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VIAGGIO PASTORALE IN ANGOLA, SÃO TOMÉ E PRÍNCIPE

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON SACERDOTI, RELIGIOSI, CATECHISTI
E RAPPRESENTANZE ECUMENICHE

Cattedrale di «Nossa Senhora da Graça» a São Tomé
Sabato, 6 giugno 1992

 

Carissimi sacerdoti, fratelli e sorelle religiose,
Cari laici, servitori del Vangelo:

1. Da circa quattrocento anni questa Casa del Signore serve da cenacolo, dove, sotto la potente intercessione di Nostra Signora delle Grazie, si riunisce, in un unico e medesimo Spirito, questa parte di popolo di Dio che, a São Tomé e Príncipe, cammina lungo i sentieri del Vangelo. Mi sento felice per la visita alla Chiesa-madre di questa diocesi, proprio alla vigilia della solennità della Pentecoste: il grande affetto che in Cristo provo per tutti voi mi ha condotto sin qui per confermarvi nel vostro impegno ecclesiale, vissuto in stretta unione col vostro vescovo, il nostro stimato fratello Don Abílio Ribas. Nel vedervi, mi sono venute in mente le parole di Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14, 6). Le pronunciò, per la prima volta, rispondendo a San Tommaso che gli aveva chiesto: “Signore, come possiamo conoscere la via?”. Anche questo popolo sente la necessità di conoscere meglio il cammino della Vita. Voi, missionari provenienti dall’estero o cristiani figli di questa terra, avete conosciuto Gesù Cristo e avete accettato di illuminare il cammino di questo popolo. A nome della Chiesa, vi dico “La pace sia con voi!”.

2. Il Vangelo è saldamente impiantato nella vita di questa giovane Nazione, come ho potuto ben constatare nella meravigliosa Eucaristia di questa mattina. Ma è necessaria una rievangelizzazione della vita famigliare e sociale, della cultura di São Tomé. Non si tratta infatti di proclamare il Vangelo a quanti non lo hanno mai udito. Oggi, la questione che qui vi si pone è quella di dirigervi a coloro che lo hanno ascoltato, ma non hanno risposto: penso a quelli che sono stati battezzati, ma non lasciano che la fede modelli la loro vita personale né si impegnano attivamente nella Chiesa.

3. Nel libro del profeta Isaia, si legge un’esortazione che in questa circostanza desidero rivolgere a tutto il popolo di São Tomé: “Venite, saliamo al Tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri” (cf. Is 2, 3). Il profeta precedeva il tempo in cui la gente, presa dal desiderio di incontrare Dio, si sarebbe incoraggiata a cercarlo insieme: “saliamo al Tempio di Dio”! Adesso, la Chiesa, la famiglia di Dio, è il compimento di questa profezia. Ogni domenica, i fedeli si uniscono per salire al Tempio del Signore: accorrono per comprendere la verità divina e trovare il volto del Dio vivo. Questo ci aiuta ad uscire da noi stessi, a vincere il nostro egoismo, e l’esperienza dimostra che l’uomo non può essere se stesso, se non si supera fino ad aprirsi alla conoscenza di Dio. Una delle tentazioni proprie del nostro tempo è quella dell’uomo diventato così sicuro e autosufficiente da non aprire la mente e il cuore alla parola di Dio. Essa è “viva, efficace e più tagliente di una spada a doppio taglio” (Eb 4, 12), ma è necessario aprirsi liberamente ad essa per avere la vita. La “porta stretta” e la “via angusta” del Vangelo sono di fatto il cammino “che conduce alla vita” (cf. Mt 7, 14); la “via spaziosa” dell’egoismo, dell’edonismo, dell’erotismo finisce per portare alla disumanizzazione, senza soddisfare la profonda inquietudine dell’uomo. Allontanarsi da Dio è una fuga verso le tenebre e la morte, mentre i sentieri della Casa di Dio sono i sentieri che portano alla vita.

4. Tuttavia, nella prospettiva cristiana, c’è altro ancora. Gesù Cristo è colui che ci ha rivelato una nuova vita: la vita dello Spirito (cf. Rm 8, 11). Secondo le parole del Concilio Vaticano II, Gesù Cristo “non ci ha dato semplicemente l’esempio perché seguiamo le sue orme, ma ci ha anche aperta la strada: se la seguiamo, la vita e la morte vengono santificate e acquistano un nuovo significato” (GS 22). Gesù Cristo offre continuamente all’uomo la vera vita: a ogni individuo, a ogni famiglia, e a tutta l’umanità. Queste isole – così colme di benedizioni e, allo stesso tempo, così bisognose – e questo popolo di São Tomé e Príncipe hanno sete della vita, sete della vera vita. Ditegli che accogliere Cristo e vivere il suo Vangelo significa scegliere la vita. In unione con tanti figli e figlie di Dio che, a São Tomé e Príncipe, vivono con generosità la loro fede, il Papa vuol dire a tutti coloro che si sentono lontani dalla comunità cristiana: la Chiesa ha bisogno di voi! Tornate a casa! La comunità di fede in cui siete rinati e in cui, fino a un certo punto, siete cresciuti, vi chiede di prendere il vostro posto in mezzo al popolo di Dio, un posto che solo voi potete prendere.

5. Cari sacerdoti, fratelli e sorelle religiose, catechisti e altri operatori di pastorale: siate certi che il mio affetto e la mia sollecitudine pastorale vi accompagnano. Vi benedico con tutto il cuore, benedico voi e quanti vi sono stati affidati dal Signore! Quando ritornerete nelle vostre comunità, parrocchie, istituzioni o famiglie, portate a tutti l’abbraccio fraterno e la benedizione del Papa, ed esprimete loro la mia solidarietà e l’immensa speranza che ci unisce, poiché celebriamo ogni giorno la stessa Eucaristia e testimoniamo, ovunque, la stessa fede. Vegli su tutti voi e sui vostri cari la Vergine Nostra Signora. Nel Suo cuore di Madre, si sono raccolte e sono sbocciate le speranze di vita per tutta l’umanità, a Lei affidata dall’alto della Croce, nella persona del discepolo amato.

6. Madre della divina Grazia, ti affido la Chiesa di São Tomé e Príncipe, e ti chiedo di donarle la fiducia, la dedizione e la gioia santa che ha inondato il tuo cuore quando lo Spirito Santo fu inviato su di te, sia all’inizio dell’Incarnazione che agli inizi della Chiesa. Conferma nel cuore di tutti i cristiani la fedeltà alle parole e alle promesse di Dio, perché diventino, a somiglianza di Te, testimoni ardenti di Cristo, Speranza e Luce dei popoli, nel cammino di questa Nazione e di tutta l’umanità! In mezzo alle sofferenze e alle prove della vita, possano questi tuoi figli e figlie trovare la pienezza della gioia nella vittoria del tuo Figlio resuscitato, certi che essa permanga in ognuno dei credenti grazie al dono dello Spirito. Aiutali a vivere nello Spirito Santo la gioia piena del tuo Cuore Immacolato! Amen!

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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