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LETTERA DI PAOLO VI
AL PROFESSOR GIUSEPPE LAZZATI
NEL 50° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE
DELL'UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE

 

Al Prof. Giuseppe Lazzati
Rettore Magnifico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Il nostro animo, per tanti versi legato all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sente il desiderio di unirsi a quanti oggi elevano al Signore, datore di ogni bene, il loro rendimento di grazie, per ricordare i cinquant’anni di vita e di intensa attività dell’Ateneo, e per implorare su di esso nuova forza e nuovo vigore.

Quante cose avremmo da dire in questa occasione! Quante memorie vive! Quante persone stimate e venerate vengono alla mente, i cui nomi rifulgono nella storia e sulla scena dell’Università Cattolica del Sacro Cuore! Ad esse dobbiamo l’Università, perché esse l’auspicarono, l’affrettarono, la realizzarono. Forte è il desiderio di una pausa, per commemorare queste care e gloriose figure, ma non ci basterebbe lo spazio. Tuttavia non possiamo non ricordare almeno i nomi di Padre Agostino Gemelli e di Mons. Francesco Olgiati: principalmente dalla loro fede, dalla loro tenacia, dalla loro fortezza, dalla loro pazienza sorse l’Università Cattolica. Ad essi vada oggi il Nostro pensiero riverente e la Nostra devota riconoscenza.

Quando, mezzo secolo fa, nel piccolo palazzo di Via S. Agnese, il futuro Pontefice Pio XI, di v. m., inaugurò l’Università Cattolica, egli espresse il consueto voto augurale: vivat, crescat, floreat. Veniva allora piantato, non senza trepidazione, un piccolo seme, che di anno in anno, grazie all’aiuto celeste, è venuto vigoreggiando con la serietà dei suoi studi, con la copia delle sue pubblicazioni e dei suoi periodici, col numero sempre crescente degli studenti: dalle prime due Facoltà fino al presente ordinamento, che comprende quasi tutte le Facoltà di una università moderna, è stato un progresso continuo, senza sosta, apportando non soltanto in Italia, ma anche in altre nazioni, una salutare irradiazione del messaggio evangelico sul mondo della cultura e sulla vita sociale e civile.

L’ATENEO DEI CATTOLICI ITALIANI

Ci sembra innanzitutto necessario sottolineare in questa circostanza che l’Università Cattolica del S. Cuore è sorta come l’università dei cattolici italiani, i quali videro nell’impresa dei fondatori una straordinaria e preziosa iniziativa da aiutare generosamente, da mantenere sempre viva e fiorente. Dobbiamo certamente ammirare il coraggio di tutti gli animatori dell’Università Cattolica, ma dobbiamo anche ammirare e ringraziare il popolo italiano che ha reso possibile, con ogni sorta di aiuti, soprattutto mediante l’annuale celebrazione della «Giornata per l’Università Cattolica», il sorgere e l’ingrandirsi dell’Ateneo.

Se questo sforzo comune ci fa conoscere quanto è stato fatto di grande in questi cinquant’anni, dobbiamo però dire che tanto resta ancora da compiere. È indubbio che l’Università Cattolica non può rimanere estranea alle esigenze imposte dall’enorme sviluppo di sempre nuovi settori di attività scientifiche e professionali, postulate dal rapido evolversi della nostra società, ma pensiamo che la necessità più urgente sia ora la meditazione in profondità dei nuovi compiti che una università cattolica è chiamata a svolgere; questa meditazione, provvidamente già iniziata, è indilazionabile per rispondere adeguatamente alle esigenze attuali e future della Chiesa e della società. L’Università Cattolica è chiamata infatti a seguire da vicino sia lo sviluppo della cultura nella quale essa opera - cultura che è in fase di rapida e complessa trasformazione - sia il sano rinnovamento della Chiesa, la quale, col Concilio Ecumenico Vaticano II, si è aperta a nuovi compiti e a nuove prospettive.

In questa visuale, i fini e i compiti dell’Università Cattolica nel mondo di oggi acquistano dimensioni nuove e più impegnative. Anch’essa, in accentuato spirito di dialogo, di servizio e di collaborazione, oltre a conseguire pienamente le finalità proprie di ogni università, deve nel medesimo tempo essere il centro privilegiato, in cui si compie l’integrazione scientifica di ogni conoscenza in una visione di unità superiore, cioé nella luce della sapienza della Rivelazione cristiana. Non mai come oggi ogni scienza - pur nel rispetto della propria autonomia - ha bisogno di mettersi in ascolto delle altre scienze, e tutte necessitano di una chiarificazione filosofko~- religiosa. Se questo è da dirsi per ogni università che voglia mantenersi fedele al suo titolo di «Universitas scientiarum», a maggior ragione deve affermarsi per una università cattolica. Una vera cultura, priva di prospettiva spirituale, difficilmente può essere concepita, come è altrettanto inconcepibile una genuina cultura priva dell’amore e del culto della verità. Così una scienza non integrata in un contesto umano, che si sviluppasse cioè fuori di una retta concezione dell’uomo e del mondo, sarebbe mutila e sterile. Le scienze umane e naturali hanno bisogno del fondamento di cognizioni metafisiche e religiose che soltanto la filosofia e la teologia sono in grado di offrire; d’altra parte le scienze teologiche non possono prescindere dalle valide conquiste che le scienze naturali ed umane recano loro sul mondo, sulla vita, sull’uomo.

