formalmente beata in cielo. Gioisco con tutti voi: con il Cardinale Clancy e i miei Fratelli nell’Episcopato, con i sacerdoti, i religiosi, con tutti voi, uomini e donne, famiglie, giovani e bambini, che offrono un segno raggiante e autentico della vitalità della Chiesa. Ringrazio Dio perché mi ha permesso di celebrare questa Beatificazione, proprio qui in terra australiana. In verità l’Australia stessa rappresenta un tipo di sfondo per le riflessioni che vorrei condividere con voi.

Alcune settimane fa la Chiesa ha celebrato la Solennità della Nascita del Signore, e la Liturgia di oggi ancora echeggia quel mistero di salvezza. La prima lettura del Profeta Isaia richiama la Liturgia dell’Avvento e ha alcune immagini che sono proprio applicabili al vostro Continente. Isaia scrive: “nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio” (Is 40, 3). Il Profeta parla dei contrasti delle valli e delle montagne, di terreno accidentato e di pianura (cf. Is 40, 4). In tutto ciò naturalmente egli si riferisce alla geografia della Terra Santa. Ma queste stesse immagini non richiamano anche alla mente la geografia dell’Australia? Nel centro dell’Australia non c’è un enorme deserto, di cui solo i confini esterni sono ricchi e fertili? Non ci sono forse aspre pianure e profonde valli? Accanto a terreni accidentati non troviamo forse paesaggi piacevoli e ospitali?

2. I contrasti vanno oltre la semplice topografia; essi sono anche evidenti nelle origini etniche della gente. Per la sua storia di ospitalità verso gli immigranti, l’Australia è diventata una terra di incontri tra culture e civiltà molto diverse. Anche prima che gli europei arrivassero qui, più di due secoli fa, gli aborigeni erano già stati presenti per decine di migliaia di anni. Infatti gli etnologi ci riferiscono che gli abitanti originari dell’Australia sono tra i più antichi popoli della terra. Questi contrasti tra le genti e le culture rendono la vostra nazione una meravigliosa miscela di vecchio e di nuovo, cosicché l’Australia oggi è una terra di diversità e di unità, arricchita dai contributi che questi vari singoli e gruppi danno alla formazione della società.

L’esortazione del Profeta Isaia assume un particolare rilievo per coloro che si sono qui riuniti, e per tutto il popolo cattolico dell’Australia. È qui, nella vostra stessa terra, che la strada del Signore dovrebbe venir preparata, in modo che l’Australia sia un luogo in cui “si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà” (Is 40, 5). Infatti questa gloria si è già rivelata abbondantemente in Mary MacKillop, e la Chiesa, dichiarandola “Beata”, dice che la santità invocata dal Vangelo è australiana come ella era australiana. È questo il messaggio che desidero rivolgere in particolare alle figlie spirituali di Madre MacKillop, cioè i membri della Congregazione da lei fondata. State certe, care Sorelle, che la Chiesa ha bisogno della vostra testimonianza e della vostra fedeltà. Anche l’Australia apprezza la vostra presenza e il vostro devoto apostolato.

3. È significativo che Madre Mary MacKillop abbia dato alla sua Congregazione il nome di San Giuseppe, una persona che ha impegnato il suo essere e la sua vita alla Provvidenza amorosa di Dio. Gesù di Nazareth era un uomo di fiducia sconfinata. Solo così ha potuto vivere la chiamata unica che aveva ricevuto da Dio, di diventare lo sposo della Vergine Maria e il custode del Figlio di Dio. Nella storia della Chiesa San Giuseppe è sempre stato uno speciale modello di santità. Senza dubbio, dando il nome di San Giuseppe alla sua Congregazione, la Beata Mary MacKillop esprimeva una qualità della sua vita spirituale, una qualità che poi diventò un carisma per i suoi seguaci e per coloro di noi che oggi imparano dal suo esempio.

Nel Vangelo il Signore dice: “per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete... guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?” (Mt 6, 25-26). Giuseppe, l’“uomo giusto”, visse secondo queste parole. Queste parole ci fanno vedere dentro quello che deve essere l’atteggiamento fondamentale di ogni vita spirituale: apertura, fiducia e serenità, nella certezza, dell’amore speciale di Dio per ogni essere umano, “che è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa” (Gaudium et Spes, 24).

