Voi vi domandate: «Che cos’è diventata la Quaresima?». Voi ritenete che la
rinuncia assai relativa al cibo non significa gran che, quando tanti dei nostri
fratelli e delle nostre sorelle, vittime di guerre o di catastrofi, soffrono
molto, fisicamente e moralmente.
Il digiuno riguarda l’ascesi personale, sempre necessaria, ma la Chiesa
chiede ai battezzati di caratterizzare anche in altro modo questo tempo
liturgico. La Quaresima ha infatti per noi un preciso significato: deve
manifestare agli occhi del mondo che l’intero Popolo di Dio, perché peccatore,
si prepara nella Penitenza a rivivere liturgicamente la Passione, la Morte e la
Risurrezione di Cristo. Questa testimonianza pubblica e collettiva ha la propria
sorgente nello spirito di Penitenza di ciascuno di noi e ci induce altresì ad
approfondire interiormente tale comportamento ed a meglio motivarlo.
Rinunciare non significa soltanto donare il superfluo, ma talvolta anche il
necessario, come la vedova del Vangelo, la quale sapeva che il proprio obolo era
già un dono ricevuto da Dio. Rinunciare significa liberarsi dalla schiavitù di
una civiltà che ci spinge sempre più alla comodità ed al consumo, senza alcuna
preoccupazione nemmeno per la conservazione del nostro ambiente, patrimonio
comune dell’umanità.
Le vostre comunità ecclesiali vi invitano a prender parte a “Campagne di
Quaresima”; esse vi aiutano anche ad orientare l’esercizio del vostro spirito di
Penitenza, condividendo ciò che possedete con quanti hanno meno o niente.
Restate forse ancora inoperosi perché nessuno vi ha invitato a lavorare? Al
cantiere della carità cristiana mancano operai; la Chiesa vi chiama. Non
aspettate che sia troppo tardi per soccorrere Cristo che è in prigione o senza
vestiti, Cristo che è perseguitato o rifugiato, Cristo che ha fame o è senza
casa. Aiutate i nostri fratelli e le nostre sorelle che mancano del minimo
necessario per uscire da condizioni disumane ed entrare in un’autentica
promozione umana.
A voi tutti che siete decisi di dare questa testimonianza evangelica di
penitenza e di solidarietà, la mia benedizione nel Nome del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo.
Insegnamenti di Giovanni Paolo II, II 1979, p. 473.
GIOVANNI PAOLO II