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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO DI SUA
SANTITÀ PAOLO VI
IN ASIA ORIENTALE, OCEANIA ED AUSTRALIA
SANTA MESSA NEL VILLAGGIO DI LEULUMOEGA
OMELIA DEL SANTO PADRE PAOLO VI
Oceano Pacifico, Isole di Samoa Lunedì, 30 novembre 1970
Cari Figli e Figlie,
Eccomi in mezzo a voi. Io vengo da lontano, da Roma, dove si trovano le tombe
dei grandi Apostoli Pietro e Paolo e di tanti altri Santi e Martiri, e vi porto
la loro benedizione. Non è il gusto di viaggiare e neppure un interesse
qualsiasi che mi hanno portato presso di voi: io vengo, perché noi tutti siamo
fratelli, o meglio perché voi siete miei figli e figlie, ed è giusto che, come
padre di famiglia, di questa famiglia che è la Chiesa cattolica, mostri a
ciascuno ch’egli ha diritto ad un eguale affetto. Sapete che cosa significa
«Chiesa Cattolica»? Significa che è fatta per l’intero universo, che è fatta per
tutti, che non è estranea in nessuna parte: ciascun uomo, qualunque sia la sua
nazione, la sua razza, la sua età o istruzione, trova posto in Lei.
Come
potrei dirvi una cosa tanto sorprendente? Perché è così che l’ha voluta Gesù
Cristo, il primogenito di tutti gli uomini. Egli è il Figlio di Dio, nostro
Padre celeste, ed è nello stesso tempo il figlio di Maria, nostra sorella per la
discendenza umana. È Lui che ci salva, è Lui il nostro maestro. È Lui che mi ha
inviato, come ha inviato i vostri missionari.
È da parte di Gesù Cristo che
questi uomini e queste donne di Dio sono venuti nelle vostre Isole: essi vi
hanno insegnato la medesima dottrina che io vi porto; erano spinti da un affetto
eguale al mio.
L’opera missionaria, in nome della quale mi trovo in mezzo a
voi, è cominciata il giorno di Pentecoste e continua ancora ai nostri giorni.
Essa è sempre necessaria ed urgente. Nel mondo ci sono ancora tanti uomini che
non hanno trovato la verità; il seme che Dio ha deposto nei loro cuori non ha
trovato, per mancanza di qualcuno che l’insegnasse loro, il terreno dove
crescere e svilupparsi totalmente.
Per questo Io ho un favore da chiedervi, ed è questo: mandiamo insieme un
messaggio, cioè una lettera, un invito, a tutti i Cattolici di tutto il mondo,
per dire che vi sono ancora molti uomini, molti popoli, i quali non hanno ancora
ricevuto i Missionari, ovvero ne hanno ricevuti troppo pochi. E diciamo che
bisogna mandare qua, e in tutte le Isole e in tutte le parti della terra che
ancora non conoscono Gesù Cristo, nuovi Missionari e nuove Missionarie. Per
predicare il Vangelo, per battezzare tutti qulelli che desiderano farsi
cristiani. E per istruire la gente, per fare scuola ai fanciulli, per insegnare
alla gioventù le cose belle e buone, per il lavoro e per dare alla vostra vita
il modo di crescere e di svilupparsi; e per annunciare a tutti a rispettare ogni
essere umano, per dimostrare a vivere bene, nella giustizia e nella pace, e
ricordare a tutti chi è Gesù Risorto, e come dobbiamo amare Dio e amare tutti
gli uomini.
Vi piace questa proposta? Io vi presento questo foglio: qui
è scritto il Messaggio missionario. Lo firmeremo tutti. Sarà il messaggio
cattolico dalle Missioni di Samoa per le Missioni in tutto il mondo. Tutto il
mondo vi ascolterà.