4. Il Signore conclude il suo insegnamento confidando nella Provvidenza, con l’invito: “non affannatevi... il Padre vostro celeste infatti sa di che cosa avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6, 31-33). Nella storia del Cattolicesimo australiano, questa “ricerca del regno di Dio” è stata conseguita in un modo egregio dalla Beata Maria della Croce.

Nella vastità del continente australiano, la Beata Mary MacKillop non si è lasciata scoraggiare dal grande deserto, dalle immense distese dell’entroterra, né dallo squallore spirituale che colpiva tanti suoi compagni della città. Piuttosto ella preparò audacemente la strada del Signore nelle situazioni più difficili. Con gentilezza, coraggio e compassione ella fu il messaggero della Buona Novella in mezzo agli sperduti che lottano per la vita e ai baraccati della città. Madre Maria della Croce sapeva che dietro l’ignoranza, la miseria e la sofferenza che aveva incontrato c’era della gente, c’erano uomini e donne, giovani e vecchi, che tendevano verso Dio e la sua giustizia. Ella sapeva, poiché era una vera figlia del suo tempo e del suo luogo: la figlia degli immigrati che dovettero sempre lottare per costruire una vita per loro nel loro nuovo territorio. La sua storia ci ricorda il bisogno di accogliere la gente, di accostarsi a quelli che sono soli, che soffrono di privazioni, gli svantaggiati. Lottare per il regno di Dio e per la sua giustizia significa lottare per vedere Cristo nello straniero, incontrarlo in loro e aiutarli ad incontrarlo in ognuno di noi!

5. Proprio come al tempo di Madre MacKillop, anche oggi la comunità cristiana si trova di fronte a molti “deserti”: le terre squallide dell’indifferenza e dell’intolleranza, la desolazione del razzismo e il disprezzo verso altri esseri umani, l’aridità dell’egoismo e della infedeltà: il peccato in tutte le sue forme e le sue espressioni, e lo scandalo del peccato magnificato dai mezzi della comunicazione sociale. Se la Chiesa richiama continuamente alla legge di Dio, scritta nel cuore umano e rivelata nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, lo fa non per un attaccamento arbitrario alla tradizione passata e per una visione antiquata. È che l’uomo distaccato dal suo Creatore e Redentore non può compiere il suo destino e non avrà pace. Dovunque la Chiesa deve essere “il segno e la salvaguardia del carattere trascendente della persona umana” (Gaudium et Spes, 76). Difendendo la vita dal male dell’aborto e dell’eutanasia, incoraggiando una forte vita familiare di fronte alle vecchie e nuove sfide alla sua stabilità, facendo avanzare la giustizia ad ogni livello attraverso la sua dottrina sociale, la Chiesa è un vero fermento evangelico in ogni sfera dell’attività umana (Gaudium et Spes, 40). Il grande documento del Concilio Vaticano Secondo sulla Chiesa nel Mondo Moderno ha rappresentato per i membri della Chiesa un richiamo appropriato per ogni tempo: i Cristiani “niente possono desiderare più ardentemente che servire con sempre maggiore generosità ed efficacia” (Gaudium et Spes, 93).

6. Come possiamo fare ciò? La risposta chiara e inequivocabile di San Paolo è contenuta nella Seconda Lettura di questa Messa. Le sue parole ai Colossesi indicano cosa c’è alla base di ogni vocazione cristiana. Egli dice: “Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione” (Col 3, 14). Cosa significa “al di sopra di tutto vi sia la carità”? San Paolo spiega: “Rivestitevi dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente” (Col 3, 12-13). Qui San Paolo trae la sua ispirazione dalle Beatitudini, e in quello stesso spirito scrive sulla pace di Cristo, alla quale siamo stati tutti chiamati (cf. Col 3, 15), e sul bisogno di ringraziare in tutte le cose (cf. Col 3, 17).