IMPORTANZA DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE RELIGIOSE

Di fronte all’immane progresso scientifico nella tensione tra gli autentici valori umani ed una certa supremazia della tecnica, l’Università Cattolica dovrà cooperare affinché si abbia la vittoria dell’uomo integrale, in cui eccellano i valori della intelligenza, della volontà, della coscienza, della libertà e della fratellanza, valori tutti fondati in Dio Creatore e mirabilmente sanati ed elevati in Cristo. Appartiene all’Università Cattolica di essere in una maniera tutta particolare, davanti alle altre università, e davanti all’umanità, uno strumento di servizio collettivo, il quale contribuisca, a livello scientifico, al progresso dell’uomo nelle sue aspirazioni terrene ed escatologiche (Cfr. Gaudium et spes, 53-62).

Ecco perché l’università Cattolica del Sacro Cuore - che lungo l’intero arco della sua esistenza si è fatta un dovere di corrispondere all’essenzialità di questa mèta - ha raccolto l’impellente invito del Concilio Vaticano, creando nel suo ambito un Dipartimento di Scienze Religiose. Questo, riassumendo in sé tutte le energie intellettuali e spirituali dell’Università, fungerà da centro propulsore e orientatore dell’Università stessa.

Apprezzando altamente la funzione fondamentale che il Dipartimento avrà per lo sviluppo dell’Università, siamo parimente convinti che non dipenderà soltanto da questo centro il far sì che l’Università Cattolica risponda alla sua caratteristica fisionomia qualificata dal titolo stesso di «cattolica». Questo non è una pura etichetta: esso dice che l’Università Cattolica si caratterizza come una istituzione accademica, una comunità nella quale il cattolicesimo è presente, vivo, attivo. Il suo scopo - secondo le conclusioni del Congresso Internazionale delle università cattoliche, tenuto a Roma nel 1969 - è «di assicurare in maniera istituzionale una presenza cristiana nel mondo universitario di fronte ai grandi problemi della società contemporanea», e ciò mediante le seguenti note essenziali: «un’ispirazione cristiana non solo individuale, ma comunitaria; uno sforzo di riflessione sulle acquisizioni del sapere umano alla luce della fede cristiana; la fedeltà al messaggio di Cristo, quale esso è trasmesso dalla Chiesa; un impegno istituzionale al servizio del pensiero e dell’educazione cristiana».

Auspichiamo di cuore che queste note, le quali devono caratterizzare anche l’Ateneo Cattolico del S. Cuore, siano realizzate dalla sua intera comunità; autorità, professori, assistenti, studenti, personale tecnico, amministrativo, ausiliario, che formino così una comunità di fede, di ideali, di lavoro. Questo spirito dovrà farsi coscienza di vita per tutti quelli che appartengono all’Università Cattolica. Appunto dalla sua specifica missione occorre che l’università Cattolica si denomini e si definisca: la cattolicità dovrà provenire dall’interno prima che da un qualsiasi riconoscimento esterno.

Pertanto, l’Università Cattolica del S. Cuore è chiamata a realizzare la sua vocazione, mantenendo intatte, e avvalorando, due esigenze che le sono connaturali fin dalle sue origini: da un lato la serietà, la severità, il rigore didattico-scientifico, venendo meno i quali essa tradirebbe ogni suo dovere verso la scienza, la società, la Chiesa; dall’altro lato l’impegno di porre la propria scienza a servizio del mondo.

La celebrazione del 50° anniversario di fondazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore è al tempo stesso anche un impegno a guardare al futuro con propositi di fedeltà e di dedizione, con sentimenti di coraggio e di speranza.

I problemi dell’Ateneo Cattolico del Sacro Cuore sono molti e sono gravi: da quelli accademici a quelli amministrativi. Deve confortare il pensiero che adoperarsi per il progresso dell’Università Cattolica significa adempiere un compito ecclesiale insostituibile ed urgente. L’Università Cattolica è una necessaria istanza della Chiesa, che vive nel mondo e a servizio del mondo. Questo fu l’ideale a cui mirarono Padre Gemelli ed i suoi collaboratori nel fondare l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Questa resta la ragione d’essere di quanti vivono ed operano in essa, e per essa.

Nel compimento di questa grave missione, nel percorso di questo cammino così promettente, ma tanto faticoso, accompagnino dirigenti, docenti, studenti, personale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore il Nostro plauso, il Nostro incoraggiamento, la Nostra preghiera, la Nostra Benedizione.

Dal Vaticano, 8 Dicembre dell’anno 1971, nono del Nostro Pontificato.

PAULUS PP. VI

 

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