Noi, Paolo VI,
- con la comunità cattolica dell’Isola di Upolu, raggruppata intorno al suo
Vescovo Pio Taofinu’u, ed al suo Clero, - con i nostri collaboratori, i
Cardinali Eugenio Tisserant ed Agnelo Rossi, gli Arcivescovi Giovanni Benelli,
Agostino Casaroli e Sergio Pignedoli, il Vescovo Giacomo Martin, - Lanciamo
ora un appello che vuol essere come un grido a tutta quanta la Chiesa, sparsa in
tutte le parti del mondo, da questa terra privilegiata, perduta nell’immensità
dell’Oceano Pacifico, ma già aperta da tanto tempo al Messaggio Evangelico:
- Rispondendo alle invocazioni angosciate delle anime desiderose di luce, che ci
dicono: «Passa da noi e vieni in nostro aiuto!» (Cfr. Act. 15, 9); -
Presi da pietà per la folla, che ha fame del pane della Parola e del pane
dell’Eucaristia e non ha nessuno che a lei li distribuisca; - Pieni di
ammirazione di fronte alle ricchezze, che Dio ha posto nel cuore degli uomini,
ed alle promesse meravigliose della messe evangelica; - Noi rinnoviamo
l’invito rivolto da Dio, fin dalle età più antiche, alle anime generose: «Lascia
il tuo paese, la tua famiglia e la casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti
indicherò» (Gen. 12, 1). - A voi, Vescovi della Santa Chiesa
Cattolica, che, in forza della collegialità episcopale, condividete la
sollecitudine per il bene di tutta la Chiesa (Cfr.
Lumen gentium, 23), allargate il vostro ardore apostolico alla
santa causa della diffusione della Chiesa nel mondo intero (Cfr. Fidei donum);
- A voi, Sacerdoti, la cui fede anela ad effondersi su più vasti
spazi, venite a portare il fuoco del vostro zelo a coloro, nei quali la
semplicità di vita ha salvato la sensibilità per i valori dello spirito; -
A voi, Religiosi e Religiose, la cui vita è tutta rivolta
all’imitazione del Signore, raggiungete le intrepide generazioni dei Missionari
che, da secoli, si sono fatti, al Suo seguito, messaggeri della fede, della pace
e del progresso, annunciando il Cristo, il Maestro, il Modello, il Liberatore,
il Salvatore (Ad
gentes, 8); - A voi, Giovani uomini e donne, la cui anima
assetata di verità, di giustizia e d’amore, va alla ricerca di nobili cause da
difendere nello sforzo e nel disinteresse, diciamo: raccogliete l’invito a
divenire gli araldi della Buona Novella della Salvezza; ricchi della vostra
fede e del vostro entusiasmo giovanile, venite ad insegnare agli uomini che c’è
un Dio che li ama e li attende e li vuole accanto a Sé come figli riuniti
intorno al capo di famiglia, venite a curare i corpi, a illuminare le
intelligenze, a insegnare a vivere meglio ed a crescere in umanità, a edificare
la Chiesa per la maggior gloria di Dio. - Voi che siete ricchi, mettete a
disposizione i beni di cui Dio vi affida la gestione, perché l’apostolo possa
vivere e le sue iniziative pastorali prosperare; - Voi che siete poveri,
offrite la vostra lotta ed il vostro sudore per il pane quotidiano, perché fra
tutti venga diviso questo pane;
- Voi che soffrite, voi che piangete e siete perseguitati, offrite la vostra
sofferenza, perché il corpo di Cristo cresca nella giustizia e nella speranza
(Cfr. Col. 1, 24). A tutta la Cristianità cattolica Noi diciamo:
«Allarga lo spazio della tua tenda, spiega le cortine dei tuoi padiglioni senza
esitazione» (Is. 54, 2). Ad un mondo in marcia versa la sua unità,
fornite l’alimento dell’indispensabile armonia! Ché se la ricerca in comune
della verità ravvicina gli uomini, solo l’incontro dei cuori rinsalda la loro
unità. Di questo corpo gigante e mistico, che è la Chiesa in formazione,
siate i costruttori nello Spirito di Gesù Cristo! È da voi che dipende se
domani la pace e la fraternità dissiperanno le ombre di morte. Dio ha
bisogno di voi perché, intorno al Cristo Salvatore, salga e si fondi all’unisono
(Eph. 2, 21) l’Inno al Creatore, Dio e Padre di tutti (Eph. 4, 6).
Fratelli e sorelle sconosciuti, ascoltate la Nostra voce! E la grazia del
Signore sia con voi! Amen!
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