7. In questa solenne Liturgia la Chiesa esprime la sua gratitudine a Madre Maria della Croce, alla Comunità Religiosa da lei fondata e a tutte le Comunità Religiose. Il recente Sinodo dei Vescovi dedicato alla vita e alla missione della vita consacrata ha pienamente riconosciuto il grande contributo reso dalle Comunità Religiose alla Chiesa, alla cultura e alla civiltà in tutto il mondo. Rispondendo all’invito di San Paolo ad essere “riconoscenti” (Col 3, 15) noi, in occasione di questa Beatificazione, esprimiamo il nostro grazie a Cristo Signore per il grande servizio che gli uomini e le donne consacrate rendono all’Australia nel campo dell’istruzione e della sanità, e così in tante altre attività a nome del bene comune. Preghiamo dunque per una nuova fioritura delle vocazioni religiose, cosicché queste Comunità continuino ad essere un segno vitale della presenza di Gesù Cristo in mezzo a voi!

È bene che voi questa volta stiate applaudendo gentilmente per il Papa. Grazie.

8. Sì, Gesù è presente a Sydney, e in tutta l’Australia! Attraverso di lui, tutta la creazione, e in particolare tutta l’umanità può ringraziare il Padre per i regali della Creazione e della Redenzione e per le buone cose che provengono dalle mani dell’uomo. Cristo conferisce a tutta la vita un “significato eucaristico”. Gli uomini e le donne di oggi spesso dimenticano questo: essi pensano di essere i creatori di questi beni e perdono facilmente di vista Dio. Da ciò risulta che non riescono ad impegnarsi per il regno di Dio e troppo spesso non si preoccupano della sua giustizia.

I Santi, al contrario, ci insegnano a vedere Cristo presente in Australia, a Sydney. Essi ci insegnano a vedere Cristo come centro e apice del dono generoso di Dio all’umanità. Per questa ragione la Chiesa li onora, li innalza agli altari e li propone come modelli da imitare. Essi sono araldi del vero significato della vita umana. Sia benedetto Dio nei suoi santi!

9. “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6, 33).

Con queste parole ho dato inizio a all’omelia, e con esse voglio concludere.

La Beatificazione di Madre Mary MacKillop vuol essere una specie di “consacrazione” del popolo di Dio in Australia. Attraverso la sua testimonianza, la verità dell’amore di Dio e i valori del suo regno sono stati resi visibili in questo Continente – valori che sono la vera base della società australiana.

Possa la vostra nazione restare fedele alla sua eredità cristiana! Possa la Chiesa peregrina in Australia continuare a portare avanti la sua missione, proclamando il regno di Dio e la sua giustizia!

E nell’ultimo giorno penso ancora ai tanti pellegrini. Vedo i giovani di Manila, provenienti da così tante nazioni del mondo... che rappresentano la Chiesa pellegrina, il popolo pellegrino di Dio. Cantano tutti con noi, Te Deum laudamus. Stiamo cantando dunque per questa celebrazione, per Dio che lodiamo. Tutta la Chiesa pellegrina canta, gioisce, gioisce in Australia. Cristo è qui a Sydney e ovunque. Cristo è qui. Grazie. Alleluia  

Al termine della celebrazione eucaristica il Santo Padre ha salutato i presenti con le seguenti espressioni.  

Saluto tutti gli australiani, a cominciare dagli aborigeni dell’Australia e della Nuova Zelanda e poi tutti coloro che hanno dato il proprio contributo alla preghiera: gli irlandesi, tutti gli australiani irlandesi, tutti gli italiani, tutti i croati, i polacchi, gli ucraini e i vietnamiti. Tutti insieme..., anche i messicani, i polacchi...

Noi tutti lodiamo il Signore! Di nuovo, grazie a tutti voi!

Grazie alla beata Mary MacKillop e alla Congregazione delle Suore che ha fondato e che è presente qui oggi.

Di nuovo, grazie per la vostra pazienza e per la vostra perseveranza.

Il Cardinale Clancy avrebbe voluto la pioggia domani, solo domani...

Il Papa oggi, il Cardinale Clancy domani.

Sia lodato Gesù Cristo!

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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