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III ASSEMBLEA GENERALE DEL SINODO DEI
VESCOVI ANGELUS
DOMINI DEL SANTO PADRE PAOLO VI
Domenica, 22 settembre 1974
Noi vi invitiamo ad unire la vostra preghiera alla nostra per il felice esito
del Sinodo Episcopale, che il 27 settembre prossimo, cominciando quindi in
questa settimana si svolgerà lungo tutto il mese di ottobre, qui a Roma, nella
Città del Vaticano, accanto alla tomba di San Pietro, il primo apostolo, per
pregare e per trattare il grande tema della «Evangelizzazione nel mondo
contemporaneo». Che cosa è il Sinodo Episcopale? Tutti ormai lo sanno. È una
istituzione ecclesiastica, che noi, interrogando i segni dei tempi, ed ancor più
cercando di interpretare in profondità i disegni divini e la costituzione della
Chiesa cattolica, abbiamo stabilita dopo il Concilio ecumenico Vaticano secondo,
per favorire l’unione e la collaborazione dei Vescovi di tutto il mondo con
questa Sede Apostolica, mediante uno studio comune delle condizioni della Chiesa
e la soluzione concorde delle questioni relative alla sua missione. Non è un
Concilio, non è un Congresso, non è un Parlamento, ma un Sinodo di particolare
natura, composto da rappresentanti eletti dalle varie Conferenze Episcopali, dai
Capi dei Dicasteri della Curia Romana, da alcuni Superiori di Ordini religiosi,
e da pochi altri membri integrativi di nomina pontificia. In tutto circa
duecento membri. Vi sono ammessi alcuni Esperti.
Assemblea per numero, per composizione, per competenza, per il metodo, di
lavoro, di grande importanza nella Chiesa di Dio, tanto più perché il tema
discusso riguarda problemi vitali, sia dottrinali, che pratici. Quest’anno
il tema generale investe tutte le questioni relative alla presenza operativa
della Chiesa in mezzo all’umanità, in ordine alla sua finalità primaria, ch’è
quella di annunciare il Vangelo, d’infondere la fede negli uomini, di guidarli
sulla via della salvezza cristiana. Si prospetta il confronto, già presentato
dalla costituzione «Gaudium
et Spes» nel recente Concilio, della Chiesa col mondo, anzi la presenza
della Chiesa nel mondo, presenza che ben sappiamo quale immensa problematica,
difficile, ma stimolante, essa, oggi specialmente, suscita nella Chiesa stessa,
che è madre e maestra, animata da spirito missionario, pastorale, liberatore,
pacifico e religioso, nient’altro che amoroso della stessa carità per cui Cristo
è salvatore. Bisogna che tutti i fedeli figli della Chiesa vivano con essa,
la Chiesa in questo periodo, in profonda unione spirituale; questa è un’ora
storica della sua vita. Pregando specialmente, come ora noi facciamo con Maria,
Preside del Cenacolo, alla Pentecoste.
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